Evoluzione del mercato: Zinco e leghe di zinco (CN 79) — 2015–2025
Introduzione
Il presente rapporto analizza l'evoluzione degli scambi commerciali dell'Unione Europea con i paesi terzi per il capitolo doganale CN 79 ("Zinco e lavori di zinco") nel periodo 2015–2025. Il capitolo comprende diverse sottocategorie: zinco greggio (7901), cascami e avanzi (7902), zinco polverizzato (7903), barre, aste, profilati e fili (7904), lamiere, fogli e nastri (7905), e articoli di zinco vari (7907). L'analisi evidenzia una trasformazione strutturale significativa del settore, caratterizzata dal passaggio dell'UE da importatore netto a esportatore netto, da un profondo riorientamento dei partner commerciali e da un ciclo di volatilità dei prezzi legato agli shock globali del periodo 2021–2022.
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1. Dalla dipendenza importatrice all'autosufficienza esportatrice: la svolta strutturale dell'UE nello zinco
1.1 L'Unione Europea è passata da importatore netto a esportatore netto di zinco
Il dato più rilevante dell'intero periodo è il rovesciamento della bilancia commerciale dell'UE nel settore dello zinco. Nel 2015 la dipendenza netta dalle importazioni si attestava al +8,0%, segnando una posizione di importatore netto. Nel 2025 tale indicatore si è invertita fino a raggiungere il -11,0%, indicando che l'UE è diventata un esportatore netto di zinco verso i mercati extra-UE.
| Indicatore | 2015 | 2025 | Variazione % |
|---|---|---|---|
| Esportazioni (valore, Mld EUR) | 1,01 | 1,74 | +72,9% |
| Esportazioni (quantità, kt) | 484 | 610 | +25,9% |
| Importazioni (valore, Mld EUR) | 0,80 | 0,90 | +13,4% |
| Importazioni (quantità, kt) | 342 | 263 | -23,0% |
| Saldo commerciale (Mld EUR) | +0,21 | +0,84 | +295,2% |
| Dipendenza netta (%) | +8,0 | -11,0 | n.a. |
Fonte: Bilancia commerciale e indicatori di dipendenza
1.2 Il volume importato è diminuito mentre il valore è aumentato: segnale di un rincaro strutturale dei prezzi
Le importazioni dell'UE hanno registrato una contrazione quantitativa del 23,0% (da 342.073 t a 263.379 t), con un minimo storico di 259.163 t nel 2025. Nonostante ciò, il valore complessivo delle importazioni è cresciuto del 13,4%, passando da 796 milioni a 902 milioni di EUR. Questo apparente paradosso si spiega con l'aumento del prezzo medio unitario delle importazioni, cresciuto del 47,3% (da 2.326 EUR/t a 3.424 EUR/t). Il prezzo ha raggiunto un picco di 3.994 EUR/t nel 2022, in corrispondenza della crisi energetica globale.
Sul fronte esportazioni, la crescita è stata trainata tanto dai volumi (+25,9%) quanto dai prezzi (+37,2%), con il prezzo medio passato da 2.082 EUR/t a 2.858 EUR/t.
1.3 La produzione interna dell'UE è più che raddoppiata in volume
La produzione comunitaria di zinco ha mostrato una crescita spettacolare: la quantità è passata da 2,68 miliardi di kg a 5,55 miliardi di kg (+107,4%), mentre il valore è cresciuto dal 6,69 mld EUR al 9,10 mld EUR (+36,0%). La crescita più che proporzionale dei volumi rispetto al valore suggerisce un aumento della capacità produttiva effettiva e non solo un effetto prezzo. Questo rafforzamento della base produttiva europea è uno dei fattori chiave che spiegano la transizione verso l'autosufficienza.
| Indicatore | 2015 | 2025 | Variazione % |
|---|---|---|---|
| Produzione quantità (Mld kg) | 2,68 | 5,55 | +107,4% |
| Produzione valore (Mld EUR) | 6,69 | 9,10 | +36,0% |
Fonte: Volumi di produzione
1.4 La propensione all'esportazione dell'UE si è più che raddoppiata
La propensione all'esportazione (rapporto esportazioni/produzione) è passata dal 9,4% al 19,7% (+109,3%), rappresentando l'indicatore di vulnerabilità con il punteggio di rilevanza più elevato (139,6 contro 38,7 dell'intensità commerciale). Questo dato conferma che l'industria europea dello zinco si è progressivamente orientata verso i mercati esteri, trasformando la propria posizione competitiva.
Fonte: Propensione all'esportazione
2. Riorientamento geopolitico dei flussi: nuovi partner, nuove dipendenze
2.1 L'export UE verso la Turchia è triplicato, trainando la crescita complessiva
La Turchia è emersa come il principale partner di esportazione dell'UE per lo zinco, con un incremento del valore da 146 milioni a 409 milioni di EUR (+180,7%). Al 2025, la Turchia assorbe da sola circa il 23% del valore totale delle esportazioni extra-UE di zinco. Questa dinamica riflette sia la forte domanda industriale turca sia il ruolo della Turchia come hub di rilavorazione e riesportazione verso i mercati mediorientali.
| Partner export (valore) | 2015 (Mln EUR) | 2025 (Mln EUR) | Var. % |
|---|---|---|---|
| Turchia | 146 | 409 | +180,7% |
| Regno Unito | 83 | 93 | +12,6% |
| Norvegia | 18 | 35 | +99,9% |
| India | 21 | 115 | +441,9% |
| Singapore | 13 | 91 | +572,8% |
| Cina | 88 | 33 | -61,8% |
| Stati Uniti | 243 | 78 | -67,8% |
Fonte: Principali partner per le esportazioni
2.2 Le esportazioni verso Cina e Stati Uniti sono crollate, segnalando un riposizionamento strategico
Contemporaneamente alla crescita verso i mercati emergenti, le esportazioni UE verso i due principali partner tradizionali hanno subito un brusco ridimensionamento. Le vendite verso gli Stati Uniti sono passate da 243 milioni a 78 milioni di EUR (-67,8%), mentre quelle verso la Cina si sono ridotte da 88 milioni a 33 milioni di EUR (-61,8%). Questi cali riflettono probabilmente una combinazione di fattori: le tensioni commerciali USA-Cina e le relative ristrutturazioni delle catene del valore, nonché l'aumento della capacità produttiva interna sia in Europa sia in Cina.
2.3 L'importazione da Kazakhstan e Namibia è collassata, mentre la Norvegia consolida la leadership
Sul fronte importazioni, le dinamiche più eclatanti riguardano il crollo delle forniture da Kazakhstan (-99,9%, da 3,5 mln a poche migliaia di EUR) e da Namibia (-99,3%, da 84 milioni a 0,6 mln di EUR). L'uscita di scena del Kazakhstan è verosimilmente collegata all'impatto delle sanzioni e delle restrizioni logistiche successive al 2022, mentre la flessione della Namibia riflette l'esaurimento o la riconfigurazione delle catene di approvvigionamento minerarie.
La Norvegia, primo fornitore dell'UE, ha quasi raddoppiato il proprio valore esportato verso l'UE (da 186 milioni a 359 milioni di EUR, +92,4%), consolidando la sua posizione. Il Perù è rimasto il secondo fornitore (+42,6%, da 166 a 237 milioni di EUR).
| Partner import (valore) | 2015 (Mln EUR) | 2025 (Mln EUR) | Var. % |
|---|---|---|---|
| Norvegia | 186 | 359 | +92,4% |
| Perù | 166 | 237 | +42,6% |
| Regno Unito | 125 | 35 | -72,1% |
| Messico | 49 | 15 | -68,3% |
| Namibia | 84 | 0,6 | -99,3% |
| Kazakhstan | 3,5 | 0,003 | -99,9% |
| India | 5 | 12 | +155,4% |
2.4 Il Brexit ha profondamente ridisegnato il ruolo del Regno Unito nel commercio UE di zinco
Il Regno Unito rappresenta un caso emblematico. Sul fronte importazioni, il suo peso è crollato del 72,1% (da 125 milioni a 35 milioni di EUR). Sul fronte esportazioni, la flessione è stata molto più contenuta (+12,6%, da 83 a 93 milioni di EUR). Il coefficiente di variazione delle importazioni dal Regno Unito è pari a 0,75, il più elevato tra i principali partner europei, a testimonianza dell'instabilità introdotta dalla nuova configurazione doganale post-Brexit.
2.5 La concentrazione delle importazioni è aumentata significativamente, riducendo la diversificazione
L'indice HHI (Herfindahl-Hirschman) delle importazioni è cresciuto del 64,1% (da 1.536 a 2.520), segnalando una concentrazione crescente delle fonti di approvvigionamento. In termini di volume, l'HHI è aumentato ancora di più (+79,2%, da 1.841 a 3.298). Questo aumento di concentrazione rappresenta un potenziale rischio di vulnerabilità, poiché l'UE dipende ora da un numero minore di fornitori — primariamente Norvegia e Perù — per una quota maggiore del proprio fabbisogno di zinco greggio.
Al contrario, l'HHI delle esportazioni è diminuito del 25,3% (da 1.105 a 826), indicando una maggiore diversificazione dei mercati di destinazione, con la crescita di mercati come India, Singapore e Turchia che compensa il calo verso USA e Cina.
Fonte: Indici di concentrazione HHI
2.6 La specializzazione produttiva dell'UE è concentrata nel Nord Europa
L'analisi della specializzazione (RSCA) al 2025 mostra che la Finlandia è il paese UE più specializzato nell'esportazione di zinco (RSCA = 0,85), seguita da Bulgaria (0,49), Belgio (0,39), Paesi Bassi (0,25) e Spagna (0,18). I Paesi Bassi e il Belgio, pur avendo un RSCA moderato, detengono le quote più elevate del valore esportato dell'UE (rispettivamente 14,5% e 8,5% della produzione totale), giocando un ruolo di hub logistici.
Fonte: Specializzazione dei paesi UE
3. Prezzi, volatilità e shock: il ciclo 2021–2022 e le sue conseguenze
3.1 I prezzi dello zinco hanno seguito un ciclo espansivo culminato nel 2022
L'analisi dei prezzi medi delle diverse sottocategorie rivela un andamento comune: una fase di crescita moderata nel 2015–2019, una flessione nel 2020 (anno della pandemia), un'impennata nel 2021–2022 e una parziale normalizzazione nel 2023–2025. Lo zinco greggio (7901), che rappresenta la componente dominante degli scambi, ha visto il prezzo medio di importazione salire da 1.961 EUR/t nel 2015 a un picco di 3.612 EUR/t nel 2022 (+84%), per poi ridiscendere a 2.786 EUR/t nel 2025.
| Sottocategoria | Prezzo import 2015 (EUR/t) | Prezzo import 2022 (EUR/t) | Prezzo import 2025 (EUR/t) | Var. 2015–2025 |
|---|---|---|---|---|
| 7901 — Zinco greggio | 1.961 | 3.612 | 2.786 | +42,1% |
| 7903 — Zinco polverizzato | 2.675 | 3.893 | 3.677 | +37,5% |
| 7905 — Lamiere, fogli, nastri | 2.555 | 4.198 | 3.543 | +38,7% |
| 7907 — Articoli di zinco | 7.392 | 12.331 | 10.721 | +45,0% |
Fonte: Dettaglio segmenti di prodotto
3.2 Lo zinco greggio domina gli scambi, ma i segmenti a maggiore valore aggiunto mostrano dinamiche divergenti
Lo zinco greggio (7901) rappresenta la stragrande maggioranza sia delle importazioni (208.258 t nel 2025, pari al 79% del volume totale importato) sia delle esportazioni (467.296 t, pari al 77% del volume totale esportato). Tuttavia, le importazioni di 7901 sono diminuite del 26,3% in volume rispetto al 2015 (da 282.432 t), coerentemente con il rafforzamento della produzione interna.
L'articolo di zinco n.e.s. (7907) rappresenta il segmento a più alto valore aggiunto nelle importazioni (prezzo medio 10.721 EUR/t nel 2025), con volumi stabili intorno a 20.000 t annue e un valore cresciuto da 156 milioni a 222 milioni di EUR (+41,7%). Si tratta di un segmento di nicchia ma ad alta redditività.
Le lamiere, fogli e nastri di zinco (7905) mostrano un calo importante nelle importazioni (-36,8% in volume), compensato da un aumento delle esportazioni (da 6.033 t a 10.152 t), suggerendo un miglioramento della competitività europea in questo segmento.
3.3 Gli shock di prezzo del 2017 e del 2022 hanno colpito partner specifici
L'analisi degli shock ha rilevato tre eventi significativi nel periodo:
| Anno | Partner | Flusso | Tipo shock | Variazione prezzo | Indice anomalia |
|---|---|---|---|---|---|
| 2017 | Malaysia | Export | Prezzo | +43,1% | 58,8 |
| 2017 | Messico | Import | Prezzo | +39,7% | 50,6 |
| 2022 | Arabia Saudita | Export | Prezzo | +379,7% | 26,0 |
Lo shock più pronunciato in termini di variazione percentuale è quello registrato nelle esportazioni verso l'Arabia Saudita nel 2022 (+379,7% di prezzo), in piena crisi energetica globale. Gli shock del 2017 su Malaysia e Messico, pur meno estremi in termini percentuali, hanno mostrato indici di anomalia più elevati, indicando deviazioni significative rispetto alla tendenza storica.
Fonte: Shock di approvvigionamento
3.4 La volatilità delle importazioni è più elevata per i partner emergenti
L'analisi dei coefficienti di variazione (CV) rivela pattern distinti per importazioni ed esportazioni. Per le importazioni, i partner più volatili sono India (CV = 2,52), Corea del Sud (2,06) e Kazakhstan (1,41), mentre i fornitori principali — Norvegia (0,11) e Perù (0,12) — mostrano una stabilità eccellente. Per le esportazioni, Singapore (CV = 1,47) e Cina (1,31) presentano i flussi più instabili, mentre Regno Unito (0,29), Egitto (0,26) e Marocco (0,19) sono i mercati più stabili.
Questa distribuzione della volatilità suggerisce che i flussi commerciali dell'UE con i partner principali consolidati sono relativamente prevedibili, mentre i rapporti con i partner emergenti o in declino sono soggetti a oscillazioni significative.
Fonte: Analisi della volatilità
Conclusione
Il mercato europeo dello zinco (CN 79) ha attraversato una profonda trasformazione strutturale nel periodo 2015–2025. Tre dinamiche principali emergono dall'analisi dei dati.
In primo luogo, l'Unione Europea è transitata da una posizione di importatore netto (+8% di dipendenza nel 2015) a quella di esportatore netto (-11% nel 2025), sostenuta da un raddoppio della produzione interna (+107,4% in volume) e da una crescita della propensione all'esportazione dal 9,4% al 19,7%.
In secondo luogo, si è verificato un profondo riorientamento geografico degli scambi. La Turchia, l'India e Singapore sono emerse come mercati di esportazione in forte crescita, mentre le vendite verso USA e Cina sono diminuite drasticamente. Sul fronte importazioni, la Norvegia e il Perù hanno consolidato il loro ruolo di fornitori principali, ma l'uscita di Kazakhstan e Namibia ha aumentato la concentrazione dell'approvvigionamento (HHI +64%), rappificando un potenziale rischio strategico.
In terzo luogo, il ciclo dei prezzi 2020–2022 — trainato dalla ripresa post-pandemica e dalla crisi energetica — ha provocato un'impennata dei prezzi medi fino a +84% sullo zinco greggio, con shock localizzati su specifici partner (Messico nel 2017, Arabia Saudita nel 2022). Pur essendo i prezzi parzialmente rientrati nel 2023–2025, permangono su livelli significativamente superiori a quelli del 2015, segnalando un rialzo strutturale del costo della materia prima.