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Evoluzione del mercato: Preparazioni di ortaggi e frutta (CN 20) — 2015–2025

Introduzione

Il capitolo CN 20 delle nomenclature combinate raggruppa un ampio ventaglio di preparazioni alimentari — dalle conserve di pomodoro ai succhi di frutta, dalle verdure surgelate alle marmellate — che rappresentano uno dei comparti più dinamici dell'industria alimentare dell'Unione Europea. Nel periodo 2015–2025 il commercio extra-UE di questo settore ha registrato una crescita complessiva significativa, trainata tuttavia più dall'incremento dei prezzi unitari che dall'espansione dei volumi. L'Unione Europea si conferma un esportatore netto strutturale, con un surplus commerciale quasi quadruplicato in termini di valore. Al contempo, il periodo è stato segnato da rilevanti mutamenti nella geografia degli scambi — su tutti l'impatto della Brexit sui flussi con il Regno Unito — e da shock di prezzo concentrati nel biennio 2022–2023.

La seguente tabella riepiloga i principali indicatori aggregati del commercio extra-UE per il capitolo CN 20 (Panoramica generale):

Indicatore 2015 2025 Var. %
Esportazioni — valore (mld €) 7,43 13,01 +75,2 %
Esportazioni — quantità (mln t) 6,58 7,51 +14,1 %
Esportazioni — prezzo medio (€/t) 1 128 1 733 +53,6 %
Importazioni — valore (mld €) 6,09 8,01 +31,6 %
Importazioni — quantità (mln t) 4,22 4,02 −4,9 %
Importazioni — prezzo medio (€/t) 1 441 1 994 +38,4 %
Saldo commerciale (mld €) 1,34 5,00 +272,7 %

La produzione industriale UE (PRODCOM) è cresciuta in modo ancora più marcato: il valore è passato da 14,7 mld € a 67,3 mld € (+356,5 %) e la quantità da 14,9 milioni di tonnellate a 38,7 milioni di tonnellate (Volumi di produzione), segnando un'espansione della capacità produttiva del settore alimentare conserviero dell'Unione.


1. Un surplus commerciale in espansione, alimentato più dai prezzi che dai volumi

Il valore delle esportazioni è cresciuto cinque volte più rapidamente dei volumi

Nel decennio considerato, il valore delle esportazioni extra-UE del capitolo CN 20 è cresciuto del 75,2 %, passando da 7,43 mld € a 13,01 mld €, con un picco intermedio di 13,55 mld €. Nello stesso periodo, le quantità esportate sono aumentate solo del 14,1 % (da 6,58 a 7,51 milioni di tonnellate). La differenza tra le due traiettorie è interamente spiegata dall'evoluzione del prezzo medio unitario, che è salito da 1 128 €/t a 1 733 €/t (+53,6 %). L'accelerazione più intensa si è concentrata nel biennio 2021–2023, in linea con la dinamica inflazionistica che ha investito il comparto agroalimentare europeo (Panoramica).

Le importazioni perdono volumi ma guadagnano in valore unitario

Sul fronte importazioni, la dinamica è ancora più netta: il valore è cresciuto del 31,6 % (da 6,09 a 8,01 mld €), ma le quantità sono diminuite del 4,9 %, attestandosi a 4,02 milioni di tonnellate nel 2025 — il minimo dell'intero periodo osservato. Il prezzo medio d'importazione è salito da 1 441 €/t a 1 994 €/t (+38,4 %), con un minimo intermedio di 1 249 €/t registrato intorno al 2020, prima della successiva impennata. Questo pattern suggerisce che la domanda europea di prodotti trasformati da paesi terzi si sta orientando verso referenze a più alto valore aggiunto, mentre i volumi complessivi ristagnano o si contraggono.

Il surplus commerciale si è quasi quadruplicato, con un picco nel 2023

Il saldo commerciale del capitolo CN 20 è passato da 1,34 mld € nel 2015 a 5,00 mld € nel 2025, dopo aver raggiunto un massimo di circa 5,90 mld € nel 2023. La riduzione rispetto al picco è attribuibile al fatto che i prezzi d'importazione hanno continuato a salire più rapidamente di quelli d'esportazione nell'ultimo biennio, erodendo parzialmente il vantaggio commerciale. L'indicatore di dipendenza netta dalle importazioni segnala uno scostamento modesto: da −2,2 % (esportatore netto) a +1,7 %, in relazione alla dimensione complessiva del mercato interno. Ciò riflette il fatto che la produzione domestica UE è cresciuta ben più del commercio internazionale.


2. Riorientamento geografico: l'impatto della Brexit e l'ascesa di nuovi mercati

Il Regno Unito resta il primo mercato di sbocco, ma le importazioni dall'UK crollano

Il Regno Unito è rimasto il principale partner commerciale dell'UE per il capitolo CN 20 su entrambi i lati della bilancia. Tuttavia, le traiettorie hanno seguito direzioni opposte:

Flusso Partner 2015 (mln €) 2025 (mln €) Var. %
Esportazioni UE → Regno Unito 2 692 4 082 +51,7 %
Importazioni UE ← Regno Unito 590 342 −42,0 %

Il calo del 42 % delle importazioni dall'UK è un chiaro riflesso della Brexit: l'uscita del Regno Unito dal mercato unico e dall'unione doganale ha introdotto barriere regolatorie e procedurali che hanno ridotto i flussi in ingresso. Al contempo, le esportazioni UE verso il Regno Unito sono cresciute del 51,7 %, trainate dall'aumento dei prezzi e dalla persistente dipendenza britannica dalle forniture alimentari continentali (Partner principali per valore).

Gli Stati Uniti emergono come mercato strategico per le esportazioni

Il dato più rilevante sul fronte esportazioni è la crescita delle vendite verso gli Stati Uniti, passate da 948 mln € a 2 130 mln € (+124,7 %). Gli USA sono diventati il secondo mercato extra-UE per le preparazioni di ortaggi e frutta, superando Arabia Saudita e Giappone. Anche l'Australia (+101,5 %) e il Brasile (+81,7 %) hanno registrato incrementi significativi. Al contrario, le esportazioni verso la Russia sono diminuite del 24,3 % (da 375 a 284 mln €), in un contesto di crescenti tensioni geopolitiche e sanzioni (Volatilità).

India e Cina consolidano il ruolo di fornitori, con elevata volatilità

Lato importazioni, l'India ha registrato la crescita più marcata (+125,7 %, da 112 a 253 mln €), seguita dalla Cina (+40,6 %, da 467 a 657 mln €). Tuttavia, entrambi i partner mostrano un coefficiente di volatilità elevato (CV rispettivamente di 0,18 e 0,14 per le importazioni). Il partner più volatile in assoluto sul fronte importazioni è l'Egitto (CV = 0,62), seguito dal Regno Unito (CV = 0,51) e dalla Thailandia (CV = 0,31), a conferma della fragilità di alcune catene di approvvigionamento (Volatilità per partner).

La concentrazione geografica diminuisce su entrambi i fronti

L'indice Herfindahl-Hirschman (HHI) per valore è diminuito sia sul lato importazioni (da 1 144 a 877, −23,4 %) sia sul lato esportazioni (da 1 591 a 1 359, −14,6 %), segnalando una progressiva diversificazione geografica degli scambi. L'abbassamento dell'HHI è particolarmente marcato sul lato importazioni, coerente con l'emergere di nuovi fornitori (India, Perù, Marocco) accanto ai tradizionali partner (Concentrazione HHI).

L'Italia guida le esportazioni dell'Unione, i Paesi Bassi le importazioni

A livello di Stati membri, la struttura degli scambi riflette le specializzazioni nazionali dell'industria alimentare:

Stato membro Esportazioni 2015 (mln €) Esportazioni 2025 (mln €) Var. %
Italia 1 409 2 513 +78,3 %
Paesi Bassi 1 290 2 109 +63,6 %
Belgio 936 2 187 +133,7 %
Spagna 1 209 1 961 +62,2 %
Francia 586 1 101 +88,0 %
Grecia 466 849 +82,0 %
Germania 500 671 +34,3 %
Stato membro Importazioni 2015 (mln €) Importazioni 2025 (mln €) Var. %
Paesi Bassi 1 726 2 277 +31,9 %
Germania 1 171 1 384 +18,2 %
Belgio 720 599 −16,9 %
Francia 519 643 +23,9 %
Spagna 406 795 +95,8 %
Italia 281 507 +80,3 %
Irlanda 285 399 +39,9 %

(Reporter principali per valore)

L'Italia si conferma il principale esportatore dell'Unione, con una crescita trainata dal comparto delle conserve di pomodoro e delle verdure preparate. Il Belgio ha registrato l'incremento più forte (+133,7 %), consolidando il suo ruolo di hub logistico e di trasformazione. La Grecia mostra la più alta specializzazione relativa nel settore (RSCA = 0,67, RCA = 5,09), seguita da Spagna, Belgio, Italia e Paesi Bassi (Specializzazione).


3. Dinamiche per segmento: le surgelate trainano le esportazioni, i succhi perdono volumi

Le verdure surgelate (CN 2004) dominano le esportazioni con un aumento del valore del 142 %

Il segmento delle verdure preparate e surgelate (CN 2004) è il principale capitolo di esportazione dell'UE, passando da 1,48 mld € a 3,58 mld € (+142,2 %). Le quantità sono cresciute del 34,3 % (da 2,06 a 2,77 milioni di tonnellate), ma la componente prezzo è stata determinante: il prezzo medio è salito da 718 €/t a 1 295 €/t (+80,3 %). La crescita dei volumi ha avuto un picco nel 2022 (3,12 mln t), per poi parzialmente ridimensionarsi. In termini di quota sulle esportazioni totali, le surgelate sono passate dal 20,6 % al 28,1 %, confermandosi il segmento trainante del settore (Confronto segmenti).

I succhi di frutta (CN 2009) perdono volumi sia in importazione che in esportazione

Il segmento dei succhi di frutta e di ortaggi (CN 2009) presenta una dinamica opposta a quella delle surgelate. Lato importazioni, le quantità sono diminuite del 29,8 %, da 2,19 milioni di tonnellate a 1,53 milioni — un calo pressoché continuo dal 2018 in poi. Nonostante ciò, il valore delle importazioni è cresciuto del 28,6 % (da 2,26 a 2,91 mld €), grazie a un raddoppio del prezzo medio: da 1 035 €/t a 1 895 €/t (+83,1 %). Anche lato esportazioni, i volumi dei succhi si sono ridotti da 1,27 a 1,29 milioni di tonnellate sostanzialmente stagnanti, mentre il valore è cresciuto del 59,7 % grazie al prezzo (da 1 104 a 1 731 €/t). Il segmento dei succhi resta comunque il più rilevante nelle importazioni (36,6 % del totale nel 2025, in calo rispetto al 37,7 % del 2015).

La seguente tabella riassume l'evoluzione dei principali segmenti di importazione per valore:

Segmento Descrizione 2015 (mln €) 2025 (mln €) Var. % Quota 2025
CN 2009 Succhi di frutta e ortaggi 2 261 2 908 +28,6 % 36,6 %
CN 2008 Frutta/nocciole altrimenti prep. 2 095 2 390 +14,1 % 30,0 %
CN 2005 Altre verdure, non surgelate 774 1 230 +59,0 % 15,5 %
CN 2001 Prep. in aceto o acido acetico 271 544 +100,9 % 6,8 %
CN 2002 Pomodori preparati/conservati 285 405 +42,0 % 5,1 %
CN 2007 Confetture e marmellate 244 393 +60,9 % 4,9 %
CN 2004 Verdure surgelate 69 86 +24,6 % 1,1 %

E per le esportazioni:

Segmento Descrizione 2015 (mln €) 2025 (mln €) Var. % Quota 2025
CN 2004 Verdure surgelate 1 479 3 582 +142,2 % 28,1 %
CN 2005 Altre verdure, non surgelate 1 581 2 610 +65,1 % 20,5 %
CN 2009 Succhi di frutta e ortaggi 1 397 2 231 +59,7 % 17,5 %
CN 2002 Pomodori preparati/conservati 1 075 1 742 +62,1 % 13,7 %
CN 2008 Frutta/nocciole altrimenti prep. 866 1 385 +59,9 % 10,9 %
CN 2007 Confetture e marmellate 536 897 +67,3 % 7,0 %
CN 2001 Prep. in aceto o acido acetico 232 306 +31,6 % 2,4 %

L'inflazione alimentare del 2022–2023 ha provocato shock di prezzo concentrati

L'analisi della volatilità ha individuato tre shock di prezzo significativi nel biennio 2022–2023, tutti sul fronte delle importazioni (Shock di offerta):

Partner Tipo di shock Anno Variazione prezzo Grado di anormalità Quota valore
Costa Rica Prezzo 2022 +41,1 % 11,6 3,6 %
Perù Prezzo 2022 +19,5 % 10,5 4,9 %
Cina Prezzo 2022 +34,8 % 5,0 10,7 %

Questi shock riflettono la convergenza di fattori che hanno caratterizzato il 2022: l'impennata dei costi energetici e dei trasporti post-pandemia, la crisi dei cereali legata al conflitto in Ucraina e le tensioni nelle catene di approvvigionamento globali. I prezzi unitari di importazione per i segmenti più sensibili (succhi di frutta, pomodori, verdure surgelate) hanno registrato incrementi del 20–40 % nel solo anno 2022, con effetti che si sono protratti e in parte amplificati nel 2023–2024.


Conclusione

Il decennio 2015–2025 ha trasformato il commercio extra-UE delle preparazioni di ortaggi e frutta sotto molteplici profili. Il dato più saliente è la natura price-driven della crescita: i volumi scambiati sono rimasti sostanzialmente stabili o in lieve contrazione (soprattutto lato importazioni), mentre i valori sono cresciuti in modo esplosivo, riflettendo l'inflazione strutturale del comparto alimentare. L'UE ha rafforzato la propria posizione di esportatore netto, con un surplus che da 1,34 mld € è arrivato a 5,00 mld €, trainato dal dinamismo delle verdure surgelate, delle conserve di pomodoro e delle preparazioni di frutta.

Sul piano geografico, la Brexit ha ridisegnato i flussi con il Regno Unito (crollo delle importazioni, crescita delle esportazioni), mentre gli Stati Uniti sono emersi come il mercato in più rapida espansione. La diversificazione dei partner commerciali è aumentata, come testimoniato dal calo dell'HHI su entrambi i fronti. A livello di Stati membri, Italia, Paesi Bassi e Belgio si confermano i protagonisti del commercio estero dell'Unione in questo settore, con la Grecia che vanta la più alta specializzazione relativa.

I rischi principali per il settore restano legati alla volatilità dei prezzi delle materie prime e dei costi logistici, come dimostrato dagli shock del 2022, e alla dipendenza da fornitori terzi per specifiche categorie merceologiche (succhi di frutta e preparazioni di frutta esotica). La contrazione dei volumi di importazione dei succhi suggerisce inoltre un cambiamento strutturale nei consumi europei, probabilmente legato a tendenze salutistiche, che potrebbe ridefinire gli equilibri del settore nei prossimi anni.

Generato il 2026-08-07. Le cifre riflettono i dati Eurostat al momento della generazione e non includono revisioni successive.

Generato automaticamente: questo report vuole accelerare, non sostituire, l'analisi umana.

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