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Evoluzione del mercato: Preparati di carne e pesce (CN 16) — 2015–2025

Introduzione

Tra il 2015 e il 2025 il commercio extra‑UE di preparazioni di carne, pesci, crostacei, molluschi e altri invertebrati acquatici (codice NC 16) ha attraversato una profonda trasformazione. Il valore delle esportazioni è cresciuto del 49,3 %, quello delle importazioni del 24,3 %, e il disavanzo commerciale si è ridotto del 92,4 %, quasi azzerandosi. L’impennata dei prezzi all’export (+52,3 %) ha più che compensato una lieve flessione dei volumi, mentre la produzione interna è più che raddoppiata, portando il tasso di dipendenza netta dalle importazioni dal 21,8 % al 2,4 %. I flussi si sono riorientati: l’Ecuador e la Cina sono diventati i principali fornitori di conserve ittiche, mentre le esportazioni verso Stati Uniti, Svizzera e Ucraina hanno segnato aumenti a tre cifre. Il Regno Unito rimane il mercato di sbocco dominante, ma le sue esportazioni verso l’UE si sono quasi dimezzate.

1. La rimonta delle esportazioni: crescita del valore e quasi azzeramento del disavanzo

1.1 L’export UE guadagna il 49,3 % in valore a fronte di volumi invariati, trainato da un’impennata dei prezzi unitari (+52,3 %)

Nel 2015 le esportazioni valevano 3,80 miliardi di euro; nel 2025 hanno raggiunto 5,67 miliardi (dashboard generale). I volumi sono rimasti sostanzialmente stabili (da 990,2 mila a 970,8 mila tonnellate, −2,0 %), per cui l’intero incremento è attribuibile all’aumento del prezzo medio unitario, passato da 3 834 a 5 841 euro/tonnellata (+52,3 %). La dinamica dei prezzi è stata particolarmente vivace dopo il 2021, accelerando il divario con i valori all’importazione.

1.2 Le importazioni aumentano del 24,3 % ma il deficit crolla del 92,4 %, portando il saldo vicino alla parità

Le importazioni sono salite da 4,61 a 5,73 miliardi di euro, con un incremento contenuto dei prezzi all’import (+15,3 %) e un aumento dei volumi del 7,8 %. Il saldo commerciale, negativo per 813 milioni nel 2015, si è ridotto a −61 milioni nel 2025 (+92,4 %). Il riavvicinamento alla parità è avvenuto in modo progressivo, con un massimo surplus di 323 milioni registrato nel 2022 (si veda la tabella sottostante).

Anno Export (mln EUR) Import (mln EUR) Saldo (mln EUR) Prezzo export (EUR/t) Prezzo import (EUR/t)
2015 3 796,8 4 610,2 −813,4 3 834,3 4 203,4
2025 5 669,8 5 731,2 −61,4 5 840,6 4 846,3
Var. +49,3 % +24,3 % +92,4 % +52,3 % +15,3 %

Fonte: dashboard generale.

1.3 Le preparazioni di carne dominano le vendite UE mentre le conserve ittiche guidano gli acquisti, con differenziali di prezzo in forte ampliamento

L’analisi per segmento merceologico (confronto prodotti) mostra che le esportazioni sono trainate dalle preparazioni di carne (codice 1602, 2,65 miliardi nel 2025) e dai salumi e insaccati (1601, 1,49 miliardi), mentre le importazioni restano dominate dalle preparazioni di pesce (1604, 3,48 miliardi). I prezzi all’export delle carni preparate sono aumentati da 3 594 a 5 314 euro/t, quelli dei salumi da 3 591 a 5 841 euro/t; sul versante import, il prezzo del pesce conservato è salito da 4 024 a 4 951 euro/t. La forbice dei prezzi favorisce quindi le esportazioni, contribuendo al miglioramento del saldo.

2. La geografia degli scambi in movimento: nuovi fornitori ittici e diversificazione dei mercati di destinazione

2.1 Ecuador e Cina diventano i principali fornitori di preparazioni di pesce, soppiantando Brasile e Thailandia

Sul fronte delle importazioni (principali partner), l’Ecuador ha quasi raddoppiato il proprio valore, passando da 408 a 981 milioni di euro (+140,2 %), e la Cina da 204 a 530 milioni (+160,0 %). Nello stesso periodo il Brasile è sceso da 452 a 239 milioni (−47,2 %) e il Regno Unito da 573 a 325 milioni (−43,4 %). La Thailandia è rimasta sostanzialmente stabile (+2,8 %), mentre il Vietnam ha guadagnato il 50,6 % (da 241 a 363 milioni). Il Marocco ha mantenuto una crescita regolare (+22,1 %).

Fornitore 2015 (mln EUR) 2025 (mln EUR) Var. %
Ecuador 408,5 981,1 +140,2
Cina 203,6 529,5 +160,0
Thailandia 452,9 465,6 +2,8
Marocco 379,8 463,8 +22,1
Vietnam 241,3 363,4 +50,6
Regno Unito 573,4 324,5 −43,4
Brasile 452,1 238,6 −47,2

Fonte: principali partner.

2.2 Le esportazioni verso Stati Uniti, Svizzera e Ucraina registrano incrementi a tre cifre, redistribuendo la domanda extra-UE

Le esportazioni hanno beneficiato di una forte diversificazione geografica. Gli Stati Uniti sono diventati il secondo mercato di sbocco, con un balzo da 155 a 454 milioni (+193,8 %). La Svizzera ha raggiunto 327 milioni (+52,0 %), mentre l’Ucraina, pur partendo da una base modesta, ha visto un’accelerazione straordinaria (+523,0 %), passando da 16 a 98 milioni. Anche la Serbia (+123,6 %) e il Giappone (+59,4 %) hanno contribuito alla crescita, riducendo parzialmente l’elevata concentrazione sull’export (l’indice HHI delle esportazioni è sceso da 3 859 a 3 396, concentrazione).

Destinazione 2015 (mln EUR) 2025 (mln EUR) Var. %
Regno Unito 2 327,8 3 216,8 +38,2
Stati Uniti 154,7 454,4 +193,8
Svizzera 215,5 327,4 +52,0
Ucraina 15,7 97,6 +523,0
Norvegia 122,7 146,5 +19,4
Serbia 40,7 91,0 +123,6
Giappone 80,9 128,9 +59,4

Fonte: principali partner.

2.3 Il Regno Unito resta il mercato di sbocco dominante, ma le sue forniture verso l’UE si riducono di quasi la metà

Nonostante la flessione delle importazioni dal Regno Unito (−43,4 %), le esportazioni UE verso quel mercato sono cresciute da 2,33 a 3,22 miliardi (+38,2 %), mantenendo il paese come primo cliente. Il saldo bilaterale è quindi diventato ampiamente positivo per l’UE, riflettendo una riorganizzazione delle catene di fornitura post‑Brexit che ha penalizzato le esportazioni britanniche di preparati alimentari verso il continente.

3. Autonomia rafforzata e fragilità residue: dall’elevata dipendenza estera alla quasi autosufficienza

3.1 L’indice di dipendenza netta dalle importazioni scende dal 21,8 % al 2,4 %, segnando un cambiamento strutturale

La dipendenza netta dalle importazioni, misurata come saldo import‑export in rapporto al consumo apparente, è crollata dal 21,8 % del 2015 al 2,4 % del 2024 (vulnerabilità). Analoga contrazione ha riguardato l’intensità commerciale (dal 37,0 % al 4,9 %) e la propensione all’export (dall’11,9 % all’1,3 %). Questi valori indicano che l’UE ha quasi raggiunto l’autosufficienza per la categoria, consumando in misura crescente prodotti realizzati al proprio interno.

Indicatore 2015 2024 Variazione
Dipendenza netta import (%) 21,8 2,4 −89,2 %
Intensità commerciale (%) 37,0 4,9 −86,8 %
Propensione all’export (%) 11,9 1,3 −89,0 %

Fonte: vulnerabilità.

3.2 La produzione interna di preparati di carne e pesce più che raddoppia, sostenuta da un rialzo dei prezzi alla produzione

Secondo i dati disponibili (produzione), la quantità prodotta nell’UE è passata da 7,1 milioni di tonnellate nel 2015 a 15,0 milioni nel 2024 (+111 %). Il valore della produzione è salito da 31,5 a 87,8 miliardi di euro, con un prezzo medio che è passato da 4,43 a 5,84 euro/kg. L’espansione è stata particolarmente marcata dopo il 2021, sebbene i dati più recenti siano accompagnati da segnalazioni di qualità ridotta. Tale crescita produttiva spiega in larga parte il crollo della dipendenza dalle importazioni e il miglioramento del saldo commerciale.

3.3 Gli shock di prezzo del 2022 sulle importazioni ittiche rivelano vulnerabilità persistenti lungo la catena di approvvigionamento

L’analisi della volatilità e degli shock (volatilità e shock) mette in luce un evento comune nel 2022: i prezzi all’importazione di conserve ittiche da Filippine (+29,9 %), Ecuador (+26,3 %), Cina (+24,6 %) e Vietnam (+16 %) sono schizzati verso l’alto, mentre i volumi in alcuni casi sono rimasti invariati o addirittura diminuiti. Questi rincari improvvisi, legati a tensioni logistiche e inflazionistiche globali, hanno temporaneamente compresso i margini degli importatori europei, evidenziando una residua fragilità nell’approvvigionamento di prodotti ittici, nonostante la robusta produzione interna di preparati a base di carne.

Conclusione

Il periodo 2015‑2025 ha segnato un deciso rafforzamento della posizione commerciale dell’UE nel settore delle preparazioni di carne e pesce. L’export ha beneficiato di un forte aumento dei prezzi unitari, portando il saldo da un disavanzo di oltre 800 milioni di euro a un quasi pareggio. La composizione degli scambi si è evoluta: le esportazioni sono dominate dalle preparazioni di carne e salumi, mentre l’import continua a essere trainato dalle conserve ittiche, con fornitori sempre più concentrati in Ecuador e Cina. Parallelamente, l’imponente crescita della produzione interna ha ridotto la dipendenza dalle importazioni a livelli storicamente bassi, rendendo l’Unione più autonoma. Tuttavia, gli shock di prezzo del 2022 sui prodotti ittici ricordano che la diversificazione delle fonti e la resilienza delle catene di approvvigionamento rimangono aspetti da monitorare con attenzione.