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Evoluzione del mercato: Preparazioni alimentari varie (CN 21) — 2015–2025

Introduzione

Il capitolo 21 della Nomenclatura Combinata (“Preparazioni alimentari diverse”) raggruppa un’ampia gamma di prodotti trasformati, dagli estratti di caffè e tè alle salse, dai gelati ai lieviti, fino alle preparazioni composte per zuppe e agli integratori alimentari. Nell’arco di un decennio (2015‑2025) l’Unione Europea ha rafforzato in modo marcato la propria posizione su questo mercato, con un’espansione che ha interessato tanto le esportazioni quanto la produzione interna, ridisegnando al contempo la mappa dei partner commerciali. Le pagine che seguono analizzano le principali dinamiche osservate nei dati, cercando di leggerne cause e implicazioni.


1. Un decennio di crescita impetuosa delle esportazioni e di ampliamento del surplus

1.1 Il valore delle esportazioni è quasi raddoppiato, trainato sia dai volumi sia da un incremento dei prezzi del 43%

Nel 2015 l’UE esportava preparazioni alimentari varie per 9,73 miliardi di euro; dieci anni dopo il valore ha raggiunto 18,86 miliardi, con un balzo del 93,9% (Andamento generale). La crescita è stata alimentata in misura simile dall’aumento dei volumi (+35,7%) e da un sensibile rialzo dei prezzi medi all’export (+43,0%), segno che la domanda estera ha assorbito prodotti a maggior valore unitario.

Indicatore (export) 2015 2025 Variazione %
Valore (milioni €) 9.728 18.865 +93,9
Quantità (migliaia t) 2.683 3.640 +35,7
Prezzo medio (€/t) 3.625 5.183 +43,0

1.2 Anche le importazioni crescono, ma meno rapidamente, e il surplus commerciale più che raddoppia

Le importazioni sono passate da 3,77 a 6,71 miliardi di euro (+78,2%), con un incremento dei volumi del 43,2% e un aumento dei prezzi medi del 24,4%. Poiché l’export è cresciuto più rapidamente dell’import, il saldo attivo della bilancia commerciale è più che raddoppiato: da 5,96 a 12,15 miliardi di euro (+103,9%). Contestualmente, la dipendenza netta dalle importazioni (calcolata rispetto al consumo apparente) si è fatta più negativa, passando da ‑3,3% a ‑9,1%, a conferma di un’UE sempre più fornitrice netta sul mercato mondiale (Net import reliance).


2. Ricomposizione geografica dei flussi: nuovi fornitori e destinazioni in forte ascesa

2.1 Sul fronte delle importazioni la Cina e i Balcani guadagnano quote, mentre il Regno Unito conserva il primo posto ma con una crescita modesta

Il Regno Unito resta il principale fornitore extra‑UE con 1,74 miliardi di euro nel 2025 (+33,1% rispetto al 2015), ma il vero protagonista della diversificazione è la Cina, le cui vendite sono aumentate del 256,8% (da 181 a 646 milioni di euro), portandola al quarto posto. Altrettanto dinamiche Serbia (+408,7%) e Ucraina (+427,1%), che hanno quintuplicato o più il proprio export verso l’UE (Principali partner).

Partner (import) 2015 (milioni €) 2025 (milioni €) Variazione %
Regno Unito 1.305 1.737 +33,1
Cina 181 646 +256,8
Stati Uniti 488 772 +58,0
Svizzera 552 626 +13,4
Thailandia 158 289 +83,7
Serbia 41 206 +408,7
Ucraina 22 115 +427,1

L’indice di concentrazione (HHI) sulle importazioni è diminuito da 1.676 a 1.089 (‑35,0%), dimostrando una ripartizione più equa tra i fornitori (Concentrazione).

2.2 Le esportazioni verso gli Stati Uniti decollano, la Svizzera supera la Russia e la Cina entra silenziosamente nella top‑10

Sul versante export spicca il balzo delle vendite dirette agli Stati Uniti, quasi triplicate da 619 a 1.851 milioni di euro (+199,1%). Anche la Svizzera ha superato la soglia del miliardo (+104,8%), mentre la Russia, pur rimanendo un mercato importante (659 milioni nel 2025), ha registrato la progressione più contenuta tra i primi sette partner (+25,7%), risentendo probabilmente delle tensioni geopolitiche e delle sanzioni. La Turchia (+112,0%), la Norvegia (+95,1%) e l’Arabia Saudita (+79,5%) hanno offerto sbocchi in forte crescita. Al di fuori della top‑7, la Cina assorbe oggi merci per oltre 1,06 miliardi di euro (+323,3%), segnalandosi come destinazione sempre più strategica.

Partner (export) 2015 (milioni €) 2025 (milioni €) Variazione %
Regno Unito 2.613 4.153 +58,9
Stati Uniti 619 1.851 +199,1
Svizzera 490 1.003 +104,8
Turchia 276 585 +112,0
Russia 524 659 +25,7
Norvegia 254 495 +95,1
Arabia Saudita 267 480 +79,5

2.3 La diversificazione geografica prosegue anche sul lato delle esportazioni: l’HHI scende da 908 a 728

L’indice di Herfindahl‑Hirschman delle esportazioni è calato da 908 a 728 (‑19,8%), a riprova che la crescita non si è concentrata su poche destinazioni ma si è distribuita su un ventaglio più ampio di mercati, rafforzando la resilienza del settore (Concentrazione).


3. La trasformazione dell’offerta europea: impennata della produzione e specializzazione nella categoria 2106

3.1 La produzione interna dell’UE quasi raddoppia in valore, sostenendo la spinta all’export

Tra il 2015 e il 2024 il valore della produzione europea di preparazioni alimentari diverse è passato da 21,1 a 51,9 miliardi di euro (+146,5%), mentre le quantità hanno raggiunto 18,7 milioni di tonnellate (+118,8%) (Volumi di produzione). Questo ampliamento della capacità produttiva ha permesso di alimentare la forte domanda estera, come mostrano la propensione all’export passata dal 7,3% al 14,4% del valore della produzione e l’intensità commerciale cresciuta dal 10,9% al 19,3%.

3.2 Il segmento “preparazioni alimentari non altrove” (2106) domina l’export e traina la crescita dei prezzi medi

Osservando la composizione per sotto‑voce doganale, le “Preparazioni alimentari non nominate né comprese altrove” (codice 2106) rappresentano nel 2025 oltre 11,4 miliardi di euro di esportazioni, ovvero circa il 60% del totale, con un aumento del 94,8% rispetto al 2015 (Confronto tra prodotti). Il prezzo medio di questa categoria è salito da 4.288 a 6.435 €/t (+50,1%), suggerendo un upgrading qualitativo o una forte domanda di prodotti ad alto valore aggiunto (integratori, preparazioni per l’industria alimentare).

Sotto‑voce (export) 2015 (milioni €) 2025 (milioni €) Var. % Prezzo 2025 (€/t)
2106 – Altre preparazioni 5.855 11.403 +94,8 6.435
2103 – Salse e condimenti 1.410 3.143 +122,9 2.855
2101 – Estratti di caffè/tè/mate 1.041 2.014 +93,5 13.154
2105 – Gelati 532 1.232 +131,5 4.252
2102 – Lieviti 249 481 +93,2 3.348
2104 – Zuppe e brodi 338 442 +30,8 3.302

Sul fronte import, la voce 2101 (caffè e tè) ha mostrato un dinamismo notevole (+60,5% in valore), con un prezzo medio passato da 7.951 a 11.986 €/t, indicando una crescente domanda di estratti e concentrati di qualità.

3.3 I paesi baltici e la Polonia guidano la specializzazione commerciale; l’Italia scala le classifiche per valore assoluto

Nel 2025 gli Stati membri con il più elevato vantaggio comparato rivelato (RSCA) sono Lussemburgo (0,39), Lettonia (0,24), Estonia (0,21), Polonia (0,18) e Croazia (0,18) (Specializzazione). Tuttavia, in termini di volumi assoluti, il balzo più impressionante è quello dell’Italia, che ha portato le proprie esportazioni da 716 milioni a oltre 2,5 miliardi di euro (+249,3%), affiancando Germania (3,8 miliardi) e Paesi Bassi (3,0 miliardi) come principale piattaforma esportatrice europea del comparto.


Conclusione

Nel periodo 2015‑2025 il commercio estero dell’UE di preparazioni alimentari diverse ha conosciuto un’espansione straordinaria, sia in valore che in volume. L’Europa ha saputo capitalizzare una base produttiva in forte crescita per rispondere a una domanda mondiale sempre più diversificata, con le “altre preparazioni” (2106) a fare da traino. La mappa dei partner si è ridisegnata: la Cina è diventata un fornitore cruciale e, al contempo, un mercato di sbocco in forte ascesa; gli Stati Uniti si confermano destinazione prioritaria, mentre i Balcani e l’Ucraina emergono come nuovi poli di approvvigionamento. La riduzione della concentrazione su entrambi i fronti rende il settore meno vulnerabile a shock specifici, sebbene alcuni episodi di volatilità sui prezzi (come lo shock registrato sulle esportazioni verso gli Emirati Arabi Uniti nel 2022) ricordino che i mercati globali restano esposti a tensioni improvvise. Nel complesso, i dati descrivono un comparto che ha rafforzato la propria competitività internazionale e che, grazie a un tessuto produttivo ampio e specializzato, si colloca sempre più come fornitore netto di riferimento per le preparazioni alimentari a livello globale.