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Evoluzione del mercato: Farmaci (CN 30) — 2015–2025

Introduzione

Il capitolo 30 della nomenclatura combinata (Prodotti farmaceutici) rappresenta uno dei pilastri del commercio estero dell’Unione Europea. Tra il 2015 e il 2025 gli scambi con i paesi extra‑UE hanno attraversato una fase di profonda trasformazione: l’avanzo commerciale è più che raddoppiato, le esportazioni hanno toccato nuovi massimi e la composizione merceologica si è spostata verso segmenti ad altissimo valore unitario. Questo rapporto, basato esclusivamente sui dati della dashboard del commercio UE, descrive le dinamiche principali e fornisce un’interpretazione dei fattori che le hanno guidate.

1. Il deciso rafforzamento del surplus commerciale farmaceutico dell’UE

Le esportazioni extra‑UE raddoppiano in valore, sospinte dall’aumento dei prezzi unitari

Nel 2015 l’UE vendeva ai partner extra‑UE prodotti farmaceutici per 139,6 miliardi di euro; nel 2025 il valore delle esportazioni ha raggiunto 306,9 miliardi di euro, con una crescita del 119,8% (Panoramica generale del commercio). L’aumento è stato determinato solo in misura modesta dall’incremento dei volumi (+18,3%, da 1,14 a 1,35 milioni di tonnellate), mentre il prezzo medio all’esportazione è salito dell’85,9%, passando da circa 122 mila a 227 mila euro a tonnellata. Ciò indica che la crescita è trainata da prodotti a più elevato contenuto tecnologico e terapeutico.

La crescita più contenuta delle importazioni amplia l’avanzo commerciale a livelli record

Sul fronte importazioni, il valore è passato da 67,2 a 117,2 miliardi di euro (+74,4%). Le quantità importate sono addirittura diminuite del 9,5% (da 523 a 474 mila tonnellate), mentre il prezzo medio all’importazione è cresciuto del 92,6% (da 128 a 248 mila euro a tonnellata). Di conseguenza, il surplus commerciale extra‑UE è schizzato da 72,4 a 189,7 miliardi di euro (+162,0%). Questo andamento riflette un forte rafforzamento della posizione competitiva dell’industria farmaceutica europea sui mercati globali.

L’impennata della produzione interna e la crescente propensione all’esportazione

I dati sulla produzione comunitaria confermano la solidità della base industriale: il valore della produzione farmaceutica venduta è aumentato del 398,2%, da 25,4 miliardi di euro nel 2015 a 126,5 miliardi nel 2024 (Valore della produzione). Parallelamente, la propensione all’esportazione (export propensity) è balzata dal 37,95% al 122,62% nel 2024 (Propensione all’esportazione). L’indicatore di dipendenza netta dalle importazioni (net import reliance) è passato da -25,6% a -280,5%, segnalando che l’UE è ormai un esportatore netto di massa, con un flusso in uscita assai superiore a quello in entrata (Dipendenza dalle importazioni).

2. La concentrazione dei flussi commerciali e il ruolo crescente dei prodotti biologici ad alto valore

Stati Uniti e Svizzera dominano la crescita delle esportazioni, mentre le importazioni si polarizzano sugli stessi partner

La geografia del commercio farmaceutico extra‑UE mostra una marcata concentrazione. Nel 2025 gli Stati Uniti assorbivano da soli 108,6 miliardi di euro di esportazioni europee (+193,7% rispetto al 2015), la Svizzera 59,2 miliardi (+372,7%), mentre il Regno Unito restava stabile a 20,4 miliardi (-8,5%). Sul lato import, i principali fornitori extra‑UE erano ancora gli Stati Uniti (43,6 miliardi; +70,7%), la Svizzera (39,1 miliardi; +146,8%) e, con una crescita vertiginosa, la Cina (5,4 miliardi; +418,7%). La concentrazione misurata dall’indice HHI è aumentata sia per le esportazioni (da 1 192 a 1 876, +57,4%) sia per le importazioni (da 2 448 a 2 695, +10,1%), a conferma del rafforzamento di pochi grandi poli (Principali partner commerciali, Concentrazione HHI).

Principali partner commerciali dell’UE – CN 30 (valori in miliardi di EUR)

Partner Export 2015 Export 2025 Var. % Import 2015 Import 2025 Var. %
Stati Uniti 37,0 108,6 +193,7 25,6 43,6 +70,7
Svizzera 12,5 59,2 +372,7 15,8 39,1 +146,8
Regno Unito 22,3 20,4 -8,5 12,4 9,0 -27,3
Cina 6,5 13,5 +108,9 1,0 5,4 +418,7
Russia 5,5 9,7 +76,2
India 0,9 2,9 +238,5

Fonte: dati della dashboard, estratti il 2025.

L’ascesa della Cina come fornitore e mercato, nonostante forti oscillazioni

L’interscambio con la Cina evidenzia una duplice dinamica: da un lato le importazioni sono esplose (+418,7%), rendendo Pechino il quarto fornitore extra‑UE; dall’altro la Cina è diventata un mercato di sbocco rilevante (+108,9% di export). Tuttavia, il flusso è caratterizzato da elevata volatilità (CV quantità import 0,249) e da un’impennata dei prezzi nel 2021, come descritto nella sezione successiva.

Il segmento 3002 (vaccini, emoderivati) diventa il motore del valore, con prezzi unitari in forte aumento

Scomponendo il commercio per sottovoce doganale, emerge il ruolo trainante dei prodotti della voce 3002 (sangue umano, antisieri, vaccini, colture cellulari). Nel 2025 le esportazioni di questa categoria hanno raggiunto 114,9 miliardi di euro (+246% rispetto ai 33,2 miliardi del 2015), con un prezzo medio di 1,39 milioni di euro a tonnellata (+119%). Le importazioni della voce 3002 sono cresciute fino a 57,3 miliardi di euro (+159%), con un prezzo medio di 1,21 milioni di euro a tonnellata (Confronto per segmento merceologico). La voce 3004 (medicamenti dosati) rimane la più importante per volume, ma la sua dinamica di prezzo è più attenuata (export: da 105,7 mila a 156,6 mila euro/ton).

Esportazioni extra‑UE per segmento (CN 30) — valore e prezzo medio

Voce Valore 2015 (mld €) Valore 2025 (mld €) Prezzo 2015 (€/ton) Prezzo 2025 (€/ton)
3002 33,2 114,9 632 000 1 386 000
3004 96,8 179,6 105 700 156 600

L’incidenza crescente dei prodotti biologici ad elevatissimo valore unitario spiega gran parte dell’aumento del surplus commerciale e dell’impennata dei prezzi medi aggregati.

3. Shock di prezzo e volatilità: l’effetto della pandemia e delle ristrutturazioni delle catene di fornitura

Il 2021 segna un picco di prezzi all’esportazione trainato dalla domanda di vaccini anti‑COVID

L’algoritmo di rilevazione degli shock identifica numerosi eventi di prezzo anomali concentrati nel 2021. Sul fronte esportazioni, Israele ha registrato un aumento del prezzo medio del 55,5% rispetto al biennio di riferimento (abnormality 273,6), la Malaysia dell’80,1%, la Turchia del 38,2%, l’Arabia Saudita del 34,3% (Principali shock di prezzo). Questi salti coincidono con la fase acuta della pandemia, durante la quale la domanda globale di vaccini e di materiali sanitari di elevata qualità ha compresso l’offerta, innescando rincari temporanei.

Anomalie di prezzo anche sul lato import: la Cina nel 2021

Sul versante importazioni, lo shock più rilevante riguarda la Cina. Nel 2021 il prezzo medio dei prodotti farmaceutici importati dalla Cina è schizzato a 42 250 euro a tonnellata, il 118,4% in più rispetto alla baseline 2019‑2020, mentre i volumi sono quasi raddoppiati (178% della baseline). L’anomalia è rientrata parzialmente negli anni successivi, ma il prezzo resta su livelli storicamente elevati, segnalando un cambiamento strutturale del paniere di fornitura cinese.

Volatilità elevata su mercati specifici: Russia, Turchia e Israele

L’analisi della volatilità delle quantità scambiate mette in luce situazioni di forte instabilità. Le importazioni dalla Russia mostrano un coefficiente di variazione (CV) di 1,45, il valore più alto tra tutti i principali partner: dopo il 2021 i volumi importati sono crollati da circa 16 mila tonnellate a poche centinaia, presumibilmente a causa delle sanzioni e della rottura delle catene commerciali successive all’invasione dell’Ucraina (Barre di volatilità – import). Anche le importazioni dalla Turchia sono risultate molto variabili (CV 0,508). Sul lato export, la volatilità più elevata si registra verso Israele (CV 0,274) e verso il Vietnam (0,181), riflettendo l’incidenza di commesse eccezionali e la sensibilità a eventi geopolitici e sanitari.

Conclusione

Nel decennio 2015‑2025 l’Unione Europea ha consolidato il ruolo di esportatore netto di prodotti farmaceutici, con un surplus commerciale triplicato e una produzione interna che ha raggiunto valori record. La crescita è stata guidata dai segmenti ad altissimo contenuto tecnologico (voce 3002), che hanno spinto verso l’alto i prezzi medi e hanno attratto una domanda imponente da Stati Uniti e Svizzera. Al contempo, la concentrazione geografica e merceologica rende il sistema più esposto a shock di domanda e a tensioni geopolitiche, come evidenziato dagli episodi di volatilità sui mercati russo e cinese. La capacità di diversificare i mercati di sbocco e di gestire le discontinuità nelle catene di fornitura sarà cruciale per mantenere la resilienza del commercio farmaceutico europeo.