Evoluzione del mercato: Caffè tè spezie (CN 09) — 2015–2025
Introduzione
Il capitolo 09 della nomenclatura combinata (Caffè, tè, mate e spezie) rappresenta un aggregato di materie prime agricole tropicali e subtropicali di importanza strategica per l’industria alimentare europea. Il periodo 2015–2025 è stato segnato da una forte crescita dei valori scambiati, trainata da un’impennata dei prezzi internazionali, in particolare del caffè, che ha ampliato il deficit commerciale dell’UE con i paesi terzi. Al tempo stesso, la struttura geografica degli scambi si è trasformata: le importazioni si sono ulteriormente concentrate verso pochi grandi fornitori, mentre le esportazioni extra‑UE si sono indirizzate verso una platea di clienti più ampia. Il presente rapporto analizza queste dinamiche sulla base dei dati ufficiali Eurostat‑Comext, organizzati in tre sezioni tematiche.
Un disavanzo commerciale in forte espansione, sospinto dall’impennata dei prezzi del caffè
Le importazioni superano i 21 miliardi di euro, mentre i volumi crescono solo del 10,8%
Nel decennio osservato, il valore delle importazioni extra‑UE del capitolo 09 è più che raddoppiato, passando da 10,36 a 21,05 miliardi di euro (+103,1%), a fronte di un aumento dei volumi importati di appena il 10,8% (da 3,17 a 3,52 milioni di tonnellate). Il prezzo medio all’importazione è quindi salito da 3.264 a 5.982 euro per tonnellata (+83,3%). Sul versante delle esportazioni, l’aumento del valore è stato del 96,9% (da 2,29 a 4,51 miliardi di euro), sostenuto per oltre un quinto dall’incremento delle quantità (+21,0%) e per la parte restante dalla crescita del prezzo medio all’export (+62,7%, da 5.377 a 8.749 €/t). Queste tendenze sono visibili nella tabella seguente e confermate dal pannello di sintesi degli scambi.
| Indicatore | 2015 | 2025 | Variazione % |
|---|---|---|---|
| Export (miliardi €) | 2,29 | 4,51 | +96,9 |
| Import (miliardi €) | 10,36 | 21,05 | +103,1 |
| Saldo (miliardi €) | –8,07 | –16,54 | –104,9 |
| Quantità export (tonn) | 425.827 | 515.157 | +21,0 |
| Quantità import (tonn) | 3.174.622 | 3.518.125 | +10,8 |
| Prezzo medio export (€/ton) | 5.377 | 8.749 | +62,7 |
| Prezzo medio import (€/ton) | 3.264 | 5.982 | +83,3 |
Il prezzo medio all’importazione del caffè quasi raddoppia, trainando l’intero aggregato
All’interno del capitolo, la voce dominante è il caffè (CN 0901). Il suo prezzo medio all’importazione è cresciuto da 3.133 €/t nel 2015 a 6.379 €/t nel 2025 (+103,6%), raggiungendo il massimo della serie dopo un forte rialzo già nel 2022. Anche il prezzo all’export del caffè è aumentato sensibilmente, da 5.797 a 10.377 €/t (+79,0%). Le altre sotto‑voci mostrano dinamiche di prezzo differenziate ma generalmente in rialzo: il tè (0902) è passato da 3.853 a 5.181 €/t all’importazione, mentre per le spezie si segnalano gli aumenti dei semi (0909) e delle noci moscate/cardamomo (0908). I dettagli per prodotto sono consultabili nel confronto merceologico.
Le esportazioni recuperano terreno ma il disavanzo si amplia del 104,9%
Nonostante la vivace crescita delle esportazioni in valore, il saldo commerciale del capitolo 09 è peggiorato da –8,07 a –16,54 miliardi di euro (–104,9%). La forbice si è allargata soprattutto dopo il 2021, quando la domanda mondiale e le quotazioni del caffè hanno subito un’impennata. L’UE rimane quindi un importatore netto strutturale di questi prodotti, con un deficit sempre più accentuato.
Riconfigurazione geografica: fornitori più concentrati, mercati di sbocco più diversificati
Brasile e Vietnam consolidano la leadership, mentre Uganda e Colombia registrano crescite a tre cifre
I primi sette fornitori extra‑UE rappresentano la quasi totalità delle importazioni del capitolo. Brasile e Vietnam restano i due poli dominanti, con quote e valori in forte aumento (rispettivamente +157,0% e +139,1%). Tra i partner emergenti spicca l’Uganda, le cui vendite all’UE sono aumentate del 382,6%, passando da 263 a 1.268 milioni di euro. Anche Colombia (+108,1%) e India (+83,7%) hanno rafforzato la loro posizione. La Cina, pur con un incremento più moderato (+35,8%), rimane un fornitore rilevante per le spezie. La composizione dei flussi è riassunta nella tabella successiva, basata sulla sezione principali partner per valore.
| Partner extra‑UE | 2015 (mln €) | 2025 (mln €) | Variazione % |
|---|---|---|---|
| Brasile | 2.536 | 6.519 | +157,0 |
| Vietnam | 1.371 | 3.278 | +139,1 |
| Uganda | 263 | 1.268 | +382,6 |
| Colombia | 566 | 1.178 | +108,1 |
| India | 467 | 859 | +83,7 |
| Honduras | 588 | 992 | +68,7 |
| Cina | 387 | 526 | +35,8 |
L’indice Herfindahl‑Hirschman delle importazioni sale a 1.408, mentre quello delle esportazioni scende a 852
Il grado di concentrazione tra i fornitori, misurato dall’indice HHI in valore, è cresciuto da 1.110 nel 2015 a 1.409 nel 2025 (+26,9%), segnalando una dipendenza ancora maggiore da pochi grandi esportatori. Sul fronte delle destinazioni extra‑UE, invece, la concentrazione si è ridotta: l’HHI delle esportazioni è diminuito da 1.132 a 852 (–24,7%), indicando una progressiva diversificazione dei mercati di sbocco. I dati sono disponibili nel pannello concentrazione HHI.
Stati Uniti e Regno Unito restano i principali mercati di sbocco, ma Ucraina e India mostrano il dinamismo più marcato
Le esportazioni extra‑UE del capitolo 09 si sono dirette prevalentemente verso Stati Uniti e Regno Unito, che nel 2025 hanno assorbito rispettivamente 807 e 790 milioni di euro, con crescite del 71,7% e 55,8% rispetto al 2015. La Svizzera si conferma terzo cliente (+99,7%). L’incremento più spettacolare ha riguardato l’Ucraina, le cui importazioni dall’UE sono aumentate del 246,9% (da 68 a 236 milioni di euro), grazie anche alla domanda di caffè e tè dopo le note vicende geopolitiche. Anche l’India ha più che raddoppiato i suoi acquisti (+102,3%), seppure su valori assoluti più contenuti. La tabella seguente riepiloga questi dati, tratti dalla stessa fonte sui partner commerciali.
| Partner extra‑UE | 2015 (mln €) | 2025 (mln €) | Variazione % |
|---|---|---|---|
| Stati Uniti | 470 | 807 | +71,7 |
| Regno Unito | 507 | 790 | +55,8 |
| Svizzera | 208 | 415 | +99,7 |
| Russia | 154 | 250 | +61,8 |
| Ucraina | 68 | 236 | +246,9 |
| India | 14 | 29 | +102,3 |
| Norvegia | 87 | 156 | +78,8 |
Un settore europeo più specializzato e aperto, ma vulnerabile a shock di prezzo e volatilità
Italia e Germania dominano le esportazioni intra‑UE, mentre Polonia e Belgio crescono a ritmi sostenuti
All’interno dell’Unione, la Germania resta il primo esportatore verso i paesi extra‑UE con 1.214 milioni di euro nel 2025 (+85,8%). L’Italia ha invece registrato la crescita più rapida tra i grandi esportatori (+127,3%), raggiungendo 1.181 milioni di euro, seguita dai Paesi Bassi (+134,2%). Polonia (+238,8%) e Belgio (+186,6%) hanno incrementi percentuali ancora superiori, partendo però da basi più modeste. La tabella seguente, costruita a partire dai dati sui principali Stati membri, sintetizza queste tendenze.
| Stato membro | 2015 (mln €) | 2025 (mln €) | Variazione % |
|---|---|---|---|
| Germania | 653 | 1.214 | +85,8 |
| Italia | 520 | 1.181 | +127,3 |
| Paesi Bassi | 199 | 467 | +134,2 |
| Polonia | 98 | 332 | +238,8 |
| Belgio | 50 | 144 | +186,6 |
| Spagna | 252 | 392 | +55,9 |
| Francia | 230 | 250 | +8,8 |
Sul fronte della specializzazione, nel 2025 i paesi più specializzati nell’export di caffè, tè e spezie risultano Bulgaria (RSCA 0,356), Italia (0,286) e Lituania (0,246), mentre Malta, Cipro e Irlanda presentano i valori più bassi, indicando un tessuto produttivo molto diversificato in cui questi prodotti hanno un peso marginale. La mappa completa è disponibile nella sezione specializzazione.
Il valore della produzione interna UE aumenta dell’81,9% a fronte di quantità pressoché stabili
La quantità prodotta nell’UE di prodotti del capitolo 09 (principalmente caffè torrefatto, tè confezionato e spezie lavorate) ha registrato variazioni contenute: da 2,25 miliardi di kg nel 2015 a 2,21 miliardi di kg nel 2024 (–1,7%). Negli stessi anni, il valore della produzione è però salito da 8,72 a 15,85 miliardi di euro (+81,9%), segno che anche la trasformazione europea ha beneficiato dell’inflazione delle materie prime, trasferendo a valle gli aumenti dei costi. I volumi e i valori di produzione si possono consultare nel pannello quantità e valore della produzione UE.
L’indice di intensità commerciale sale al 26,9% e la dipendenza netta dalle importazioni si accentua
Il settore è diventato molto più aperto agli scambi internazionali: l’intensità commerciale (export+import sul valore della produzione) è salita dal 7,98% del 2015 al 26,93% del 2024, e l’export propensity è passata dal 5,51% al 17,57%. Nel contempo, l’indicatore di dipendenza netta dalle importazioni, che era già negativo (quindi l’UE è importatore netto) è ulteriormente sceso da –2,9% a –5,0%, confermando un crescente fabbisogno di approvvigionamento esterno. Questi indicatori sono tratti dalle pagine dipendenza netta dalle importazioni e intensità commerciale.
Un episodio di shock di prezzo sulle esportazioni verso l’India nel 2023 e volatilità elevata per Uganda, Indonesia e Regno Unito
L’analisi della volatilità dei volumi mostra coefficienti di variazione elevati per le importazioni dall’Uganda (CV 0,242), dall’Indonesia (0,248) e dal Regno Unito (0,483), segno di flussi discontinui e potenzialmente sensibili a fattori climatici o logistici. Sul lato delle esportazioni, l’evento più marcato è uno shock di prezzo registrato nel 2023 verso l’India: il prezzo medio unitario è aumentato del 18,2% rispetto al biennio 2021‑2022, accompagnato da un incremento del 23,3% delle quantità, seguito da un parziale rientro nel 2024‑2025. L’evento, sebbene limitato a una quota di mercato dello 0,8%, testimonia la presenza di tensioni localizzate. Le barre di volatilità delle quantità e la scheda shock di prezzo forniscono ulteriori dettagli.
Conclusione
Il commercio extra‑UE di caffè, tè e spezie ha vissuto un decennio di trasformazioni profonde, dominate dall’aumento dei prezzi delle materie prime, in particolare del caffè. Il deficit commerciale è quasi raddoppiato in termini nominali, sebbene i volumi scambiati siano cresciuti in modo più contenuto. La geografia degli approvvigionamenti si è ulteriormente concentrata su Brasile e Vietnam, mentre le esportazioni europee hanno trovato nuovi sbocchi, in particolare in Ucraina e India, e hanno mostrato una maggiore diversificazione. Sul fronte interno, l’industria europea di trasformazione ha aumentato il valore della produzione sfruttando il rialzo dei prezzi, ma ha anche accresciuto la propria esposizione ai mercati globali e a potenziali shock di prezzo. La combinazione di maggiore concentrazione delle fonti di importazione e di volatilità dei flussi da alcuni partner richiede un attento monitoraggio per garantire la resilienza dell’approvvigionamento europeo di questi beni essenziali.