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Evoluzione del mercato: Polveri ed esplosivi (CN 36) — 2015–2025

Introduzione

Il capitolo doganale 36 della nomenclatura combinata (CN) comprende una gamma eterogenea di prodotti che spazia dalle polveri propellenti e gli esplosivi preparati agli articoli pirotecnici, dai fiammiferi alle leghe piroforiche e alle sostanze infiammabili. Si tratta di un settore strategico, sensibile sia dal punto di vista della sicurezza sia da quello industriale, che alimenta filiere difensive, minerarie, civili e di consumo.

Nel periodo 2015–2025 il commercio extra-UE del capitolo 36 ha attraversato una profonda trasformazione: i valori delle importazioni e delle esportazioni sono più che raddoppiati, la bilancia commerciale si è invertita, i prezzi unitari hanno registrato impennate senza precedenti e la geografia dei flussi si è significativamente ridefinita. Il presente rapporto analizza queste dinamiche a partire dai dati doganali disponibili, individuando tre tendenze chiave che hanno caratterizzato l'intero decennio.


1. Raddoppio dei valori commerciali trainato dalla componente prezzi

Il dato più macroscopico del periodo è la crescita esponenziale del valore complessivo degli scambi. Tuttavia, come emerge chiaramente dai dati, questa espansione non è stata alimentata in modo prevalente da un aumento dei volumi fisici, bensì da una forte dinamica dei prezzi unitari.

Importazioni ed esportazioni superano entrambe la soglia del miliardo di euro

Le importazioni extra-UE del capitolo 36 sono passate da 508 milioni di euro nel 2015 a 1.281 milioni di euro nel 2025, registrando una variazione del +152%. Le esportazioni, nello stesso arco temporale, sono cresciute da 571 milioni a 1.257 milioni di euro (+120%). Entrambi i flussi hanno così superato ampiamente la soglia del miliardo, segnando un raddoppio del valore complessivo del commercio extra-UE di questo settore.

Flusso 2015 2025 Variazione %
Importazioni (valore, M€) 508 1.281 +152%
Esportazioni (valore, M€) 571 1.257 +120%
Importazioni (quantità, t) 144.700 183.816 +27%
Esportazioni (quantità, t) 69.883 71.505 +2,3%

I prezzi unitari raddoppiano mentre i volumi restano sostanzialmente stabili

La divergenza tra la crescita dei valori e quella dei volumi è il segnale inequivocabile del ruolo trainante dei prezzi. Il prezzo medio unitario delle importazioni è salito da 3.511 €/t a 6.967 €/t (+98,5%), mentre quello delle esportazioni è aumentato da 8.171 €/t a 17.577 €/t (+115,1%). Le quantità importate sono cresciute solo del 27% e quelle esportate di appena il 2,3%. Questo andamento riflette probabilmente una combinazione di fattori: l'inflazione dei costi delle materie prime energetiche, l'aumento dei costi di trasporto e compliance normativa post-2020, nonché un possibile effetto di mix verso prodotti a più alto valore aggiunto.

La bilancia commerciale si inverte: da surplus strutturale a lieve deficit

Nel 2015 l'Unione Europea registrava un avanzo commerciale di 63 milioni di euro per il capitolo 36. Nel 2025 la bilancia è diventata negativa, con un disavanzo di -24 milioni di euro. Il punto di minimo è stato raggiunto nel 2025, ma la traiettoria non è stata lineare: nel 2022 la bilancia aveva toccato un picco positivo di +377 milioni, per poi deteriorarsi rapidamente negli anni successivi. La dipendenza netta dalle importazioni è passata da +3,3% nel 2015 a -2,3% nel 2025, con un minimo di -21,4% registrato nel corso del periodo, confermando un'inversione di tendenza strutturale.


2. Riorientamento geografico: diversificazione delle importazioni e consolidamento dei mercati di sbocco

Il decennio 2015–2025 è stato segnato da una profonda riconfigurazione dei flussi commerciali, con importanti variazioni sia nei paesi fornitori sia nei mercati di destinazione delle esportazioni dell'UE.

La Cina consolida la leadership nelle importazioni, ma il panorama si diversifica

La Cina rimane il principale fornitore extra-UE per il capitolo 36, con importazioni passate da 258 milioni a 403 milioni di euro (+56,1%). Tuttavia, la quota cinese sul totale si è ridotta nel tempo, a fronte della crescita esplosiva di altri fornitori. L'India ha registrato un aumento del +693% (da 4,5 a 35,4 milioni di euro), la Serbia del +576% (da 7,6 a 51,1 milioni) e la Turchia del +153% (da 8,2 a 20,7 milioni). Gli Stati Uniti sono cresciuti del +37,5%, attestandosi a 130 milioni di euro nel 2025.

Fornitore 2015 (M€) 2025 (M€) Var. %
Cina 258 403 +56,1%
Stati Uniti 95 130 +37,5%
Regno Unito 39 66 +66,9%
Serbia 7,6 51,1 +576%
India 4,5 35,4 +693%
Turchia 8,2 20,7 +153%

La Russia esce dal panorama dei fornitori

Il caso più emblematico di riorientamento è rappresentato dalla Federazione Russa: le importazioni dall Russia sono crollate da 3 milioni di euro nel 2015 a soli 21.307 euro nel 2025, una contrazione del -99,3%. Questo crollo, già in atto prima del 2022 ma accelerato dalle sanzioni successive al conflitto in Ucraina, ha eliminato quasi completamente un fornitore che pure non era mai stato dominante in termini di quota. La volatilità dei flussi dalla Russia è tra le più elevate del campione, con un coefficiente di variazione di 0,87.

L'indice HHI conferma una minore concentrazione delle importazioni

La concentrazione delle importazioni per valore (HHI) è diminuita da 3.210 a 1.965 (-38,8%), segnalando una significativa diversificazione delle fonti di approvvigionamento. Un HHI sotto 2.500 è generalmente considerato indicativo di un mercato moderatamente concentrato, il che suggerisce che l'UE ha progressivamente ridotto la propria esposizione verso singoli fornitori. Sul fronte delle esportazioni, l'HHI è rimasto stabile intorno a 740–781, a conferma di una base di clienti già ampiamente diversificata.

Gli Stati Uniti consolidano il ruolo di principale mercato di sbocco per le esportazioni UE

Le esportazioni dell'UE verso gli Stati Uniti sono cresciute da 112 milioni a 194 milioni di euro (+72,7%), consolidando il ruolo degli USA come principale mercato extra-UE. Seguono il Regno Unito (da 55 a 114 milioni, +105,8%), la Norvegia (da 36 a 43 milioni, +20,7%) e la Svizzera (da 25 a 41 milioni, +63,2%). Particolarmente significativa è l'espansione verso i Balcani occidentali: le esportazioni verso la Serbia sono cresciute del +283% e verso l'Albania sono state oggetto di shock di prezzo significativi nel 2022.


3. Trasformazione strutturale dell'industria europea: verso l'autonomia e la specializzazione

Oltre ai flussi commerciali, il periodo 2015–2025 ha visto mutare in profondità la struttura produttiva e competitiva dell'industria europea del capitolo 36, con dinamiche che suggeriscono un rafforzamento della capacità export e una crescente specializzazione di alcuni Stati membri.

La propensione all'esportazione triplica: l'UE diventa sempre più esportatrice netta

L'indicatore più rilevante per cogliere il cambiamento strutturale è la propensione all'esportazione, che misura il rapporto tra esportazioni e produzione. Questa è passata dal 9,8% nel 2015 al 33,1% nel 2025, con una variazione del +238,4%. In parallelo, l'intensità commerciale (rapporto scambi/produzione) è cresciuta dal 20,3% al 48,9%. Questi dati indicano che l'industria europea del settore, pur producendo un numero di pezzi leggermente inferiore (-9,4% in quantità), è diventata molto più orientata ai mercati internazionali.

Indicatore 2015 2025 Var. %
Propensione all'esportazione 9,8% 33,1% +238%
Intensità commerciale 20,3% 48,9% +141%
Dipendenza netta import. +3,3% -2,3% -170%

Il valore della produzione cresce mentre i volumi si riducono

La produzione dell'UE nel 2025 ammontava a 1,16 miliardi di pezzi (in calo del -9,4% rispetto al 2015) per un valore di 2,89 miliardi di euro (in crescita del +32,9%). Questa divergenza conferma la tendenza verso prodotti a più alto valore aggiunto e suggerirebbe un miglioramento della competitività europea nella fascia alta del mercato, in linea con la crescita dei prezzi unitari all'esportazione osservata in precedenza.

Germania, Francia e Repubblica Ceca dominano le esportazioni; l'Italia mostra la crescita più dinamica

Tra i principali esportatori intra-UE, la Germania è passata da 108 a 264 milioni di euro (+144%), la Francia da 123 a 221 milioni (+79%) e la Repubblica Ceca da 97 a 215 milioni (+121%). Ma la crescita più impressionante è quella dell'Italia, le cui esportazioni extra-UE sono cresciute da 14 a 68 milioni di euro (+402%), segno di un rafforzamento competitivo particolarmente significativo.

Esportatore UE 2015 (M€) 2025 (M€) Var. %
Germania 108 264 +144%
Francia 123 221 +79%
Repubblica Ceca 97 215 +121%
Svezia 64 88 +37%
Spagna 50 87 +76%
Austria 18 50 +178%
Italia 14 68 +402%

Sul lato delle importazioni intra-UE, la Bulgaria ha registrato una crescita eccezionale del +1.481% (da 10 a 161 milioni di euro), seguita dalla Repubblica Ceca (+340%) e dai Paesi Bassi (+139%), suggerendo un riassetto delle catene logistiche e distributive all'interno dell'Unione.

Slovenia, Croazia e Repubblica Ceca emergono come le economie più specializzate

Analizzando l'indice di vantaggio comparato normalizzato (RSCA) riferito al 2025, la Slovenia (RSCA = 0,59) e la Croazia (0,54) risultano le economie UE più specializzate nel capitolo 36, pur con quote di mercato complessive modeste. La Repubblica Ceca (RSCA = 0,50, con il 14,3% della produzione UE nel settore) rappresenta il caso più rilevante per dimensioni assolute. All'estremo opposto, Ungheria, Malta e Lussemburgo mostrano indici di specializzazione fortemente negativi (RSCA < -0,97), confermando un settore geograficamente concentrato in pochi Stati membri.


Conclusione

Il decennio 2015–2025 ha trasformato radicalmente il commercio extra-UE del capitolo 36. Il raddoppio dei valori, trainato da una forte dinamica dei prezzi più che dei volumi, ha accompagnato una riconfigurazione geografica dei flussi: la Cina resta il fornitore dominante, ma la diversificazione è aumentata (HHI in calo del 39%), la Russia è uscita quasi completamente dal panorama e nuovi partner — India, Serbia, Turchia — hanno guadagnato terreno.

Sul versante della competitività, l'industria europea ha compiuto un salto strutturale: la propensione all'esportazione è triplicata, il valore della produzione è cresciuto del 33% a fronte di volumi in calo, e paesi come Italia e Austria hanno registrato tassi di crescita delle esportazioni superiori al 170%. L'UE, da importatore netto leggermente positivo nel 2015, si è spostata verso una posizione di sostanziale equilibrio, con un lieve deficit nel 2025 (-24 milioni di euro).

Le principali incertezze per il futuro riguardano la sostenibilità della crescita dei prezzi — che potrebbe riflettere fattori congiunturali più che strutturali — e l'impatto delle tensioni geopolitiche sulle catene di approvvigionamento di materiali strategici. Il settore appare tuttavia più resiliente e diversificato rispetto al decennio precedente, con una base produttiva europea rafforzata e una maggiore apertura ai mercati internazionali.

Generato il 2026-08-07. Le cifre riflettono i dati Eurostat al momento della generazione e non includono revisioni successive.

Generato automaticamente: questo report vuole accelerare, non sostituire, l'analisi umana.

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