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Evoluzione del mercato: Manufatti in metallo (CN 73) — 2015–2025

Introduzione

Il comparto dei manufatti in ghisa, ferro o acciaio (codice doganale CN 73) rappresenta uno dei settori più rilevanti del commercio estero dell'Unione Europea. Si tratta di una voce aggregata molto ampia, che comprende — tra gli altri — viti e bulloni (7318), tubi e profilati (7304, 7305, 7306), costruzioni metalliche (7308), articoli vari non altrove classificati (7326), apparecchi per uso domestico (7321) e elementi per strade ferrate (7302). Nel periodo 2015–2025 il settore ha attraversato trasformazioni profonde, segnate dalla pandemia di COVID-19, dalla crisi energetica del 2022, dall'introduzione di misure protezionistiche e dalle sanzioni alla Russia. Come vedremo, il valore degli scambi è cresciuto in modo significativo, ma i volumi hanno seguito traiettorie molto diverse tra importazioni ed esportazioni, rivelando un aumento strutturale dei prezzi unitari e un riorientamento geografico dei flussi commerciali.


1. Un decennio di crescita asimmetrica: il valore sale, i volumi divergono

Il valore delle importazioni è quasi raddoppiato, superando la crescita delle esportazioni

Nel periodo considerato il valore delle importazioni extra-UE è passato da 20,9 miliardi di EUR (2015) a 35,3 miliardi di EUR (2025), con un aumento del +68,9% (Panoramica generale). Le esportazioni, pur partendo da una base più elevata (36,8 miliardi di EUR), hanno registrato una crescita più contenuta (+20,9%), chiudendo il 2025 a 44,5 miliardi di EUR. Il risultato netto è un restringimento dell'avanzo commerciale dell'UE, sceso da 16,0 miliardi a 9,2 miliardi di EUR (-42,1%).

Indicatore 2015 2025 Variazione %
Esportazioni (valore, mld EUR) 36,8 44,5 +20,9%
Importazioni (valore, mld EUR) 20,9 35,3 +68,9%
Saldo commerciale (mld EUR) 16,0 9,2 −42,1%
Esportazioni (volume, mln t) 12,1 9,7 −19,9%
Importazioni (volume, mln t) 8,5 12,9 +52,9%
Prezzo medio export (EUR/t) 3.034 4.578 +50,9%
Prezzo medio import (EUR/t) 2.469 2.728 +10,5%

I volumi esportati si sono contratti mentre le importazioni sono esplose

La dinamica più significativa è la divergenza tra valore e volume. Le esportazioni hanno perso circa 2,4 milioni di tonnellate (-19,9%), scendendo da 12,1 a 9,7 milioni di tonnellate, con un minimo storico nel 2025. Al contrario, le importazioni sono cresciute da 8,5 a 12,9 milioni di tonnellate (+52,9%), con il picco raggiunto proprio nell'ultimo anno osservato. Ciò significa che l'UE è passata da un contesto in cui esportava quantità nettamente superiori a quelle importate a una situazione in cui il volume importato ha superato quello esportato di oltre 3 milioni di tonnellate.

L'inflazione dei prezzi unitari ha gonfiato il valore degli scambi

Gran parte della crescita del valore commerciale è attribuibile all'aumento dei prezzi, non ai volumi. Il prezzo medio delle esportazioni è salito da 3.034 a 4.578 EUR/t (+50,9%), con un picco nel 2022 (4.582 EUR/t), in linea con la forte inflazione dei costi dell'energia e delle materie prime acciaio. Il prezzo medio delle importazioni è cresciuto in misura minore (+10,5%), passando da 2.469 a 2.728 EUR/t, con un picco nel 2022 a 3.264 EUR/t. Questo differenziale di dinamica dei prezzi — export in crescita più rapida rispetto alle importazioni — ha parzialmente compensato la perdita di volumi esportati, ma non è bastato a mantenere il saldo commerciale ai livelli del 2015 (Panoramica generale).


2. Riorientamento geografico: la Cina domina, la Russia scompare, la Turchia avanza

La Cina è diventata il fornitore extra-UE per eccellenza, raddoppiando il suo valore

Tra i partner commerciali, la Cina ha registrato la crescita più impressionante sul fronte importazioni: da 6,6 miliardi di EUR nel 2015 a 14,0 miliardi nel 2025 (+112,5%), con un picco di 15,5 miliardi nel 2023 (Partner principali per valore). La Cina rappresenta oggi di gran lunga il principale fornitore esterno, contribuendo per quasi il 40% del valore totale delle importazioni extra-UE. La crescita cinese è coerente con l'espansione della capacità produttiva dell'acciaio cinese e con la politica commerciale dell'UE, che ha progressivamente introdotto misure di salvaguardia sulle importazioni di prodotti siderurgici (Regolamento UE 2019/159).

La Turchia ha più che triplicato le sue forniture, consolidandosi come secondo partner

La Turchia è passata da 1,6 a 4,5 miliardi di EUR in importazioni (+175,0%), con un picco di 4,9 miliardi nel 2022. Il suo ruolo è cresciuto sia come fornitore di tubi e profilati sia come esportatore di costruzioni metalliche. La Turchia ha beneficiato della sua posizione geografica, dei costi energetici relativamente contenuti e dell'assoggettamento dell'acciaio cinese a dazi antidumping. Parallelamente, le esportazioni UE verso la Turchia sono cresciute da 1,2 a 1,9 miliardi di EUR (+58,1%), segnando un'intensificazione degli scambi bilaterali in entrambe le direzioni.

Le sanzioni hanno azzerato il commercio con la Russia

La dinamica più drammatica riguarda la Russia. Le importazioni dall'UE dalla Russia sono crollate da 220 milioni di EUR a 4,4 milioni (-98,0%), mentre le esportazioni verso Mosca sono crollate da 1,35 miliardi a 133 milioni di EUR (-90,1%) (Partner principali per valore). Il coefficiente di variazione del flusso importazioni dalla Russia è pari a 0,98, il più elevato tra tutti i partner, a conferma dell'estrema instabilità di questo canale commerciale dopo il 2022 (Volatilità e shock).

La concentrazione delle importazioni è aumentata in modo significativo

L'indice HHI (Herfindahl-Hirschman) sulle importazioni è salito da 1.430 a 1.956 (+36,8% in valore), indicando una crescente concentrazione delle forniture su pochi partner, principalmente Cina e Turchia (Concentrazione HHI). Questo dato è rilevante dal punto di vista della vulnerabilità: una maggiore concentrazione espone il mercato UE a rischi di approvvigionamento in caso di tensioni commerciali o geopolitiche con i principali fornitori. Sul fronte esportazioni, la concentrazione è moderatamente cresciuta (HHI da 618 a 793), mantenendosi su livelli più bassi grazie alla diversificazione dei mercati di destinazione.

Gli Stati Uniti restano il principale mercato di sbocco dell'UE

Le esportazioni verso gli Stati Uniti sono cresciute da 5,4 a 8,1 miliardi di EUR (+49,1%), rendendo Washington il partner extra-UE più importante sul fronte export. Seguono il Regno Unito (6,0 mld EUR, +18,5%), la Svizzera (3,6 mld, +38,2%) e la Norvegia (3,0 mld, +49,2%). La crescita verso mercati sviluppati riflette la domanda strutturale di manufatti siderurgici per l'edilizia, le infrastrutture e l'industria manifatturiera. Sul fronte importazioni, il Regno Unito resta il terzo fornitore (2,8 mld EUR, +26,0%), anche se con un ruolo relativamente stabile (Partner principali per valore).

All'interno dell'UE, Germania e Paesi Bassi guidano il commercio

La Germania resta il principale esportatore intra-UE (12,7 mld EUR nel 2025) e il principale importatore extra-UE (7,7 mld EUR). I Paesi Bassi hanno registrato la crescita più forte tra i grandi importatori (+58,5%), probabilmente anche per effetto delle operazioni portuali di Rotterdam. L'Italia si conferma il secondo esportatore (6,9 mld EUR) con un'RCA normalizzata (RSCA) di 0,245, indicativa di una specializzazione relativa in questo settore (Reporter principali per valore; Specializzazione).


3. Dinamiche di prodotto: le costruzioni metalliche dominano le importazioni, i prezzi registrano shock localizzati

Le costruzioni metalliche (7308) hanno trainato la crescita delle importazioni in volume

Analizzando la ripartizione per sottovoce, le costruzioni e parti di costruzioni (codice 7308) hanno registrato l'espansione più marcata sul fronte importazioni: il volume è passato da 929.000 a 2.752.000 tonnellate (+196%), con un valore salito da 1,75 a 6,17 miliardi di EUR (+253%) (Segmenti di prodotto). Questa crescita riflette probabilmente l'aumento della domanda di strutture in acciaio per edilizia e infrastrutture nei paesi extra-UE, nonché l'ingresso di fornitori a basso costo. Sul fronte export, 7308 resta la voce più importante (9,8 mld EUR nel 2025), anche se i volumi esportati sono rimasti sostanzialmente stabili intorno a 2,5 milioni di tonnellate.

Voce Descrizione Import 2015 (mln t) Import 2025 (mln t) Var. % Export 2015 (mln t) Export 2025 (mln t) Var. %
7308 Costruzioni e parti 0,93 2,75 +196% 2,51 2,60 +3,6%
7326 Articoli vari (escl. getti) 1,11 1,87 +69% 1,30 1,43 +9,8%
7318 Viti, bulloni, dadi 1,39 1,83 +32% 0,55 0,55 −1,0%
7306 Tubi saldati 1,34 1,80 +34% 0,97 0,68 −29,9%
7304 Tubi senza saldatura 0,51 0,52 +1,6% 1,73 1,21 −30,2%

Viti e bulloni (7318) restano la voce di importazione di maggior valore

Le importazioni di viti, bulloni e articoli filettati (7318) ammontano a 6,6 miliardi di EUR nel 2025, con un volume di 1,83 milioni di tonnellate. Si tratta della voce con il prezzo medio import più elevato (3.590 EUR/t nel 2025), coerente con la natura di prodotto a medio-alta tecnologia. Sul fronte export, il prezzo medio è nettamente superiore (10.586 EUR/t nel 2025), il che suggerisce che l'UE esporta prodotti di fascia più alta rispetto a quelli importati (Segmenti di prodotto).

I tubi (7304, 7305, 7306) mostrano dinamiche divergenti tra import ed export

I tubi senza saldatura (7304) hanno visto le esportazioni crollare del 30% in volume (da 1,73 a 1,21 milioni di t), probabilmente per la perdita del mercato russo e la concorrenza di fornitori asiatici. I tubi saldati (7306) hanno subito un destino simile (-30% export in volume), mentre le importazioni sono cresciute del 34%. I tubi di grande diametro (7305) mostrano la volatilità più estrema: le esportazioni sono oscillate tra 330.000 e 2,89 milioni di tonnellate, con un coefficiente di variazione elevato, probabilmente legato alla natura progettuale di grandi commesse per oleodotti e gasdotti.

Shock di prezzo localizzati hanno colpito il Regno Unito e l'Algeria

L'analisi degli shock ha rivelato eventi anomali significativi. Il più rilevante è uno shock di prezzo sulle importazioni dal Regno Unito nel 2022, con un'anomalia di 23,4 e uno spostamento del +33,7%, probabilmente legato alla combinazione di costi energetici elevati nel Regno Unito e alla riorganizzazione delle catene di approvvigionamento post-Brexit (Shock di approvvigionamento). Sul fronte export, un anomalo aumento dei prezzi verso l'Algeria nel 2020 (+57,7%, anomalia 16,8) potrebbe riflettere la composizione merceologica delle spedizioni in quell'anno o l'effetto di contratti di lungo periodo. Un terzo shock è stato rilevato nelle importazioni dal Vietnam nel 2022 (+39,7%), coerente con il riorientamento dei flussi commerciali verso l'Asia sud-orientale.

La produzione UE è cresciuta in valore molto più che in volume

I dati Prodcom mostrano che la produzione intra-UE di manufatti in metallo è cresciuta del 30,6% in volume (da 86 a 113 milioni di tonnellate) ma del 208,5% in valore (da 55 a 170 miliardi di EUR) (Volumi di produzione). Questo dato conferma che l'aumento dei prezzi unitari — alimentato dai costi dell'energia, delle materie prime e delle politiche climatiche (ETS) — ha profondamente trasformato la struttura dei costi del settore, spingendo il valore della produzione a livelli senza precedenti pur in assenza di una crescita volumetrica altrettanto marcata.


Conclusione

Il decennio 2015–2025 ha trasformato profondamente il mercato dei manufatti in ghisa, ferro o acciaio dell'Unione Europea. Il quadro che emerge dai dati è quello di un settore che ha mantenuto un avanzo commerciale positivo, ma in progressiva erosione: le importazioni extra-UE sono cresciute sia in volume (+53%) sia in valore (+69%) molto più rapidamente delle esportazioni, che hanno perso quasi il 20% dei volumi pur guadagnando il 21% in valore grazie all'aumento dei prezzi. La struttura geografica degli scambi si è profondamente riorientata: la Cina e la Turchia hanno consolidato la loro posizione di fornitori dominanti, la Russia è sostanzialmente scomparsa dal commercio bilaterale, e la concentrazione delle importazioni è significativamente aumentata, accrescendo la vulnerabilità dell'UE verso un numero ristretto di fornitori. Sul piano dei prodotti, le costruzioni metalliche (7308) rappresentano la voce di più rapida crescita nelle importazioni, mentre i segmenti tubi mostrano una contrazione delle esportazioni. L'aumento strutturale dei prezzi unitari — legato ai costi energetici, alle politiche climatiche e all'inflazione — ha mascherato in parte la perdita di competitività volumetrica dell'industria europea. In prospettiva, la crescente dipendenza da fornitori extra-UE e la concentrazione geografica delle importazioni rappresentano le principali sfide strategiche per il settore.

Generato il 2026-08-07. Le cifre riflettono i dati Eurostat al momento della generazione e non includono revisioni successive.

Generato automaticamente: questo report vuole accelerare, non sostituire, l'analisi umana.

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