Evoluzione del mercato: Gomma e lavori di gomma (CN 40) — 2015–2025
Introduzione
Nel decennio 2015‑2025 il capitolo 40 della Nomenclatura Combinata (gomma e lavori di gomma) ha rappresentato una voce di primaria importanza per il commercio estero dell’Unione Europea. L’analisi dei dati annuali, aggregati per l’UE e per i flussi con i paesi extra‑UE, mette in luce una fase di profonda trasformazione: da un lato la bilancia commerciale si è progressivamente deteriorata, dall’altro la geografia degli scambi è stata ridisegnata da eventi geopolitici e dalla Brexit, mentre la composizione dei prodotti ha evidenziato accelerazioni disomogenee. Il presente rapporto interpreta queste dinamiche ricorrendo esclusivamente alle cifre ufficiali, restituite dalla dashboard interattiva del commercio europeo.
1. Deterioramento del saldo commerciale e crescente esposizione estera
1.1. L’UE passa da un surplus modesto a un deficit strutturale
Tra il 2015 e il 2025 il valore delle esportazioni extra‑UE è cresciuto del 20,3 % (da 17,6 a 21,1 miliardi di euro), mentre le importazioni sono aumentate del 40,7 % (da 16,7 a 23,5 miliardi). La conseguenza è stata il capovolgimento della bilancia commerciale: da un attivo di 864 milioni di euro nel 2015 si è arrivati a un passivo di 2,4 miliardi nel 2025, con un’escursione massima del deficit a 4,2 miliardi nel 2022. L’andamento è visibile nella panoramica generale degli scambi.
1.2. La dipendenza dalle importazioni nette quasi triplica
Il tasso di dipendenza dalle importazioni nette (net import reliance) è passato dal 2,7 % del 2015 al 7,2 % del 2025, toccando un massimo dell’8,4 % nel 2022. Ciò significa che una quota crescente del consumo apparente dell’UE viene soddisfatta da fornitori extra‑europei. L’indicatore è influenzato anche dal forte aumento della produzione interna — in valore, +73,2 % tra il 2015 e il 2024 — che tuttavia non è bastato a compensare l’accelerazione delle importazioni. La serie completa è consultabile nella sezione dipendenza dalle importazioni nette.
1.3. Prezzi all’importazione in forte rialzo, l’export perde competitività relativa
Nel periodo considerato il prezzo medio all’export è salito dell’11,2 % (da 4.045 a 4.496 €/ton), mentre il prezzo medio all’import ha registrato un balzo del 23,3 % (da 3.075 a 3.791 €/ton). Il differenziale ha compresso i margini dell’export e ha accentuato il valore delle importazioni, contribuendo al peggioramento della bilancia. La dinamica dei prezzi è coerente con l’aumento dei costi delle materie prime (gomma naturale e sintetica) osservato a livello mondiale, in particolare nel biennio 2021‑2022.
1.4. Propensione all’export in forte crescita
La propensione all’export (export propensity), calcolata come rapporto tra esportazioni e produzione, è passata dal 24,5 % del 2015 al 41,6 % del 2024, segnando un incremento di 17 punti percentuali. L’industria europea della gomma appare quindi sempre più orientata ai mercati extra‑UE, pur in un contesto di crescente competizione interna. Il dato è disponibile nell’apposita sezione propensione all’export.
2. Riorientamento geografico: l’ascesa della Cina, la resilienza turca e la scomparsa della Russia
2.1. La Cina consolida il ruolo di primo fornitore
Le importazioni extra‑UE dalla Cina sono più che raddoppiate nell’arco del decennio, passando da 2,7 a 6,2 miliardi di euro (+127,1 %). La quota cinese sul totale import è cresciuta costantemente, trainata sia dagli articoli in gomma (in particolare guanti e altri manufatti della voce 4015 e 4016) sia da una robusta fornitura di pneumatici. Nel 2025 la Cina rappresentava da sola oltre un quarto del valore complessivo delle importazioni extra‑UE.
2.2. La Federazione Russa crolla dopo il 2022
Le sanzioni successive all’invasione dell’Ucraina hanno letteralmente azzerato i flussi commerciali con la Russia. Le importazioni dalla Russia sono precipitate da 952 milioni di euro nel 2015 a soli 9,4 milioni nel 2025 (-99,0 %); analogamente, le esportazioni sono scese da 807 a 98 milioni (-87,9 %). La volatilità di questi flussi, già elevata in precedenza, ha raggiunto coefficienti di variazione superiori a 0,54 per l’import e 0,65 per l’export, i più alti tra tutti i partner. L’andamento per partner è documentato nei principali partner commerciali.
2.3. Il Regno Unito esce dal mercato unico e riduce gli scambi
Con la Brexit, il Regno Unito è entrato nella platea extra‑UE. Le importazioni dal Regno Unito sono diminuite del 53,6 % (da 2,4 miliardi a 1,1 miliardi), mentre le esportazioni hanno segnato un calo più contenuto (-10,6 %), mantenendo comunque volumi importanti. La vicenda britannica ha contribuito a ridurre la concentrazione geografica delle esportazioni, il cui indice HHI è sceso da 847 a 784, indicando una maggiore diversificazione.
2.4. La Turchia diventa hub per l’UE e ponte verso l’Asia
Le importazioni dalla Turchia sono cresciute del 74,1 % (da 1,2 a 2,1 miliardi) e le esportazioni del 63,3 % (da 0,99 a 1,6 miliardi). La Turchia si è affermata come secondo mercato di esportazione extra‑UE dopo gli Stati Uniti e quarto fornitore, grazie alla sua posizione geografica e alla capacità produttiva nei settori della gomma. La stabilità dei flussi (coefficienti di variazione attorno a 0,15 per l’import e 0,34 per l’export) suggerisce un’integrazione commerciale profonda.
2.5. Shock di prezzo dalla Costa d’Avorio nel 2017
L’analisi degli shock rileva un evento rilevante: nel 2017 il prezzo all’importazione dalla Costa d’Avorio (gomma naturale) è saltato del 22,7 % rispetto al biennio precedente, con un indice di anormalità di 2,9. Trattandosi di un fornitore che nel 2017 pesava per il 2,7 % delle importazioni, l’episodio ha avuto un impatto contenuto ma significativo sulla volatilità del settore. L’evento è descritto nella sezione shock di prezzo.
3. Segmenti di prodotto: il dominio degli pneumatici e la sorpresa dei cascami
3.1. Gli pneumatici nuovi restano il segmento guida
Gli pneumatici nuovi (CN 4011) hanno rappresentato la voce più rilevante sia in entrata sia in uscita. Nel 2025 le importazioni hanno raggiunto 10,7 miliardi di euro (2,7 milioni di tonnellate), le esportazioni 8,6 miliardi (1,2 milioni di tonnellate). Tuttavia, il prezzo medio all’export (6.918 €/ton nel 2025) è stato nettamente superiore a quello all’import (3.953 €/ton), segnalando la specializzazione dell’UE su pneumatici di fascia alta. La dinamica è visibile nel confronto per segmenti di prodotto.
3.2. Export di cascami di gomma in fortissima crescita
La voce CN 4004 (cascami, avanzi e ritagli di gomma non indurita) ha registrato un’esplosione delle esportazioni in quantità, passate da 299 mila tonnellate nel 2015 a 1,27 milioni nel 2025, con un aumento del 324 %. Il valore è rimasto contenuto (da 24,6 a 72,6 milioni di euro), riflettendo un prezzo medio inferiore a 60 €/ton. Questo flusso suggerisce un massiccio invio di materiale di scarto verso impianti di riciclo extra‑UE, fenomeno che merita un approfondimento sotto il profilo ambientale e regolatorio.
3.3. Gomma sintetica e naturale: pressioni sui prezzi e spostamenti dei flussi
Le importazioni di gomma naturale (CN 4001) e sintetica (CN 4002) sono cresciute in valore rispettivamente del 25,8 % e del 12,5 % tra il 2015 e il 2025, ma con oscillazioni molto pronunciate. Nel 2022 il prezzo della gomma naturale importata ha toccato i 2.017 €/ton (contro i 1.435 del 2015), per poi stabilizzarsi intorno a 1.973 €/ton nel 2025. La gomma sintetica ha seguito analogo andamento, con un picco a 2.682 €/ton nel 2022. Le esportazioni di gomma sintetica, invece, sono rimaste pressoché stabili in quantità (-24 % dal 2015 al 2025) ma hanno beneficiato di prezzi più elevati, mantenendo un saldo positivo per l’UE.
3.4. Articoli in gomma vulcanizzata e abbigliamento: alto valore unitario
La voce 4016 (altri articoli in gomma vulcanizzata) ha generato 5,2 miliardi di euro di export nel 2025, con un prezzo medio di oltre 17.900 €/ton, a testimonianza della specializzazione europea nei manufatti tecnici. Sul versante import, la voce 4015 (indumenti e guanti) ha registrato un picco anomalo nel 2021, con importazioni balzate a 5,2 miliardi di euro (trainate dalla domanda di guanti durante il COVID‑19), per poi rientrare a 1,7 miliardi nel 2025.
Conclusione
L’UE ha visto crescere in modo significativo il proprio commercio estero di gomma e lavori di gomma nel periodo 2015‑2025, ma a prezzo di un saldo commerciale divenuto negativo. La dipendenza dalle importazioni è aumentata, benché la produzione interna e la propensione all’export siano anch’esse cresciute. La geografia degli scambi è stata ridisegnata dal dominio cinese, dal tracollo russo e dall’emergere della Turchia, mentre la Brexit ha ridimensionato l’interscambio con il Regno Unito. Sul fronte dei prodotti, gli pneumatici mantengono un ruolo centrale, ma l’esplosione delle esportazioni di cascami segnala nuovi flussi di economia circolare, mentre le materie prime restano esposte a forti oscillazioni di prezzo. Il quadro complessivo delinea un settore più aperto e dinamico, ma anche più vulnerabile agli shock esterni.