Evoluzione del mercato: Prodotti chimici vari (CN 38) — 2015–2025
Introduzione
Il capitolo doganale 38 — Prodotti vari delle industrie chimiche — comprende una gamma estremamente ampia di prodotti, dai pesticidi (CN 3808) ai preparati per fonderia (CN 3824), dal biodiesel (CN 3826) agli additivi per oli minerali (CN 3811), passando per carboni attivati, solventi organici, reattivi da laboratorio, cementi refrattari e numerose altre preparazioni speciali. Si tratta di un aggregato eterogeneo che riflette l'intera filiera chimica a valle, con un peso rilevante nel commercio estero dell'Unione Europea.
Nel periodo 2015–2025, il valore totale delle esportazioni extra-UE è cresciuto da circa 26,3 miliardi di EUR a quasi 39,9 miliardi di EUR (+51,5%), mentre le importazioni sono passate da 16,1 miliardi a 25,7 miliardi di EUR (+60,0%). L'UE ha mantenuto e rafforzato la propria posizione di esportatore netto, con un saldo commerciale cresciuto da 10,3 a 14,2 miliardi di EUR (Panoramica generale). Tuttavia, sotto la superficie di questa crescita si nascondono dinamiche molto differenziate per volume, prezzo, partner e segmento merceologico, che questo report si propone di analizzare.
1. Crescita del valore commerciale trainata dai prezzi: i volumi export sono stagnati
Le esportazioni hanno guadagnato valore grazie all'impennata dei prezzi unitari
Il dato più significativo dell'intero periodo è la divergenza tra l'evoluzione del valore e quella dei volumi sul lato delle esportazioni. Mentre il valore è cresciuto del 51,5% (da 26,3 a 39,9 miliardi di EUR), le quantità esportate sono rimaste sostanzialmente stabili: da 9,52 milioni di tonnellate nel 2015 a 9,40 milioni nel 2025, una variazione di appena −1,2%. Il prezzo medio unitario delle esportazioni è invece aumentato da 2.765 EUR/t a 4.240 EUR/t (+53,3%), assorbendo integralmente e oltre la crescita di valore (Panoramica generale).
| Indicatore | 2015 | 2025 | Variazione % |
|---|---|---|---|
| Valore export (mld EUR) | 26,3 | 39,9 | +51,5% |
| Quantità export (mln t) | 9,52 | 9,40 | −1,2% |
| Prezzo medio export (EUR/t) | 2.765 | 4.240 | +53,3% |
| Valore import (mld EUR) | 16,1 | 25,7 | +60,0% |
| Quantità import (mln t) | 6,46 | 10,39 | +60,7% |
| Prezzo medio import (EUR/t) | 2.483 | 2.472 | −0,5% |
Questa dinamica suggerisce che il settore export dell'UE si è spostato verso prodotti a più alto valore aggiunto, oppure che l'inflazione dei costi energetici e delle materie prime (particolarmente intensa nel 2021–2022) si sia trasmessa ai prezzi di vendita. Il picco del valore export è stato raggiunto nel 2022, con 42,0 miliardi di EUR, in corrispondenza del massimo storico dei prezzi energetici post-pandemia e durante la crisi energetica legata al conflitto russo-ucraino.
Le importazioni mostrano una traiettoria opposta: i volumi sono quasi raddoppiati
Sul lato import, la crescita è stata trainata soprattutto dai volumi (+60,7%), mentre il prezzo medio è rimasto sostanzialmente stabile (−0,5%). Le importazioni sono cresciute da 6,46 milioni di tonnellate a 10,39 milioni, con un picco a 12,21 milioni nel 2022. Questo indica che la domanda interna europea di prodotti chimici da paesi terzi è cresciuta in modo robusto, probabilmente alimentata dalla ripresa post-COVID e dalla riconfigurazione delle catene di approvvigionamento globali. Il fatto che i prezzi import siano rimasti stabili mentre quelli export sono cresciuti del 53% suggerisce un miglioramento relativo del terms of trade per l'UE in questo settore.
L'andamento del biodiesel (CN 3826) illustra al meglio le oscillazioni
Il segmento del biodiesel rappresenta un caso emblematico delle turbolenze del periodo. Le importazioni di CN 3826 sono cresciute da 696.000 t nel 2015 a un picco di 3,73 milioni di t nel 2019, per poi ridiscendere a 1,57 milioni nel 2025. Il valore ha seguito un percorso analogo: da 633 milioni a un massimo di 4,39 miliardi nel 2022, per ridiscendere a 2,0 miliardi nel 2025. Le esportazioni dello stesso segmento hanno mostrato un'oscillazione ancora più ampia, con volumi passati da 658.000 t a un picco di 1,86 milioni nel 2019, per crollare a 678.000 t nel 2025 (Segmenti di prodotto). Questa volatilità riflette le oscillazioni dei prezzi delle materie prime agricole, le controversie commerciali sugli oli vegetali (in particolare con l'Indonesia) e le fluttuazioni delle politiche di incentivazione delle energie rinnovabili.
2. Riorientamento geografico dei flussi: diversificazione dell'import e crollo del commercio con la Russia
Il mercato import si è diversificato, con l'HHI in calo del 30%
L'indice di concentrazione Herfindahl-Hirschman (HHI) per le importazioni per valore è sceso da 1.708 a 1.201 (−29,7%), segnando un processo significativo di diversificazione delle fonti di approvvigionamento. Questo calo è avvenuto nonostante il mantenimento degli Stati Uniti come primo fornitore extra-UE, e riflette l'emergere di nuovi partner commerciali (Concentrazione).
| Partner (import) | Valore 2015 (mln EUR) | Valore 2025 (mln EUR) | Var. % | CV |
|---|---|---|---|---|
| Stati Uniti | 4.706 | 7.003 | +48,8% | 0,237 |
| Regno Unito | 3.946 | 3.300 | −16,4% | 0,429 |
| Cina | 815 | 2.222 | +172,6% | 0,477 |
| Indonesia | 352 | 1.242 | +252,8% | 0,373 |
| Malesia | 720 | 1.411 | +95,9% | 0,186 |
| Argentina | 65 | 536 | +728,6% | 0,711 |
| Norvegia | 210 | 316 | +50,2% | 0,145 |
L'Indonesia e l'Argentina sono i partner in più rapida crescita sul fronte import
L'Indonesia è passata da 352 milioni a 1,24 miliardi di EUR (+252,8%), con un picco a 2,09 miliardi nel 2022, riflettendo probabilmente l'espansione delle importazioni di biodiesel e acidi grassi (CN 3823 e 3826). L'Argentina ha mostrato una crescita ancora più spettacolare (+728,6%), seppure su basi più ridotte, con un picco a 1,67 miliardi nel 2022, anch'esso legato ai flussi di biodiesel e materie prime oleaginose. Entrambi i partner presentano tuttavia un'elevata volatilità (CV di 0,37 e 0,71 rispettivamente), il che segnala un'instabilità strutturale di questi flussi (Volatilità).
Le esportazioni verso la Russia sono crollate, quelle verso Stati Uniti e Cina sono raddoppiate
Sul fronte export, il cambiamento più drammatico riguarda la Russia: le esportazioni sono scese da 1,50 miliardi a 621 milioni di EUR (−58,7%), con un coefficiente di variazione di 0,57 che testimonia l'impatto delle sanzioni e delle restrizioni commerciali successive al 2022. In direzione opposta, le esportazioni verso gli Stati Uniti sono quasi raddoppiate (da 3,17 a 6,01 miliardi, +89,7%), rendendole il primo mercato di destinazione extra-UE nel 2025. La Cina ha registrato una crescita del 136% (da 1,60 a 3,79 miliardi), consolidandosi come terzo mercato. Anche Turchia (+75,9%) e Svizzera (+60,1%) hanno registrato incrementi significativi (Partner principali).
Shock di prezzo rilevanti hanno colpito importazioni da Israele e Cina
L'analisi della volatilità ha individuato alcuni shock significativi. Nel 2018, le importazioni da Israele hanno registrato un'anomalia di prezzo con un'abnormality di 168 e uno spostamento percentuale di +3.235%, pur con una quota di valore limitata al 2,4%. Nel 2021, le importazioni dalla Cina hanno subito uno shock di prezzo (+142,2%) con un'abnormality di 6,7, in un contesto in cui la Cina rappresentava il 17,2% del valore import totale — un evento di portata sistemica legato verosimilmente all'impennata dei costi energetici e dei noli marittimi post-COVID (Shock).
3. L'UE rafforza il suo ruolo di esportatore netto: la produzione si sposta verso il valore
Il surplus commerciale è cresciuto del 38% e la dipendenza netta dall'import è più che quadruplicata (in negativo)
L'UE ha consolidato il suo status di esportatore netto nel segmento CN 38. L'indicatore di dipendenza netta dall'importazione è passato da −4,5% a −15,6%, segnando un rafforzamento della posizione netta esportatrice. Il saldo commerciale è cresciuto da 10,3 a 14,2 miliardi di EUR (+38,3%), con un minimo a 5,2 miliardi nel 2020 (anno della pandemia) e un massimo a 14,5 miliardi nel 2024 (Autonomia e vulnerabilità).
L'intensità commerciale e la propensione all'export sono raddoppiate
Due indicatori strutturali mostrano un'internazionalizzazione accelerata del settore:
| Indicatore | 2015 | 2025 | Var. % |
|---|---|---|---|
| Intensità commerciale | 21,1% | 51,8% | +145,3% |
| Propensione all'export | 13,7% | 39,4% | +187,4% |
| Dipendenza netta import | −4,5% | −15,6% | n/a |
La propensione all'export — che misura il rapporto tra esportazioni e produzione — ha registrato la crescita più marcata, passando dal 13,7% al 39,4% (Propensione all'export). Questo dato, insieme al fatto che i volumi export sono rimasti stabili mentre la produzione è diminuita, indica che una quota crescente della produzione europea è destinata ai mercati esteri.
Il valore della produzione è cresciuto del 157% mentre i volumi sono scesi del 15%
La produzione intra-UE (misurata in kg di sostanza attiva) è scesa da 752 miliardi a 643 miliardi di kg (−14,5%), ma il suo valore è salito da 40,7 miliardi a 104,8 miliardi di EUR (+157,4%), con un picco a 110,7 miliardi nel 2024 (Produzione). Questo scarto enorme tra volumi e valore suggerisce un profondo riposizionamento verso prodotti a più alto contenuto tecnologico e margine, o comunque l'impatto dell'inflazione dei prezzi sui beni chimici intermedi.
Germania e i Paesi Bassi dominano, ma Spagna e Belgio mostrano la maggiore vitalità
A livello di Stati membri, la Germania resta il principale esportatore (13,6 miliardi di EUR nel 2025, +49,7%) e il principale importatore (6,6 miliardi, +25,1%). Seguono Francia, Paesi Bassi, Italia e Belgio. Ma è la Spabella a mostrare la crescita più dinamica sul fronte export (+114,7%), seguita dal Belgio (+66,7%) e dai Paesi Bassi (+59,0%). In termini di specializzazione comparata, l'Ireland (RSCA 0,278) e il Belgio (0,251) risultano i Paesi più specializzati in questo capitolo, mentre Malta, Slovacchia e Romania mostrano la minore specializzazione (Specializzazione).
Il segmento CN 3824 (preparazioni chimiche varie) è il pilone portante del commercio
Sia in import che in export, il sottoprodotto CN 3824 (Leganti per fonderia; prodotti chimici e preparazioni n.c.a.) è il più rilevante per valore. In export, CN 3824 vale 8,12 miliardi di EUR nel 2025, seguito da CN 3808 (pesticidi, 5,43 miliardi) e CN 3811 (additivi per oli, 2,32 miliardi). In import, CN 3824 vale 4,31 miliardi, seguito da CN 3823 (acidi grassi, 2,54 miliardi) e CN 3826 (biodiesel, 2,00 miliardi). Il segmento CN 3808 (pesticidi e disinfettanti) mantiene un prezzo unitario medio molto elevato sia in export (7.852 EUR/t) che in import (7.441 EUR/t), confermandosi come segmento ad alto valore aggiunto del capitolo (Segmenti di prodotto).
Conclusione
Il commercio extra-UE dei prodotti chimici vari (CN 38) nel periodo 2015–2025 racconta la storia di un settore che ha attraversato shock esogeni profondi — dalla pandemia alla crisi energetica, dal conflitto in Ucraina alle riconfigurazioni delle catene globali del biodiesel — uscendone strutturalmente trasformato.
Tre elementi definiscono il quadro complessivo. In primo luogo, l'UE ha rafforzato la sua posizione di esportatore netto, con un surplus cresciuto a 14,2 miliardi di EUR e una propensione all'export quasi triplicata: il settore è oggi significativamente più orientato ai mercati internazionali rispetto a dieci anni fa. In secondo luogo, il valore commerciale è cresciuto soprattutto grazie all'aumento dei prezzi unitari (specie in export, +53%), mentre i volumi export sono stagnati e quelli import sono cresciuti fortemente — una combinazione che suggerisce una perdita di competitività di costo nelle esportazioni ma un miglioramento del terms of trade. In terzo luogo, il panorama geografico si è profondamente ridefinito: la Russia è uscita dai principali mercati di destinazione, gli Stati Uniti e la Cina hanno guadagnato peso, e nuovi fornitori emergenti (Indonesia, Argentina, Malesia) hanno diversificato la base import, riducendo la concentrazione.
I rischi principali per il futuro riguardano la volatilità residua dei flussi con i nuovi partner (specie per biodiesel e acidi grassi), la sensibilità del settore agli shock di prezzo energetico e, più in generale, la capacità dell'industria chimica europea di mantenere il suo posizionamento in un contesto di crescente concorrenza globale e di transizione verde.