Evoluzione del mercato: Oli e grassi vegetali e animali (CN 15) — 2015–2025
Introduzione
Il capitolo 15 della nomenclatura combinata comprende grassi e oli animali, vegetali o di origine microbica, i loro prodotti di scissione, grassi alimentari lavorati e cere di origine animale o vegetale. Questa analisi copre gli scambi dell’Unione Europea con i paesi extra-UE nel periodo 2015–2025, utilizzando esclusivamente i dati del dashboard commercio complessivo. Il rapporto si articola in tre sezioni tematiche che mettono in luce le principali dinamiche di valore, geografia commerciale e composizione merceologica.
La dinamica prezzi‑volumi e l’ampliamento del deficit commerciale
Il valore degli scambi è cresciuto molto più rapidamente delle quantità movimentate
L’intero periodo è segnato da un forte incremento dei prezzi unitari, che ha trainato la crescita dei valori commerciali a fronte di aumenti modesti dei volumi. Le esportazioni sono passate da 5,99 miliardi di euro nel 2015 a 10,33 miliardi nel 2025 (+72,5%), mentre le importazioni sono salite da 9,17 a 16,56 miliardi (+80,5%). Nello stesso arco, i quantitativi esportati sono cresciuti solo del 4,9% e quelli importati dell’11,4%, indicando un contributo predominante dell’effetto prezzo (rispettivamente +64,5% e +62,2%).
| Indicatore | 2015 | 2025 | Variazione % |
|---|---|---|---|
| Export (valore, mld €) | 6,0 | 10,3 | +72,5 |
| Import (valore, mld €) | 9,2 | 16,6 | +80,5 |
| Export (quantità, mln tonn) | 4,2 | 4,4 | +4,9 |
| Import (quantità, mln tonn) | 11,3 | 12,6 | +11,4 |
| Prezzo medio export (€/t) | 1 439 | 2 366 | +64,5 |
| Prezzo medio import (€/t) | 809 | 1 312 | +62,2 |
Un disavanzo commerciale in forte peggioramento
L’aumento dei prezzi e la diversa composizione delle merci hanno aggravato il deficit strutturale dell’UE in questo comparto. Il saldo negativo è passato da -3,18 a -6,22 miliardi di euro, con un peggioramento del 95,6%. L’ampiezza del disavanzo riflette la dipendenza europea da materie prime importate, in particolare oli tropicali e semi oleosi, il cui valore unitario ha registrato rialzi eccezionali durante il periodo.
Riconfigurazione geografica: nuovi fornitori e concentrazione delle destinazioni
L’Ucraina e la Cina scalano la classifica delle importazioni, mentre l’Indonesia perde quote
Il panorama dei fornitori extra-UE ha subito un profondo mutamento. L’Indonesia resta il primo fornitore in valore, ma i suoi flussi sono scesi da 2,63 a 2,18 miliardi (-17,3%). Al contrario, l’Ucraina ha aumentato le proprie esportazioni verso l’UE di quasi cinque volte, passando da 0,59 a 3,44 miliardi (+485%), trainata dai semi oleosi. La Cina ha registrato un incremento ancora più spettacolare (+1 401%), da 0,07 a 1,06 miliardi, diventando un fornitore di peso soprattutto per oli e grassi trasformati. Anche Malaysia (+46,1%), Filippine (+126,7%) e Guatemala (+245,1%) hanno rafforzato la loro presenza.
| Fornitore extra-UE | 2015 (mld €) | 2025 (mld €) | Variazione % |
|---|---|---|---|
| Indonesia | 2,63 | 2,18 | -17,3 |
| Ucraina | 0,59 | 3,44 | +485,0 |
| Malaysia | 1,55 | 2,26 | +46,1 |
| Cina | 0,07 | 1,06 | +1 401,3 |
| Filippine | 0,43 | 0,97 | +126,7 |
Sul fronte delle esportazioni, gli Stati Uniti sono diventati il primo mercato di sbocco, con un valore salito da 0,96 a 2,24 miliardi (+132,9%), superando il Regno Unito (1,03 a 1,61 miliardi, +56,1%). Anche la Norvegia ha raddoppiato il proprio peso (+150,1%), mentre alcuni mercati tradizionali come Sud Africa (-25,7%) e Algeria (-47,2%) hanno registrato contrazioni. L’indice di concentrazione HHI delle esportazioni è aumentato da 746 a 901 (+20,7%), segnalando una maggiore dipendenza da un numero ristretto di partner, mentre per le importazioni l’HHI è sceso da 1 330 a 952 (-28,4%), indicando una progressiva diversificazione delle fonti. I dati aggiornati su partner e concentrazione sono disponibili nel dashboard partner commerciali e nella sezione concentrazione.
La volatilità prezzo colpisce i flussi strategici
L’analisi della volatilità rivela forti oscillazioni per alcuni partner. L’Ucraina ha subito uno shock di prezzo all’import nel 2021 (+63,8%), in coincidenza con tensioni sui mercati internazionali e l’imminente conflitto. Per le esportazioni, si registrano shock di prezzo significativi verso la Cina nel 2022 (+51,2%), il Messico nel 2022 (+39,6%) e l’Egitto già nel 2017 (+151,2%), evidenziando l’esposizione delle vendite europee a improvvise variazioni dei margini unitari.
La trasformazione del paniere merceologico: dall’olio di palma ai prodotti differenziati
Le importazioni di olio di palma arretrano a favore di girasole, soia e grassi modificati
Il mix dei prodotti importati ha subito una svolta radicale. L’olio di palma (voce 1511) ha visto crollare i quantitativi del 52,5% (da 6,6 a 3,1 milioni di tonnellate), con un valore sceso da 4,16 a 3,57 miliardi, segno di una minore domanda legata a scelte di sostenibilità e all’aumento dei prezzi. Sono invece cresciuti esponenzialmente gli oli di girasole, cartamo e cotone (1512), i cui volumi sono passati da 0,89 a 2,37 milioni di tonnellate e il valore da 0,72 a 2,72 miliardi (+279,7%), e i grassi e oli modificati chimicamente (1518), con volumi da 0,65 a 2,58 milioni di tonnellate e un valore quintuplicato (da 0,37 a 2,68 miliardi). Anche l’olio di soia (1507) e gli oli di colza e ravizzone (1514) hanno registrato incrementi considerevoli.
| Voce doganale (import) | Quantità 2015 (mln t) | Quantità 2025 (mln t) | Variazione % quantità | Valore 2015 (mld €) | Valore 2025 (mld €) | Variazione % valore |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1511 – Olio di palma | 6,61 | 3,14 | -52,5 | 4,16 | 3,57 | -14,2 |
| 1512 – Girasole/cartamo | 0,89 | 2,37 | +166,8 | 0,72 | 2,72 | +279,7 |
| 1518 – Grassi modificati | 0,65 | 2,58 | +296,5 | 0,37 | 2,68 | +624,6 |
| 1513 – Cocco/palmisti | 1,25 | 1,16 | -7,3 | 1,21 | 2,23 | +84,0 |
| 1507 – Olio di soia | 0,32 | 0,75 | +136,9 | 0,22 | 0,75 | +245,5 |
Fonte: confronto prodotti.
L’olio d’oliva resta il gioiello dell’export, mentre margarina e glicerolo guadagnano terreno
Sul versante esportazioni, il capitolo è dominato dall’olio d’oliva (1509), il cui valore è salito da 2,29 a 4,48 miliardi di euro (+95,7%), con un prezzo medio passato da 4 252 a 5 753 €/t, consolidando la specializzazione mediterranea. La mappa della specializzazione mostra che nel 2025 Grecia (RSCA 0,64), Spagna (0,46), Bulgaria (0,46) e Portogallo (0,43) sono i paesi più specializzati proprio nelle esportazioni di questo comparto, mentre Malta e Lussemburgo presentano i valori più bassi.
Altri segmenti in forte ascesa sono la margarina (1517), il cui valore è cresciuto da 0,54 a 0,98 miliardi a fronte di volumi stabili, e il glicerolo grezzo (1520) che ha oscillato ma ha raggiunto 0,14 miliardi nel 2025. Al contrario, l’olio di soia esportato dall’UE ha perso rilevanza, passando da 0,82 a 0,67 miliardi, con volumi in calo del 44,7%. La tabella seguente riassume l’evoluzione delle prime voci dell’export.
| Voce doganale (export) | Valore 2015 (mld €) | Valore 2025 (mld €) | Variazione % |
|---|---|---|---|
| 1509 – Olio d’oliva | 2,29 | 4,48 | +95,7 |
| 1507 – Olio di soia | 0,82 | 0,67 | -18,2 |
| 1512 – Girasole/cartamo | 0,53 | 0,86 | +62,0 |
| 1517 – Margarina | 0,54 | 0,98 | +81,8 |
| 1514 – Colza/ravizzone | 0,35 | 0,62 | +76,8 |
| 1520 – Glicerolo | 0,04 | 0,14 | +238,4 |
Conclusione
Nel decennio osservato, il commercio extra-UE di oli e grassi del capitolo 15 ha conosciuto una crescita di valore trainata dall’inflazione, ampliando il deficit commerciale europeo. La geografia degli scambi si è riorientata: l’Ucraina e la Cina sono emersi come fornitori chiave, mentre le esportazioni si sono concentrate sugli Stati Uniti. Il paniere merceologico riflette un allontanamento dall’olio di palma a vantaggio di oli di semi e grassi trasformati, mentre l’olio d’oliva continua a rappresentare il punto di forza dell’export comunitario. La maggiore diversificazione delle fonti di importazione e la persistente volatilità dei prezzi indicano un contesto ancora esposto a shock geopolitici e climatici, ma anche un’industria europea in grado di adattarsi rapidamente ai mutamenti della domanda globale.