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Evoluzione del mercato: Alberi e piante vive (CN 06) — 2015–2025

Introduzione

Il capitolo 06 della nomenclatura combinata (“ALBERI VIVI E ALTRE PIANTE; BULBI, RADICI E SIMILI; FIORI RECISI E FOGLIAME ORNAMENTALE”) comprende quattro sotto-voci principali: bulbi e radici (0601), piante vive e talee (0602), fiori recisi (0603) e fogliame ornamentale (0604). Questa analisi esamina l’evoluzione del commercio extra‑UE dell’Unione europea tra il 2015 e il 2025 sulla base dei dati disponibili nella dashboard interattiva. La fonte dei dati richiamata nel testo è accessibile tramite i link incorporati.

1. Valore in forte crescita, ma a trainare sono i prezzi: il surplus UE si amplia

Il valore degli scambi extra‑UE cresce di quasi il 40%, mentre le quantità seguono percorsi divergenti

Nel decennio osservato il valore delle esportazioni UE di prodotti del CN 06 verso i paesi terzi è passato da 3.339 milioni di euro a 4.641 milioni (+39,0%), mentre le importazioni sono salite da 1.589 milioni a 2.213 milioni (+39,3%).
L’aumento del valore è stato molto più rapido di quello dei volumi: le quantità esportate sono cresciute solo del 5,6% (da circa 1,16 milioni a 1,23 milioni di unità) e quelle importate sono addirittura diminuite del 14,4% (da 503 mila a 431 mila unità). Ciò significa che la crescita è stata interamente guidata dai prezzi unitari, saliti del 31,6% all’export e del 62,8% all’import (si veda la panoramica generale).

Indicatore (extra‑UE) 2015 2025 Var. %
Export – valore (mln EUR) 3.339 4.641 +39,0
Export – quantità (unità) 1.161.508 1.226.414 +5,6
Export – prezzo (EUR/unità) 2.875 3.785 +31,6
Import – valore (mln EUR) 1.589 2.213 +39,3
Import – quantità (unità) 503.504 431.091 –14,4
Import – prezzo (EUR/unità) 3.154 5.134 +62,8
Saldo commerciale (mln EUR) 1.750 2.428 +38,7

L’avanzo commerciale si consolida e l’UE esporta a prezzi più elevati

L’Unione mantiene un surplus strutturale nel settore, salito da 1.750 a 2.428 milioni di euro (+38,7%). Il divario tra il moderato incremento dei volumi esportati e la contrazione delle quantità importate ha ulteriormente rafforzato la posizione netta dell’UE. L’aumento dei prezzi unitari all’export, seppur più contenuto di quello all’import, ha permesso di ampliare il valore delle vendite senza un’espansione proporzionale dei volumi.

2. Mappe che cambiano: i flussi con i paesi terzi tra consolidamento e nuovi protagonisti

Lato export, il Regno Unito è il primo mercato; Stati Uniti e Svizzera guadagnano peso, la Russia arretra

Con 1.612 milioni di euro nel 2025, il Regno Unito assorbe oltre un terzo dell’export extra‑UE della categoria, in crescita del 27,7% rispetto al 2015. Seguono la Svizzera (601 milioni, +34,2%) e gli Stati Uniti (331 milioni, +50,2%), mentre la Russia, pur restando un partner rilevante, scende da 411 a 329 milioni (–19,9%). La Bielorussia ha mostrato andamenti molto oscillanti, con un picco di 90 milioni nel 2024 poi ridimensionatosi (si veda il dettaglio nei principali partner commerciali).

Export (mln EUR) 2015 2025 Var. %
Regno Unito 1.262 1.612 +27,7
Svizzera 448 601 +34,2
Stati Uniti 220 331 +50,2
Russia 411 329 –19,9
Turchia 59 77 +31,2

Sul fronte delle importazioni, Kenya stabile leader, ma Ecuador e Colombia esplodono

Il Kenya resta il primo fornitore extra‑UE con 513 milioni di euro (+31,9%). Le crescite più spettacolari riguardano però l’Ecuador (da 185 a 423 milioni, +128,5%) e la Colombia (da 98 a 229 milioni, +133,4%), che diventano rispettivamente il secondo e terzo partner d’importazione. L’Etiopia cresce del 16,4% (219 milioni), mentre la Cina sale a 83 milioni (+68,1%). In controtendenza la Costa Rica (–26,2%) e il Regno Unito nella sua veste di fornitore (–27,0%).

Import (mln EUR) 2015 2025 Var. %
Kenya 389 513 +31,9
Ecuador 185 423 +128,5
Colombia 98 229 +133,4
Etiopia 188 219 +16,4
Cina 49 83 +68,1

La concentrazione si riduce per l’export, aumenta leggermente per l’import

L’indice di Herfindahl‑Hirschman (HHI) per il valore delle esportazioni è sceso da 1.868 a 1.550 (–17,0%), segnalando una progressiva diversificazione delle destinazioni. Sul versante delle importazioni l’HHI è invece salito da 1.047 a 1.181 (+12,8%), indicando una concentrazione lievemente maggiore, attribuibile al forte aumento delle quote di Ecuador e Colombia (dati di concentrazione). Dal punto di vista degli Stati membri, i Paesi Bassi si confermano il grande hub del settore: nel 2025 hanno realizzato il 68,4% dell’export UE del capitolo 06, con un indice di specializzazione relativa (RSCA) pari a 0,65 (si veda la specializzazione).

3. Il fattore instabilità: shock di prezzo e andamenti per segmento merceologico

Le importazioni di fiori recisi subiscono forti rincari dal 2022

L’analisi degli shock individua nel 2022 uno spartiacque per i prezzi all’importazione. Uganda, Etiopia e Costa Rica hanno registrato incrementi dei prezzi unitari rispettivamente del +165,6%, +86,3% e +82,5% rispetto al biennio di riferimento 2020‑2021, con contemporanee brusche contrazioni delle quantità importate. Anche la Cina ha visto un’impennata dei prezzi del +179,5% nello stesso anno, seppure con una volatilità di fondo più elevata (si veda la sezione shock di prezzo).

Shock di prezzo all’import Anno Aumento prezzo Anomalia (abnormality)
Uganda 2022 +165,6 % 101,5
Etiopia 2022 +86,3 % 50,7
Costa Rica 2022 +82,5 % 47,2

Sul lato export, alcuni mercati hanno sperimentato bruschi rialzi dei prezzi unitari già nel 2018

Per le esportazioni gli shock di prezzo più marcati si sono manifestati intorno al 2018. In Turchia il prezzo medio unitario è balzato da circa 212 a 1.126 EUR/unità (+432,2%), accompagnato da un crollo dei volumi. Anche le vendite verso il Regno Unito e la Norvegia hanno registrato forti rialzi dei prezzi unitari (+133,1% e +76,7%, rispettivamente), con una parallela riduzione delle quantità. Questi fenomeni riflettono in parte una ricomposizione del paniere verso prodotti a più alto valore unitario oppure cambiamenti nelle condizioni logistiche e contrattuali.

La scomposizione per segmento conferma che la dinamica dei prezzi è stata il vero motore della crescita

I fiori recisi (0603) dominano le importazioni extra‑UE: il loro valore è salito da 953 a 1.487 milioni di euro, con un prezzo medio più che raddoppiato (da 3.035 a 6.042 EUR/unità) a fronte di quantità in calo. Le piante vive (0602) hanno visto un incremento più contenuto del valore (+50% all’import, +52% all’export), con prezzi in moderata crescita. Nell’export, i bulbi (0601) hanno raggiunto 975 milioni di euro (+60%) sostenuti da un aumento del prezzo da 2.860 a 4.832 EUR/unità (dettaglio nel confronto per segmento).

Import (mln EUR / EUR/unità) Valore 2015 Valore 2025 Prezzo 2015 Prezzo 2025
0603 Fiori recisi 953 1.487 3.035 6.042
0602 Piante vive 307 461 3.325 3.744
0604 Fogliame 217 197 3.260 4.800
0601 Bulbi 90 69 2.986 3.282
Export (mln EUR / EUR/unità) Valore 2015 Valore 2025 Prezzo 2015 Prezzo 2025
0602 Piante vive 1.325 2.012 1.834 2.507
0603 Fiori recisi 1.116 1.483 6.058 8.573
0601 Bulbi 607 975 2.860 4.832
0604 Fogliame 134 171 3.207 3.489

Conclusione

Nell’arco 2015‑2025 il commercio extra‑UE di piante vive e fiori recisi è cresciuto di quasi il 40% in valore, portando l’avanzo commerciale a oltre 2,4 miliardi di euro. La crescita è stata trainata quasi interamente dai prezzi, con volumi esportati stagnanti e importazioni in contrazione fisica. La geografia degli scambi si è rimodellata: l’export resta agganciato al Regno Unito ma si è diversificato, mentre le importazioni si sono concentrate maggiormente su pochi fornitori, in particolare Ecuador e Colombia, con un’accelerazione dei rincari dopo il 2022. I fiori recisi rappresentano la voce più dinamica e volatile, sia in entrata sia in uscita, mentre piante vive e bulbi hanno mostrato aumenti di prezzo più graduali. L’insieme dei dati restituisce l’immagine di un settore ad alto valore aggiunto in cui l’UE mantiene una forte competitività, ma esposto a shock di prezzo rilevanti sui mercati di approvvigionamento.