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Evoluzione del mercato: Plastica e lavori di plastica (CN 39) — 2015–2025

Introduzione

Il capitolo doganale 39 (Materie plastiche e lavori di tali materie) rappresenta uno dei settori manifatturieri più rilevanti dell'economia dell'Unione Europea. Il suo perimetro è ampio: dalle materie prime polimeriche (polietilene, polipropilene, PVC, policarbonati, resine epossidiche, siliconi) fino ai semilavorati (lastre, film, tubi) e agli articoli finiti (imballaggi, rivestimenti, oggetti domestici). Il segmento comprende oltre 100 codici PRODCOM e si interfaccia con decine di settori a valle — dall'imballaggio all'edilizia, dall'automotive all'elettronica.

Nel periodo 2015–2025 il commercio extra-UE di CN 39 ha attraversato fasi molto diverse: una relativa stabilità nel biennio 2015-2016, una crescita sostenuta nel triennio 2017-2019, lo shock della pandemia nel 2020, la successiva esplosione dei prezzi delle materie prime nel 2021-2022 (trainata dal rialzo energetico e dalla ripresa post-COVID), e infine una normalizzazione parziale nel biennio 2023-2025. Nel complesso, il decennio si chiude con un'UE che resta esportatore netto ma il cui surplus commerciale si è dimezzato, a fronte di importazioni cresciute molto più rapidamente delle esportazioni.

Questo rapporto analizza le tre dinamiche principali emerse dai dati: (1) la forte crescita delle importazioni e l'erosione del surplus, (2) la trasformazione dei flussi di esportazione per volumi, prezzi e partner, e (3) la struttura produttiva, la specializzazione intra-UE e la composizione merceologica del commercio. Per un quadro generale del settore si rimanda al panoramica del commercio CN 39.


1. L'erosione del surplus: importazioni in rapida crescita e dimezzamento dell'avanzo commerciale

1.1 Un avanzo commerciale che si è dimezzato in dieci anni

L'Unione Europea ha mantenuto un saldo positivo nel commercio extra-UE di materie plastiche per tutto il periodo 2015–2025, ma il suo valore è diminuito in modo marcato. Nel 2015 il surplus ammontava a circa 20,4 miliardi di euro; nel 2025 si è ridotto a circa 9,5 miliardi, una contrazione del 53,5%. Il valore minimo è stato raggiunto proprio nell'ultimo anno disponibile, segno che la tendenza erosiva non si è ancora invertita.

Anno Esportazioni (€ mld) Importazioni (€ mld) Saldo (€ mld)
2015 60,1 39,7 20,4
2016 59,8 41,6 18,2
2017 65,0 46,0 19,0
2018 68,5 48,2 20,3
2019 67,3 48,5 18,8
2020 66,2 47,1 19,1
2021 76,7 64,9 11,8
2022 82,7 71,4 11,3
2023 69,3 55,7 13,6
2024 71,5 59,1 12,4
2025 70,7 61,2 9,5

Fonte: panoramica del commercio CN 39

1.2 Le importazioni crescono a ritmi doppi rispetto alle esportazioni

Le importazioni extra-UE sono passate da 39,7 miliardi a 61,2 miliardi di euro (+54,3%), con un picco a 71,4 miliardi nel 2022. Nello stesso periodo, le esportazioni sono cresciute solo del 17,7% (da 60,1 a 70,7 miliardi), con un massimo di 82,7 miliardi nel 2022.

L'asimmetria è ancora più evidente sul fronte dei volumi:

Flusso 2015 (Mt) 2025 (Mt) Variazione
Esportazioni 24,2 20,5 −15,4%
Importazioni 15,8 23,6 +49,8%

Le importazioni hanno quasi raggiunto il volume delle esportazioni, che invece hanno perso quasi 4 milioni di tonnellate. L'indice di dipendenza netta dalle importazioni (net import reliance) è passato da −8,3% a −4,1% (valore negativo = esportatore netto), segnalando un avvicinamento all'equilibrio. Nel punto di massimo (2021) la dipendenza netta era scesa a soli −2,6%.

Fonte: dipendenza netta dalle importazioni

1.3 La Cina traina la crescita delle importazioni

La Cina è il partner che più ha contribuito alla crescita delle importazioni. Il valore è passato da 7,3 miliardi nel 2015 a 16,3 miliardi nel 2025 (+125,2%), con un picco a 17,5 miliardi nel 2022. La Cina è così diventata di gran lunga il principale fornitore extra-UE di materie plastiche, superando il Regno Unito (che ha registrato un lieve calo, da 6,9 a 6,3 miliardi, −8,1%).

Partner Importazioni 2015 (€ mld) Importazioni 2025 (€ mld) Var. %
Cina 7,3 16,3 +125,2
Regno Unito 6,9 6,3 −8,1
Stati Uniti 6,3 9,5 +51,3
Turchia 1,9 4,6 +136,6
Corea del Sud 2,4 4,1 +72,8
Svizzera 3,1 3,7 +19,4
Arabia Saudita 2,1 1,7 −17,6

Fonte: partner principali per importazioni

La Turchia è il partner con la crescita relativa più forte (+136,6%), riflettendo l'espansione della capacità produttiva turca nel settore e la sua posizione competitiva sul fronte dei costi energetici e del lavoro.

1.4 Concentrazione delle importazioni in aumento

L'indice di Herfindahl-Hirschman (HHI) sulle importazioni è salito da 1.093 a 1.261 (+15,3%), un segnale di crescente concentrazione delle forniture. Un HHI sotto 1.500 indica un mercato ancora poco concentrato, ma la tendenza al rialzo è significativa e riflette la quota crescente della Cina. Per le esportazioni, l'HHI è sceso da 770 a 718 (−6,8%), indicando una lieve diversificazione dei mercati di sbocco.

Fonte: concentrazione HHI


2. Esportazioni: calo dei volumi, rialzo dei prezzi e crollo del flusso verso la Russia

2.1 Volumi in calo ma valori sostenuti dal ciclo dei prezzi

Le esportazioni extra-UE hanno perso circa 3,7 milioni di tonnellate (da 24,2 a 20,5 Mt, −15,4%). Tuttavia, il valore complessivo è cresciuto del 17,7%, grazie al forte aumento dei prezzi medi di esportazione: da 2.483 €/t nel 2015 a 3.454 €/t nel 2025 (+39,1%), con un picco a 3.833 €/t nel 2022.

Il picco di valore delle esportazioni si è registrato nel 2022 (82,7 miliardi di euro), trainato dall'esplosione dei prezzi delle materie prime energetiche (il settore delle materie plastiche è fortemente dipendente da gas naturale e nafta come feedstock). La successiva normalizzazione dei prezzi energetici nel 2023-2024 ha portato a una parziale correzione.

Anno Esportazioni (Mt) Prezzo medio (€/t)
2015 24,2 2.483
2018 25,1 2.729
2020 23,6 2.807
2021 24,3 3.155
2022 22,3 3.718
2023 20,4 3.397
2025 20,5 3.454

Fonte: panoramica del commercio CN 39

2.2 Il crollo delle esportazioni verso la Russia

L'evento più drammatico nel panorama dei partner di esportazione è il crollo del flusso verso la Federazione Russa: da 3,4 miliardi di euro nel 2015 a soli 453 milioni nel 2025 (−86,7%). La Russia, che nel 2015 era il sesto partner per le esportazioni UE di materie plastiche, è uscita quasi completamente dalla mappa commerciale.

Anno Export verso Russia (€ mld)
2015 3,4
2019 4,4
2021 4,1
2022 1,7
2023 0,7
2025 0,5

Il crollo è iniziato nel 2022, in concomitanza con le sanzioni imposte dopo l'invasione dell'Ucraina, ed è stato il più rapido e marcato tra tutti i partner. Il coefficiente di variazione (CV) dei flussi export verso la Russia è di 0,56, il più elevato tra tutti i partner di esportazione analizzati, a conferma dell'estrema instabilità di questo flusso commerciale nel periodo.

Fonte: volatilità dei flussi

2.3 Gli Stati Uniti e la Svizzera compensano parzialmente la perdita russa

Il vuoto lasciato dalla Russia è stato solo in parte colmato dalla crescita verso altri mercati. Le esportazioni verso gli Stati Uniti sono cresciute da 6,3 a 10,0 miliardi di euro (+59,2%), rendendoli il principale partner extra-europeo per le esportazioni UE di CN 39 nel 2025. La Svizzera è cresciuta da 4,5 a 5,9 miliardi (+29,2%), e l'India da 1,5 a 2,0 miliardi (+36,9%).

Partner Export 2015 (€ mld) Export 2025 (€ mld) Var. %
Regno Unito 11,6 11,0 −6,0
Stati Uniti 6,3 10,0 +59,2
Turchia 4,7 5,3 +12,7
Svizzera 4,5 5,9 +29,2
Cina 5,1 6,3 +23,0
Russia 3,4 0,5 −86,7
India 1,5 2,0 +36,9

Fonte: partner principali per esportazioni

2.4 Shock di prezzo e volatilità

L'analisi degli shock ha rilevato tre eventi anomali nel periodo:

  1. Messico (2022, export, prezzo): un'anomalia di 16,8σ con uno spostamento del +32,5%, il più grande shock rilevato. È verosimilmente legato al picco dei prezzi energetici globali e all'effetto di pass-through sulle materie plastiche.

  2. Ucraina (2021, export, prezzo): anomalia di 5,1σ, spostamento del +18,1%, anch'essa collegata all'inizio della fase di rialzo dei prezzi delle materie prime.

  3. Egitto (2021, importazioni, prezzo): anomalia di 4,6σ, spostamento del +35,1%, probabilmente legata alla volatilità del mercato dei polimeri nel Mediterraneo orientale.

I flussi più volatili per coefficiente di variazione sono le importazioni dal Vietnam (CV = 0,57), dalla Turchia (CV = 0,32) e dalla Cina (CV = 0,31), tutti partner con flussi in forte crescita e dunque soggetti a oscillazioni significative.

Fonte: eventi di shock


3. Specializzazione, produzione intra-UE e composizione merceologica

3.1 La produzione UE raddoppia in volume e triplica in valore

I dati PRODCOM mostrano che la produzione intra-UE di materie plastiche è cresciuta in modo spettacolare: le quantità sono passate da 102,7 milioni di tonnellate a 219,7 milioni (+113,8%), con un picco a 239,0 milioni nel 2022. Il valore è salito da 82,5 miliardi a 266,8 miliardi di euro (+223,3%), con un massimo a 311,0 miliardi nel 2022. La crescita del valore supera quella dei volumi, riflesso del rialzo dei prezzi dei polimeri.

Fonte: volumi di produzione

3.2 Germania e Belgio al centro della specializzazione intra-UE

L'analisi della specializzazione (RSCA — Revealed Symmetric Comparative Advantage) al 2025 mostra un quadro molto chiaro:

Paese RSCA RCA Quota produzione UE Quota export totale
Lussemburgo 0,409 2,383 0,8% 0,3%
Belgio 0,199 1,497 12,7% 8,5%
Lituania 0,183 1,448 0,9% 0,6%
Polonia 0,084 1,184 7,9% 6,6%
Germania 0,083 1,182 25,0% 21,2%
Irlanda −0,688 0,185 0,4% 2,1%
Cipro −0,452 0,377 0,01% 0,03%
Danimarca −0,248 0,602 1,0% 1,7%

Fonte: specializzazione

La Germania domina per dimensione assoluta (25% della produzione UE e 21,2% delle esportazioni extra-UE di CN 39), con un RCA appena superiore a 1 (1,18). Il Belgio presenta una specializzazione più marcata (RCA = 1,50) e una quota di produzione del 12,7%, molto superiore al suo peso nel commercio totale, il che suggerisce un ruolo di hub logistico e di trasformazione per il settore chimico-plastico. Il Lussemburgo, pur con volumi minuscoli, mostra il RCA più alto (2,38), verosimilmente per effetto della raffinazione e della riconversione di resine.

3.3 Struttura delle importazioni: materie prime e prodotti a più alto valore aggiunto

Per le importazioni, i sette segmenti principali per valore nel 2025 sono:

Voce CN Descrizione Valore 2025 (€ mld) Prezzo medio (€/t)
3926 Altri articoli di materie plastiche n.e.s. 10,8 8.867
3923 Articoli per trasporto/imballaggio 6,2 4.258
3901 Polimeri di etilene 5,7 1.101
3920 Lastre, fogli, pellicole (non cellulari) 5,4 3.061
3907 Poliacetali, policarbonati, poliesteri 5,1 1.608
3902 Polimeri di propilene 2,9 1.281
3918 Rivestimenti per pavimenti 1,8 1.179/t (5,5 €/m²)

Il segmento 3918 (rivestimenti per pavimenti in plastica) ha registrato la crescita più impressionante: le importazioni in volume sono passate da 490 kt a 1.516 kt (+209%), e il valore è più che raddoppiato (da 803 milioni a 1,79 miliardi di euro). Questo riflette la crescente domanda di LVT (luxury vinyl tiles) e pavimenti in vinile, prodotti prevalentemente in Asia e in Turchia.

3.4 Struttura delle esportazioni: il declino dei cascami

Per le esportazioni, i segmenti principali nel 2025 sono:

Voce CN Descrizione Valore 2025 (€ mld) Var. volume 2015-25
3923 Articoli per trasporto/imballaggio 6,6 +22,5%
3920 Lastre, fogli, pellicole 6,2 −2,4%
3907 Poliacetali, policarbonati, poliesteri 4,9 −22,3%
3901 Polimeri di etilene 4,4 −19,7%
3902 Polimeri di propilene 2,9 −20,6%
3904 Polimeri di cloruro di vinile 2,3 −20,3%
3915 Cascami, ritagli, avanzi 0,4 −42,2%

Il segmento più colpito è 3915 (cascami e ritagli di materie plastiche): il volume è crollato da 2,53 Mt a 1,46 Mt (−42,2%) e il valore da 840 milioni a 359 milioni di euro (−57,3%). Questo declino è verosimilmente collegato all'introduzione delle restrizioni cinesi all'importazione di rifiuti plastici (politica "National Sword", 2018) e più in generale alla regolamentazione UE sui trasfrontalieri di rifiuti, che ha ridotto significativamente l'export di materiali plastici da riciclo.

Al contrario, le esportazioni di articoli per imballaggio (3923) sono cresciute da 1,19 a 1,46 Mt in volume e da 4,5 a 6,6 miliardi in valore, trainate dalla domanda globale di packaging e dalla diversificazione dei mercati di sbocco.

3.5 L'intensità commerciale e la propensione all'esportazione

L'intensità commerciale (rapporto export/produzione) dell'UE in CN 39 si è attestata intorno al 35-36% nel periodo, con una lieve flessione finale (da 36,6% a 35,4%). La propensione all'esportazione è scesa da 25,4% a 23,1% (−9,1%), segnalando che la crescita della produzione interna ha assorbito una quota crescente di domanda domestica piuttosto che essere destinata all'export. L'indicatore di salienza attribuisce alla propensione all'esportazione un punteggio di 36,0 (contro 17,8 per l'intensità commerciale), confermando che la dinamica di fondo è una riorientamento della produzione verso il mercato interno.

Fonte: intensità commerciale e propensione all'esportazione


Conclusione

Il decennio 2015–2025 ha visto il settore delle materie plastiche dell'Unione Europea attraversare una profonda trasformazione strutturale. Pur rimanendo esportatore netto, l'UE ha visto il proprio surplus commerciale dimezzarsi, trascinato da importazioni cresciute del 54% in valore (e del 50% in volume), largamente dominate dalla Cina (+125%). Sul fronte delle esportazioni, la perdita del mercato russo (−87%, effetto sanzioni) e il calo dei volumi export di quasi 4 milioni di tonnellate hanno pesato sul saldo, compensati solo in parte dall'aumento dei prezzi medi e dalla diversizzazione verso Stati Uniti, Svizzera e India.

La produzione intra-UE è raddoppiata in volume e triplicata in valore, ma la propensione a esportare è scesa, suggerendo un parziale riorientamento verso il mercato interno. Il settore resta concentrato geograficamente, con Germania e Belgio al centro della catena del valore, e presenta crescenti rischi di dipendenza dalle importazioni cinesi, come indicato dall'aumento dell'HHI di importazione.

Infine, la composizione merceologica si è evoluta: il segmento dei cascami plastici è crollato sotto l'effetto congiunto delle restrizioni cinesi e delle normative UE sui rifiuti, mentre i rivestimenti per pavimenti in plastica e gli articoli per imballaggio hanno mostrato la crescita più dinamica. L'uscita del mercato russo e la crescente competizione cinese rappresentano le sfide strategiche più rilevanti per il settore nel prossimo decennio.

Generato il 2026-08-07. Le cifre riflettono i dati Eurostat al momento della generazione e non includono revisioni successive.

Generato automaticamente: questo report vuole accelerare, non sostituire, l'analisi umana.

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