Evoluzione del mercato: Cacao e preparazioni (CN 18) — 2015–2025
Introduzione
Il settore del cacao e delle sue preparazioni (codice doganale CN 18) rappresenta una delle filiere agroalimentari più strategiche per l'Unione Europea. Il codice raggruppa sei sottocategorie — dai fave di cacao grezze (1801) al burro di cacao (1804), dalla pasta di cacao (1803) alla cioccolata finita e altre preparazioni (1806) — che coprono l'intera catena del valore, dalla materia prima al prodotto finito. Nel periodo 2015–2025, il mercato europeo del cacao ha attraversato trasformazioni profonde, culminate in uno shock dei prezzi senza precedenti nel biennio 2024–2025. Il presente rapporto analizza le principali dinamiche osservabili nei dati commerciali, con particolare attenzione ai volumi, ai prezzi, alla struttura degli scambi e alle implicazioni strategiche per l'autonomia dell'UE.
1. Lo shock dei prezzi del 2024–2025: valore in forte crescita, volumi sostanzialmente stabili
La crescita esponenziale del valore commerciale
L'aspetto più rilevante del decennio è l'impennata del valore degli scambi con il mondo extra-UE, concentrata nel biennio finale. Le importazioni dell'UE in valore sono cresciute da 7,3 miliardi di EUR nel 2015 a 21,9 miliardi di EUR nel 2025, registrando un aumento complessivo del +199,9%. Le esportazioni, nello stesso periodo, sono passate da 7,0 miliardi a 16,2 miliardi di EUR (+133,2%). Questa crescita è avvenuta in larga misura nel solo biennio 2024–2025, come si evince dalla serie storica delle importazioni per sottoprodotto:
| Anno | Valore importazioni 1801 (mld EUR) | Valore importazioni 1803 (mld EUR) | Valore importazioni 1806 (mld EUR) |
|---|---|---|---|
| 2015 | 4,12 | 0,89 | 1,26 |
| 2019 | 4,05 | 0,80 | 1,46 |
| 2022 | 3,68 | 1,04 | 1,48 |
| 2023 | 4,44 | 1,23 | 1,69 |
| 2024 | 8,72 | 2,02 | 2,14 |
| 2025 | 12,37 | 3,04 | 2,63 |
(Fonte: panoramica generale)
Volumi stabili, prezzi raddoppiati o triplicati
A differenza del valore, i volumi importati sono rimasti relativamente costanti. Le importazioni totali in tonnellate sono cresciute solo del +10,4% nel periodo (da 2,3 Mt a 2,5 Mt), con un picco nel 2019 a 2,9 Mt. L'aumento del valore è quindi interamente attribuibile all'incremento dei prezzi unitari:
| Prodotto | Prezzo medio import 2015 (EUR/t) | Prezzo medio import 2023 (EUR/t) | Prezzo medio import 2025 (EUR/t) | Var. 2015→2025 |
|---|---|---|---|---|
| 1801 – Fave di cacao | 2.830 | 2.676 | 8.077 | +185% |
| 1803 – Pasta di cacao | 2.768 | 3.278 | 8.163 | +195% |
| 1804 – Burro di cacao | 4.952 | 4.493 | 14.876 | +200% |
| 1806 – Cioccolata e prep. | 5.040 | 5.612 | 8.483 | +68% |
| 1805 – Cacao in polvere | 2.158 | 3.140 | 6.716 | +211% |
(Fonte: segmentazione per prodotto)
Il burro di cacao (1804) ha registrato l'aumento più drammatico, con prezzi quasi triplicati tra il 2023 e il 2025, passando da 4.493 a 14.876 EUR/t. Le fave di cacao (1801) e la pasta di cacao (1803) hanno seguito un andamento simile, con prezzi che si sono più che triplicati nell'ultimo biennio. Questo shock è coerente con la crisi globale dell'offerta di cacao del 2024, legata a condizioni climatiche avverse nell'Africa occidentale e a malattie delle colture.
Un pattern analogo sul lato delle esportazioni
Anche le esportazioni mostrano la stessa dinamica: volumi cresciuti del +19,1% (da 1,51 Mt a 1,80 Mt) ma prezzi unitari aumentati del +95,8% (da 4.611 a 9.027 EUR/t in media). La cioccolata e le preparazioni (1806), che rappresentano il cuore dell'export europeo, hanno visto i prezzi passare da 5.173 a 8.635 EUR/t. I prodotti a base di cacao in polvere (1805) e pasta di cacao (1803) esportati hanno registrato incrementi ancora più marcati, rispettivamente da 2.208 a 6.959 EUR/t e da 3.674 a 10.986 EUR/t.
2. Il deficit commerciale strutturale e la crescente dipendenza dall'Africa occidentale
Da equilibrio a squilibrio: l'evoluzione della bilancia commerciale
Nel 2015, la bilancia commerciale dell'UE per il settore CN 18 era in lieve deficit (-346 milioni di EUR). Nel 2021, l'UE ha addirittura registrato un avanzo di 1,69 miliardi di EUR. Tuttavia, nel biennio 2024–2025 il quadro si è capovolto radicalmente, con il deficit che ha raggiunto i -5,68 miliardi di EUR nel 2025. Questo deterioramento è il riflesso diretto dello shock dei prezzi: l'UE, importatore netto di materie prime (fave di cacao, pasta, burro), ha subìto l'incremento dei costi di approvvigionamento in misura maggiore rispetto al rialzo dei prezzi dei prodotti finiti esportati.
| Indicatore | 2015 | 2019 | 2021 | 2025 |
|---|---|---|---|---|
| Bilancia commerciale (mld EUR) | -0,35 | +0,58 | +1,69 | -5,68 |
| Dipendenza netta dalle importazioni (%) | -5,9 | -9,3 | -8,2 | -22,7 |
(Fonte: vulnerabilità e autonomia)
L'Africa occidentale come fornitore dominante
La struttura degli approvvigionamenti è fortemente concentrata geograficamente. I quattro principali fornitori dell'UE — Costa d'Avorio, Ghana, Nigeria e Camerun — sono tutti Paesi dell'Africa occidentale. Nel 2025, questi quattro Paesi hanno fornito complessivamente circa 14,9 miliardi di EUR di prodotti CN 18 all'UE, pari a oltre il 68% del totale delle importazioni. L'evoluzione nel tempo è la seguente:
| Partner | Importazioni 2015 (mld EUR) | Importazioni 2025 (mld EUR) | Variazione (%) |
|---|---|---|---|
| Costa d'Avorio | 2,74 | 8,21 | +199,7 |
| Ghana | 1,22 | 2,64 | +115,5 |
| Nigeria | 0,43 | 2,01 | +373,3 |
| Camerun | 0,44 | 2,07 | +373,1 |
| Ecuador | 0,15 | 1,23 | +722,6 |
(Fonte: partner principali)
L'Ecuador emerge come partner emergente, con una crescita del +722,6%, passando da 150 milioni a 1,23 miliardi di EUR. L'indice di concentrazione HHI sulle importazioni per valore è sceso leggermente da 1.923 a 1.817, suggerendo una modesta diversificazione dei fornitori, pur restando il peso dell'Africa occidentale dominante.
Volatilità e fragilità delle catene di approvvigionamento
L'analisi della volatilità rivela profili di rischio significativamente diversi tra i fornitori. L'Ecuador presenta il più alto coefficiente di variazione (CV = 0,365) tra i principali fornitori, a conferma della sua crescita recente e discontinua. Guinea (CV = 0,608), Perù (0,272) e Indonesia (0,227) mostrano anch'essi alta volatilità. Al contrario, la Svizzera (CV = 0,050) e la Costa d'Avorio (CV = 0,111) rappresentano forniture relativamente stabili.
(Fonte: barre di volatilità)
3. L'UE come hub di trasformazione: specializzazione, produzione e mercati di sbocco
Importare fave, esportare cioccolata: la logica della catena del valore
La struttura degli scambi dell'UE riflette chiaramente il suo ruolo di hub di trasformazione del cacao. Sul lato delle importazioni, le fave di cacao grezze (1801) dominano in volume, rappresentando circa il 61% delle importazioni totali nel 2025 (1,53 Mt su 2,50 Mt). Seguono la pasta di cacao (1803, 15%) e la cioccolata (1806, 12%). Sul lato delle esportazioni, la composizione è inversa: la cioccolata e le preparazioni (1806) costituiscono il 68% del volume esportato (1,22 Mt su 1,80 Mt), seguita dal cacao in polvere (1805, 18%) e dalla pasta di cacao (1803, 6%).
| Prodotto | Quota import vol. 2025 | Quota export vol. 2025 |
|---|---|---|
| 1801 – Fave di cacao | 61% | 2% |
| 1803 – Pasta di cacao | 15% | 6% |
| 1804 – Burro di cacao | 9% | 6% |
| 1805 – Cacao in polvere | 2% | 18% |
| 1806 – Cioccolata e prep. | 12% | 68% |
Crescita della produzione e propensione all'esportazione
La produzione interna dell'UE nel settore CN 18 è cresciuta in modo significativo: +43,5% in volume (da 5,16 a 7,40 Mt) e +74,0% in valore (da 18,6 a 32,4 miliardi di EUR) nel periodo considerato. Questa crescita ha alimentato un aumento marcato della propensione all'esportazione, passata dal 12,9% nel 2015 al 39,7% nel 2025 (+206,9%). L'indicatore di intensità commerciale è anch'esso raddoppiato, dal 18,9% al 50,3%, a testimonianza di un settore sempre più integrato nei mercati globali.
Paesi Bassi, Germania e Belgio al centro della filiera
I Paesi Bassi sono il principale hub europeo per il cacao, sia in importazione (8,80 mld EUR nel 2025, +202% rispetto al 2015) sia in esportazione (4,46 mld EUR, +195%). Il Paese ospita il porto di Rotterdam e importanti stabilimenti di torrefazione e concaggio. La Germania (2,87 mld EUR in import, 3,18 mld EUR in export) e il Belgio (2,90 mld EUR in import, 2,21 mld EUR in export) completano il trio dei principali trasformatori.
L'analisi della specializzazione conferma questo quadro. Nel 2025, i Paesi più specializzati nel settore CN 18 sono il Belgio (RSCA = 0,330), i Paesi Bassi (RSCA = 0,247) e, a sorpresa, Croazia (0,240) e Bulgaria (0,159). Al contrario, Malta (RSCA = -0,996), Irlanda (-0,931) e Cipro (-0,928) risultano fortemente non specializzati.
(Fonte: specializzazione)
I principali mercati di destinazione delle esportazioni
Il Regno Unito resta di gran lunga il principale mercato di sbocco per le esportazioni europee, con 4,18 miliardi di EUR nel 2025 (+89,7% rispetto al 2015). Seguono gli Stati Uniti (1,98 mld EUR, +228%), la Russia (1,01 mld EUR, +170%), la Svizzera (1,19 mld EUR, +162%) e la Turchia (0,90 mld EUR, +260%). L'Ucraina ha registrato la crescita più impressionante (+502,8%), passando da 87 milioni a 527 milioni di EUR. La concentrazione HHI delle esportazioni è diminuita da 1.256 a 1.013, indicando una progressiva diversificazione dei mercati di sbocco.
(Fonte: partner principali export)
Conclusione
Il periodo 2015–2025 segna una svolta decisiva per il mercato europeo del cacao. Il decennio si è concluso con uno shock dei prezzi senza precedenti nel biennio 2024–2025, che ha provocato un raddoppio o triplicazione dei prezzi unitari su quasi tutte le sottocategorie, a fronte di volumi sostanzialmente stabili. Questo shock ha trasformato una bilancia commerciale che nel 2021 era in attivo di 1,69 miliardi di EUR in un deficit record di 5,68 miliardi di EUR nel 2025, portando la dipendenza netta dalle importazioni al -22,7%.
L'analisi evidenzia una duplice vulnerabilità strutturale dell'UE: da un lato, la forte concentrazione geografica degli approvvigionamenti nell'Africa occidentale (Costa d'Avorio, Ghana, Nigeria, Camerun), regione esposta a rischi climatici e di instabilità; dall'altro, la natura prevalentemente price-taker dell'UE nelle materie prime del cacao. Tuttavia, il settore mostra anche segnali di resilienza: la produzione interna è cresciuta del 43,5%, la propensione all'esportazione è quasi quadruplicata, e i mercati di sbocco si sono progressivamente diversificati. L'UE, e in particolare il triangolo Paesi Bassi-Germania-Belgio, rimane un hub globale di trasformazione del cacao — ma la crisi dei prezzi del 2024–2025 dimostra che la competitività della filiera dipende in ultima analisi dalla stabilità delle forniture di materia prima e dalla capacità di trasferire i costi crescenti lungo la catena del valore.