Evoluzione del mercato: Residui e alimenti per animali (CN 23) — 2015–2025
Introduzione
Il comparto dei residui e cascami delle industrie alimentari e degli alimenti preparati per animali (voce doganale CN 23) rappresenta uno dei settori chiave dell'industria agroalimentare europea. Nel periodo 2015–2025, il commercio extra-UE di questa voce ha attraversato trasformazioni significative sotto il profilo dei volumi, dei valori, della geografia degli scambi e della struttura competitiva. Il presente report analizza le dinamiche osservate, individuando tre macro-tendenze che hanno definito l'evoluzione del mercato nel decennio considerato.
L'aggregato CN 23 copre un ampio ventaglio di prodotti: farine di carne e di pesce, panelli di soia e di altri oli vegetali, residui di cereali, amidi e zucchero, birra e distillazione, oltre a preparazioni specifiche per l'alimentazione animale. Questa eterogeneità interna — analizzata anche a livello di sottovoce — è essenziale per interpretare correttamente i risultati complessivi.
Per ulteriori dettagli sulla definizione del prodotto, si rimanda alla scheda panoramica CN 23.
1. La riduzione strutturale del deficit commerciale: un recupero guidato dal valore delle esportazioni
Un deficit che si dimezza in dieci anni
Il saldo commerciale dell'UE per la voce CN 23 con il resto del mondo è passato da -4.749 milioni di euro nel 2015 a -1.915 milioni di euro nel 2025, con un miglioramento del 59,7%. Il punto più critico è stato raggiunto nel 2021 (-4.823 milioni di euro), dopodiché si è assistito a una rapida contrazione del divario. Questa traiettoria riflette una dinamica asimmetrica: le esportazioni sono cresciute molto più rapidamente delle importazioni.
| Flusso | 2015 | 2025 | Variazione % |
|---|---|---|---|
| Esportazioni (€) | 5.796 mld | 9.945 mld | +71,6% |
| Importazioni (€) | 10.545 mld | 11.860 mld | +12,5% |
| Saldo (€) | -4.749 mld | -1.915 mld | +59,7% |
Dati generali sul commercio CN 23
L'effetto prezzo come motore principale della crescita export
La crescita del valore delle esportazioni (+71,6%) è stata trainata in larga misura dall'aumento dei prezzi unitari, saliti da 714,8 €/t a 1.170,4 €/t (+49,7%), mentre le quantità esportate sono cresciute solo del 14,6% (da 8,1 a 9,3 milioni di tonnellate). Questo indica che l'UE ha saputo valorizzare la propria offerta in un contesto di inflazione delle materie prime agricole, o che si è progressivamente spostata verso prodotti a maggiore valore aggiunto. Per le importazioni, l'effetto prezzo è stato meno marcato: il prezzo medio è salito del 4,7% (da 364,4 a 381,6 €/t), mentre le quantità sono cresciute del 7,4%.
La dipendenza netta dalle importazioni si riduce drasticamente
L'indicatore di dipendenza netta dalle importazioni (net import reliance) è sceso dal 14,7% al 6,5% (-55,3%), segnando un sostanziale rafforzamento dell'autonomia dell'UE nel settore. Parallelamente, la propensione all'esportazione è salita dal 4,5% al 6,7% (+46,9%), mentre l'intensità commerciale complessiva è leggermente diminuita (dal 21,6% al 17,9%).
2. Riorientamento geografico: stabilità latinoamericana, crollo russo e nuovi poli export
Il Brasile consolida il ruolo di primo fornitore
Tra i partner di importazione, il panorama è rimasto dominato dall'America Latina, ma con dinamiche differenziate. Il Brasile è rimasto il primo fornitore dell'UE, passando da 3.013 milioni di euro a 3.601 milioni (+19,5%), consolidando la sua posizione. L'Argentina, pur restando il secondo partner, ha registrato una flessione del 13,6% (da 3.003 a 2.595 milioni di euro). L'Ucraina ha mostrato una crescita robusta (+74,3%, da 462 a 805 milioni di euro), riflettendo l'integrazione progressiva nel mercato europeo dei mangimi.
| Partner importazioni | 2015 (€ mln) | 2025 (€ mln) | Var. % |
|---|---|---|---|
| Brasile | 3.013 | 3.601 | +19,5 |
| Argentina | 3.003 | 2.595 | -13,6 |
| Ucraina | 462 | 805 | +74,3 |
| Regno Unito | 792 | 873 | +10,2 |
| Stati Uniti | 759 | 447 | -41,1 |
| Federazione Russa | 417 | 25 | -94,0 |
| Indonesia | 181 | 197 | +8,7 |
Dati sui partner di importazione
Il collasso dei flussi dalla Russia
L'evento più drammatico sul fronte importazioni è il crollo dei flussi dalla Federazione Russa, scesi da 417 milioni a soli 25 milioni di euro (-94,0%). Questa dinamica è direttamente riconducibile alle sanzioni imposte a seguito del conflitto in Ucraina a partire dal 2022. Il coefficiente di variazione dei flussi russi è pari a 0,36, tra i più elevati dei principali partner, a conferma dell'elevata volatilità e dell'impatto dell'interruzione commerciale (analisi della volatilità).
Le esportazioni dell'UE verso nuovi mercati crescono a ritmi elevati
Sul fronte export, il Regno Unito resta il principale mercato di destinazione, con 2.275 milioni di euro nel 2025 (+47,3% rispetto al 2015). Ma le crescita più impressionanti si registrano verso partner che erano marginali all'inizio del periodo:
| Partner esportazioni | 2015 (€ mln) | 2025 (€ mln) | Var. % |
|---|---|---|---|
| Regno Unito | 1.544 | 2.275 | +47,3 |
| Turchia | 213 | 438 | +105,4 |
| Norvegia | 366 | 722 | +97,4 |
| Svizzera | 275 | 581 | +111,1 |
| Vietnam | 141 | 155 | +9,8 |
| Israele | 100 | 218 | +117,4 |
| Thailandia | 167 | 195 | +16,7 |
Dati sui partner di esportazione
La Svizzera (+111,1%) e Israele (+117,4%) mostrano i tassi di crescita più elevati, suggerendo un'intensificazione dei legami commerciali con mercati ad alto potere d'acquisto. La Norvegia (+97,4%) e la Turchia (+105,4%) rappresentano mercati in forte espansione, probabilmente legati alla crescita dell'acquacoltura e dell'allevamento intensivo in queste regioni.
3. La struttura produttiva interna: soia dominante, mangimi in crescita e frammentazione dell'offerta
I pannelli di soia restano il segmento trainante nelle importazioni
L'analisi per sottovoce doganale rivela che le importazioni dell'UE sono fortemente concentrate nel segmento dei pannelli di soia (CN 2304), che nel 2025 ha assorbito oltre 20,8 milioni di tonnellate (67% del totale importazioni in volume), per un valore di 6.927 milioni di euro. Le quantità importate di soia sono cresciute del 14,1% nel periodo, con un picco di 18,8 milioni di tonnellate nel 2024. Il prezzo unitario della soia importata ha registrato una forte volatilità, passando da 378,5 €/t (2015) a un picco di 522,3 €/t (2022) per poi ridiscendere a 332,1 €/t nel 2025, segnando un effetto prezzi significativo legato alle tensioni geopolitiche e climatiche.
Le preparazioni per mangimi crescono come principale voce export
Sul fronte esportazioni, le preparazioni per l'alimentazione animale (CN 2309) sono il segmento dominante, con 4.477 milioni di tonnellate esportate nel 2025 e un valore di 8.068 milioni di euro — pari all'81% del valore totale delle esportazioni. La crescita in volume è stata del 31,7% (da 3.399 a 4.477 kt), ma soprattutto il prezzo medio è salito da 1.187,9 a 1.802,1 €/t (+51,7%), riflettendo l'innalzamento del valore aggiunto del prodotto trasformato. Si tratta di un indicatore chiave della crescente competitività dell'industria europea dei mangimi sul mercato globale.
Segmenti di nicchia in dinamiche divergenti
Alcuni segmenti mostrano traiettorie opposte:
| Sottovoce | Descrizione | Imp. 2015 (kt) | Imp. 2025 (kt) | Esp. 2015 (kt) | Esp. 2025 (kt) |
|---|---|---|---|---|---|
| 2304 | Pannelli di soia | 18.280 | 20.858 | 930 | 478 |
| 2306 | Pannelli altri oli vegetali | 5.614 | 4.904 | 1.268 | 1.463 |
| 2309 | Preparazioni per animali | 1.388 | 1.718 | 3.399 | 4.477 |
| 2301 | Farine di carne/pesce | 387 | 412 | 1.038 | 1.459 |
| 2303 | Residui amidi/zucchero/birra | 1.543 | 1.706 | 899 | 735 |
| 2302 | Crusche cereali | 138 | 355 | 416 | 548 |
| 2308 | Materie vegetali | 1.558 | 1.121 | 154 | 125 |
Le crusche di cereali (CN 2302) mostrano una crescita impressionante sia in importazione (+158% in volume) sia in esportazione (+32%), verosimilmente legata all'espansione della domanda di sottoprodotti di cereali come integratori alimentari per il bestiame. Le farine di carne e pesce (CN 2301) registrano una crescita export del 40,6% in volume, con un prezzo medio nell'ordine di 592 €/t nel 2025. Le materie vegetali (CN 2308) segnano un calo import del 28%, segnalando una possibile sostituzione con materie prime nazionali o con prodotti di altra natura.
Specializzazione e concentrazione: l'Europa centro-orientale emerge
L'analisi della specializzazione commerciale (RSCA) evidenzia che i Paesi più specializzati nel commercio extra-UE di CN 23 sono l'Ungheria (RSCA 0,33), la Lettonia (0,27), la Lituania (0,21), la Polonia (0,20) e la Danimarca (0,19). Si tratta prevalentemente di Paesi dell'Europa centro-orientale con un forte settore agroalimentare e di mangimistica. Al contrario, Malta, il Lussemburgo e l'Irlanda risultano i meno specializzati, coerentemente con la struttura delle loro economie.
La concentrazione dell'HHI (Herfindahl-Hirschman Index) per le importazioni è diminuita da 1.820 a 1.596 (-12,3%), indicando una diversificazione delle fonti di approvvigionamento. Per le esportazioni, l'HHI è sceso da 926 a 737 (-20,4%), segnalando una dispersione dei mercati di destinazione. Si tratta di un segnale positivo di resilienza strategica in entrambe le direzioni.
Conclusione
Nel corso del decennio 2015–2025, il settore dei residui e degli alimenti per animali (CN 23) ha registrato una profonda evoluzione strutturale nell'ambito del commercio extra-UE. Tre elementi definiscono il bilancio complessivo:
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Un recupero sostanziale dell'autonomia commerciale dell'UE, con il deficit che si dimezza e la dipendenza netta dalle importazioni che scende dal 15% al 7%. Questo risultato è stato ottenuto soprattutto attraverso la crescita del valore delle esportazioni, guidata dall'effetto prezzo e dalla spinta verso prodotti a maggiore valore aggiunto come le preparazioni per mangimi.
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Un riorientamento geografico significativo, con il crollo dei flussi dalla Russia (-94%), la resilienza del Brasile e dell'Argentina come fornitori primari, e l'emergere di nuovi mercati export europei in Asia (Vietnam, Thailandia, Israele) e in Europa non-UE (Turchia, Norvegia, Svizzera).
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Una stratificazione interna sempre più marcata: i pannelli di soia restano il perno delle importazioni (67% in volume), mentre le preparazioni per animali dominano le esportazioni (81% in valore). Paesi dell'Europa centro-orientale si affermano come i più specializzati nel settore, contribuendo alla diversificazione dell'offerta complessiva dell'Unione.
Le sfide future riguardano la volatilità dei prezzi delle materie prime (come dimostrato dal picco del 2022), la sostenibilità ambientale delle filiere di soia e mangimi, e la capacità di mantenere la diversificazione geografica in uno scenario geopolitico in continua evoluzione.