Evoluzione del mercato: Cacao e preparazioni (CN 18) — 2015–2025
Introduzione
Nel periodo 2015–2025 il commercio estero dell’Unione Europea per il capitolo 18 della nomenclatura combinata — “Cacao e sue preparazioni” — è stato caratterizzato da un’accelerazione straordinaria dei valori, guidata quasi esclusivamente dall’impennata dei prezzi internazionali. I volumi scambiati sono rimasti relativamente stabili, mentre il valore delle importazioni è quasi triplicato e quello delle esportazioni è più che raddoppiato. La bilancia commerciale, dopo una breve parentesi di surplus nel 2022, ha registrato un deficit senza precedenti. Parallelamente, la geografia degli scambi si è leggermente diversificata pur restando dominata da pochi paesi africani per gli approvvigionamenti di materia prima e dai tradizionali mercati di sbocco per i prodotti trasformati. L’aumento della dipendenza dalle importazioni nette e la forte volatilità dei prezzi pongono il settore di fronte a nuove vulnerabilità strutturali.
La presente analisi descrive e interpreta le principali dinamiche osservate, utilizzando esclusivamente i dati della dashboard COMEXT Andamento generale degli scambi e delle relative sezioni tematiche.
1. Un decennio di crescita esplosiva: il valore del commercio spinto dai prezzi
1.1 Il valore complessivo degli scambi quasi triplica in dieci anni
Nel 2015 le esportazioni extra-UE di cacao e preparazioni ammontavano a 6,95 miliardi di euro, mentre le importazioni raggiungevano 7,30 miliardi. Nel 2025 i valori sono balzati rispettivamente a 16,22 miliardi (+133,2%) e 21,89 miliardi (+199,9%) — Andamento generale degli scambi. L’accelerazione è concentrata nel biennio 2024-2025, quando il valore delle importazioni è passato da 8,67 a 21,89 miliardi di euro.
| Indicatore (miliardi di €) | 2015 | 2019 | 2022 | 2024 | 2025 | Variazione 2015–2025 |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Export | 6,95 | 7,59 | 9,12 | 13,09 | 16,22 | +133,2% |
| Import | 7,30 | 7,52 | 7,42 | 15,59 | 21,89 | +199,9% |
| Saldo commerciale | –0,35 | +0,07 | +1,69 | –2,50 | –5,68 | – |
1.2 I volumi ristagnano: la crescita è interamente di prezzo
L’aumento dei valori non è alimentato da un’espansione delle quantità. Le importazioni in volume sono cresciute solo del 10,4% (da 2,27 a 2,50 milioni di tonnellate), mentre le esportazioni sono aumentate del 19,1% (da 1,51 a 1,80 milioni di tonnellate). Il prezzo medio implicito all’importazione è invece più che raddoppiato, passando da 3.218 €/t a 8.745 €/t (+171,8%), mentre quello all’esportazione è salito da 4.611 €/t a 9.027 €/t (+95,8%). L’intera dinamica è quindi trainata dall’aumento dei corsi del cacao grezzo e dei semilavorati.
1.3 Il saldo commerciale scivola in un disavanzo record
Fino al 2022 il settore mostrava una sostanziale parità, con una bilancia alternativamente in lieve disavanzo o surplus (massimo +1,69 miliardi nel 2022). Dal 2023 la situazione si inverte bruscamente: nel 2025 il deficit raggiunge –5,68 miliardi di euro. Poiché le quantità scambiate non hanno subito variazioni drammatiche, il deterioramento del saldo riflette l’asimmetria con cui l’aumento dei prezzi ha colpito le importazioni (materia prima) rispetto alle esportazioni (prodotti trasformati), comprimendo i margini dell’industria di trasformazione europea.
2. Riorganizzazione geografica: fornitori africani e nuovi mercati di sbocco
2.1 L’Africa occidentale domina gli approvvigionamenti di cacao in grani
I primi quattro fornitori extra-UE appartengono tutti all’Africa occidentale e rappresentano da soli la maggioranza del valore importato. La loro crescita in valore è eccezionale, spinta dai prezzi del cacao grezzo — Principali partner commerciali.
| Fornitore (import) | 2015 (mld €) | 2025 (mld €) | Variazione % |
|---|---|---|---|
| Côte d’Ivoire | 2,74 | 8,21 | +199,7% |
| Ghana | 1,22 | 2,64 | +115,5% |
| Nigeria | 0,43 | 2,01 | +373,3% |
| Cameroon | 0,44 | 2,07 | +373,1% |
| Ecuador | 0,15 | 1,23 | +722,6% |
| Regno Unito | 0,71 | 1,11 | +56,2% |
| Svizzera | 0,52 | 0,87 | +66,8% |
L’Ecuador ha registrato la crescita percentuale più elevata tra i fornitori significativi, segnalando un ampliamento delle fonti di approvvigionamento.
2.2 Le esportazioni si diversificano: Regno Unito, Stati Uniti e nuovi mercati emergenti
Sul lato delle esportazioni, il Regno Unito resta il principale mercato (4,18 miliardi nel 2025), ma gli Stati Uniti consolidano la seconda posizione con una crescita del 228,3%. Mercati come Turchia, Ucraina e Russia hanno mostrato dinamiche molto vivaci, mentre la Svizzera e il Canada mantengono un profilo di crescita solido — Principali partner commerciali.
| Cliente (export) | 2015 (mld €) | 2025 (mld €) | Variazione % |
|---|---|---|---|
| Regno Unito | 2,20 | 4,18 | +89,7% |
| Stati Uniti | 0,60 | 1,98 | +228,3% |
| Russia | 0,38 | 1,01 | +170,2% |
| Svizzera | 0,45 | 1,19 | +161,6% |
| Turchia | 0,25 | 0,90 | +260,2% |
| Ucraina | 0,09 | 0,53 | +502,8% |
| Canada | 0,18 | 0,46 | +152,6% |
2.3 La concentrazione geografica si attenua leggermente
Nonostante il peso dei grandi attori, il commercio UE del cacao mostra un processo di modesta diversificazione. L’indice di Herfindahl-Hirschman (HHI) per le importazioni è sceso da 1.923 a 1.817 (–5,6%), mentre quello per le esportazioni è calato da 1.256 a 1.013 (–19,4%) — Concentrazione geografica (HHI). La dinamica è più marcata sul versante export, segnalando una platea di clienti in allargamento, favorita anche dalla presenza di nuovi poli di consumo.
3. Vulnerabilità strutturali: shock di prezzo e dipendenza dagli approvvigionamenti
3.1 L’impennata dei prezzi del cacao grezzo si trasmette all’intera filiera
L’analisi per sottocategoria mostra come il rincaro abbia colpito tutti i segmenti, a partire dalla materia prima. Il prezzo medio all’importazione delle fave di cacao (CN 1801) è passato da 2,83 €/kg nel 2015 a 8,08 €/kg nel 2025; la pasta di cacao (1803) da 2,77 a 8,16 €/kg; il burro di cacao (1804) da 4,95 a 14,88 €/kg — Scomposizione per sottocategoria.
| Sottocategoria (import) | Prezzo 2015 (€/kg) | Prezzo 2025 (€/kg) | Variazione % |
|---|---|---|---|
| Fave di cacao (1801) | 2,83 | 8,08 | +185% |
| Pasta di cacao (1803) | 2,77 | 8,16 | +195% |
| Burro di cacao (1804) | 4,95 | 14,88 | +200% |
| Cacao in polvere (1805) | 2,16 | 6,72 | +211% |
| Cioccolato e prepar. (1806) | 5,04 | 8,48 | +68% |
Sul lato export, gli aumenti di prezzo sono stati meno accentuati ma comunque molto forti, segno che l’industria europea non ha potuto scaricare interamente l’aumento dei costi.
3.2 La dipendenza dell’UE dalle importazioni nette si approfondisce
L’indicatore di “net import reliance” (importazioni nette in rapporto alla domanda interna) è passato da –5,9% nel 2015 a –22,7% nel 2025, con un picco di –26,6% nel 2022 — Dipendenza netta dalle importazioni. Nello stesso periodo l’intensità commerciale (somma di export e import in rapporto alla produzione) è schizzata dal 18,9% al 50,3% e la propensione all’export dal 12,9% al 39,7% — Produzione UE. L’UE si conferma un grande polo di trasformazione, ma la crescente esposizione alle importazioni la rende più vulnerabile agli shock sui mercati mondiali.
3.3 Rischi di volatilità e fornitura: un settore esposto ai cicli delle materie prime
L’analisi della volatilità dei flussi evidenzia che i coefficienti di variazione delle quantità importate sono particolarmente elevati per Ecuador (0,37), Guinea (0,61) e Ucraina (0,37) — Volatilità dei flussi per partner. La dashboard segnala inoltre diversi shock di prezzo su singoli fornitori (ad esempio Burkina Faso, Emirati Arabi Uniti), ma la vera vulnerabilità sistemica risiede nella dipendenza da un pugno di paesi dell’Africa occidentale per gli approvvigionamenti di fave. Eventi climatici, logistici o geopolitici in quelle aree possono rapidamente tradursi in tensioni sui prezzi e sulla disponibilità di materia prima per l’industria di trasformazione europea — Eventi di shock.
Conclusione
Il periodo 2015–2025 ha ridisegnato il profilo del commercio UE di cacao e preparazioni. La crescita esplosiva dei valori è stata interamente generata dall’aumento dei prezzi, a fronte di volumi quasi invariati. L’Europa ha conservato il suo ruolo di hub di trasformazione, ma la bilancia commerciale ha registrato un peggioramento strutturale, con un deficit che nel 2025 ha superato i 5,6 miliardi di euro. La geografia degli scambi si è leggermente diversificata, ma la forte concentrazione delle importazioni di materia prima in Africa occidentale e la crescente dipendenza netta dalle forniture esterne costituiscono fattori di rischio rilevanti. L’evoluzione futura dipenderà dalla capacità del settore di gestire la volatilità dei prezzi e di rafforzare relazioni commerciali stabili con i paesi produttori.