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Evoluzione del mercato: Perle e pietre preziose (CN 71) — 2015–2025

Introduzione

Il settore CN 71 — che comprende perle, pietre preziose e semipreziose, metalli preziosi, bigiotteria e monete — rappresenta uno dei comparti più dinamici del commercio estero dell'Unione Europea. Nel periodo 2015–2025, il valore delle esportazioni extra-UE è cresciuto da circa 39 miliardi di euro a quasi 70 miliardi, registrando un aumento del 78,6%. Il settore si distingue per l'elevato valore unitario dei prodotti scambiati: il prezzo medio delle esportazioni è passato da circa 266.000 €/t a oltre 1,45 milioni di €/t (+447,5%), segnale di una progressiva specializzazione verso articoli di maggiore pregio (Panoramica generale).

Il presente rapporto analizza l'evoluzione del commercio intra-settoriale dell'UE con il mondo extra-comunitario nel periodo 2015–2025, evidenziando le principali dinamiche strutturali, la riconfigurazione dei flussi commerciali e le implicazioni per l'autonomia strategica del blocco.


1. La riconfigurazione dei flussi commerciali: da equilibrio a surplus strutturale

L'UE passa da esportatore marginale a protagonista netto del mercato globale

All'inizio del periodo (2015), il saldo commerciale extra-UE del settore CN 71 era pressoché in pareggio, con un modesto surplus di 452 milioni di euro. Nel corso del decennio, questo si è trasformato in un avanzo strutturale, raggiungendo i 16,9 miliardi di euro nel 2025 — un incremento del 3.637%. La dinamica non è stata lineare: nel 2020, in piena pandemia, il saldo ha registrato un deficit record di -12,9 miliardi, per poi recuperare rapidamente negli anni successivi (Panoramica generale).

Anno Esportazioni (Mrd €) Importazioni (Mrd €) Saldo (Mrd €)
2015 39,0 38,5 +0,5
2018 46,5 58,3 -11,8
2020 38,4 51,2 -12,9
2022 56,4 55,2 +1,2
2025 69,6 52,7 +16,9

Il valore cresce mentre le quantità si comprimono: l'effetto "premiumizzazione"

Una delle dinamiche più significative è la divergenza tra valore e volume. Le esportazioni in termini di peso netto sono diminuite del 67,1%, passando da 144.954 tonnellate a 47.690 tonnellate, mentre il loro valore è cresciuto del 78,6%. Questo implica una trasformazione qualitativa profonda: l'UE esporta quantitativamente meno, ma prodotti molto più pregiati. Il prezzo medio di esportazione è aumentato di oltre 4,5 volte, da 266.000 €/t a 1,456 milioni €/t. Sul fronte importazioni, l'incremento di prezzo è stato più contenuto (+21,8%), con le quantità in crescita moderata (+13,3%) (Panoramica generale).

L'intensità commerciale e la propensione all'esportazione rafforzano l'apertura del settore

L'intensità commerciale dell'UE nel settore CN 71 è cresciuta dal 107% al 131%, indicando che il settore è sempre più orientato verso il commercio internazionale rispetto alla dimensione del mercato interno. In modo ancora più marcato, la propensione all'esportazione è salita dal 113% al 166%, segno che la capacità produttiva dell'UE è cresciuta al ritmo più rapido della domanda interna. Questi dati indicano un settore che non solo è competitivo a livello globale, ma lo è diventato progressivamente di più (Autonomia e vulnerabilità).


2. Geografia commerciale: la centralità della Svizzera e il ruolo strategico dei partner chiave

La Svizzera: il partner dominante per eccellenza

La Svizzera emerge chiaramente come il partner commerciale più rilevante dell'UE nel settore CN 71, sia sul fronte import che export. Nel 2025, le importazioni dalla Svizzera hanno raggiunto 18,4 miliardi di euro (+90,3% rispetto al 2015), mentre le esportazioni verso il Paese elvetico hanno toccato i 27,7 miliardi (+161,8%). Questa centralità riflette il ruolo di hub finanziario e di raffinazione dell'oro della Svizzera, nonché la presenza di importanti centri di commercio di pietre preziose. L'avanzo commerciale dell'UE con la Svizzera nel 2025 ammonta a circa 9,3 miliardi di euro (Partner principali per valore).

Partner Importazioni 2015 (Mrd €) Importazioni 2025 (Mrd €) Var. % Esportazioni 2015 (Mrd €) Esportazioni 2025 (Mrd €) Var. %
Svizzera 9,7 18,4 +90,3% 10,6 27,7 +161,8%
Regno Unito 3,1 4,2 +33,7% 5,2 12,9 +146,8%
Stati Uniti 2,5 6,0 +139,8% 3,6 6,8 +90,1%
Sudafrica 1,7 4,6 +162,5% — — —
Cina 1,7 2,2 +27,5% — — —
Giappone — — — 0,5 1,8 +269,9%

Il Regno Unito come partner post-Brexit nel settore dei metalli preziosi

Il Regno Unito è il secondo partner sia in importazioni (4,2 mrd €) sia in esportazioni (12,9 mrd €) nel 2025. L'aumento delle esportazioni verso il Regno Unito (+146,8%) è particolarmente significativo nel contesto post-Brexit, suggerendo che le catene del valore nel settore dei metalli e delle pietre preziose hanno mantenuto — se non rafforzato — i legami transmanica. Il London Bullion Market rimane un polo fondamentale per il commercio dell'oro, il che spiega l'intensità di questi flussi (Partner principali per valore).

L'ascesa di partner emergenti: Giappone, Canada e Corea del Sud

Tra i partner di esportazione, spiccano le performance di Giappone (+269,9%), Canada (+303,8%) e Corea del Sud (+85,3%). Il Giappone, in particolare, è passato da 495 milioni a 1,83 miliardi di euro in esportazioni, riflettendo probabilmente l'aumento della domanda di gioielleria e articoli di pregio nei mercati asiatici sviluppati. Il Canada, pur partendo da basi più ridotte, ha mostrato la crescita percentuale più forte tra i principali partner, segnale di una diversificazione geografica in corso (Partner principali per valore).

La concentrazione geografica aumenta, ma in modo asimmetrico tra import ed export

L'indice di Herfindahl-Hirschman (HHI) per le importazioni è cresciuto da 1.051 a 1.630 (+55,2%), mentre per le esportazioni è salito da 1.435 a 2.130 (+48,5%). Un HHI superiore a 1.500 indica un mercato moderatamente concentrato. In entrambi i flussi, la concentrazione è aumentata significativamente, il che suggerisce una crescente dipendenza da un numero relativamente ristretto di partner. In termini di volume, tuttavia, la concentrazione è diminuita, indicando che la diversificazione avviene soprattutto nel commercio di prodotti a minore valore unitario (Concentrazione HHI).


3. Specializzazione produttiva e dinamiche di segmento: gioielleria e cascami di metalli preziosi trainano il commercio

L'Italia e i Paesi del lusso europeo dominano la specializzazione settoriale

L'analisi della specializzazione (RSCA) al 2025 rivela una chiara geografia competitiva intra-europea. L'Estonia (RSCA: 0,538) e l'Italia (0,410) sono i Paesi più specializzati nell'esportazione del settore CN 71, seguiti da Austria (0,396), Francia (0,323) e Belgio (0,262). L'Italia, con una quota del 19,2% nella produzione del settore CN 71 e un RCA di 2,39, rappresenta il motore trainante dell'export europeo, coerentemente con la sua tradizione orafo-gioielliera. Al contrario, Paesi come Ungheria (RSCA: -0,825) e Slovacchia (-0,743) mostrano una specializzazione negativa (Paesi più specializzati).

Paese RSCA (2025) RCA Quota prod. settore Quota prod. totale
Estonia 0,538 3,327 1,1% 0,3%
Italia 0,410 2,390 19,2% 8,0%
Austria 0,396 2,309 7,6% 3,3%
Francia 0,323 1,954 15,3% 7,8%
Belgio 0,262 1,708 14,5% 8,5%

Il segmento gioielleria (CN 7113) è il pilastro del commercio UE

Per quanto riguarda la composizione merceologica, il segmento "Minuterie ed oggetti di gioielleria" (CN 7113) domina le esportazioni dell'UE, con un valore di 18,4 miliardi di euro nel 2025 (dal valore di 9,3 miliardi nel 2015, +98,5%). Sul fronte importazioni, CN 7113 vale 7,5 miliardi. Il prezzo medio di esportazione per questo segmento è eccezionalmente elevato, attestandosi a circa 12,5 milioni €/t nel 2025, a conferma dell'alto contenuto di valore aggiunto della gioielleria europea (Suddivisione per segmento di prodotto).

Segmento Esp. 2015 (Mrd €) Esp. 2025 (Mrd €) Var. % Imp. 2015 (Mrd €) Imp. 2025 (Mrd €) Var. %
CN 7113 — Gioielleria 9,3 18,4 +98,5% 5,5 7,5 +37,8%
CN 7112 — Cascami metalli preziosi 1,3 4,7 +253,5% 2,5 7,2 +181,1%
CN 7106 — Argento 1,6 5,0 +205,5% 0,7 1,6 +137,7%
CN 7117 — Bigiotteria 0,8 1,2 +60,1% 1,4 1,4 -5,0%
CN 7118 — Monete 0,5 1,4 +162,7% 1,6 2,9 +74,4%
CN 7103 — Pietre preziose 0,4 0,6 +29,3% 0,6 1,0 +62,4%

I cascami di metalli preziosi (CN 7112): un segmento in piena espansione

Il segmento dei cascami e avanzi di metalli preziosi (CN 7112) ha registrato la crescita più impressionante tra i principali segmenti, con esportazioni passate da 1,3 a 4,7 miliardi di euro (+253,5%). Le importazioni sono cresciute in modo analogo, da 2,5 a 7,2 miliardi (+181,1%), con un picco nel 2021 (9,6 miliardi). Questa dinamica riflette l'importanza crescente del riciclo e del recupero dei metalli preziosi, un settore in cui l'UE ha sviluppato capacità significative. Il prezzo medio di esportazione è aumentato da circa 59.000 €/t a oltre 182.000 €/t, segnale di un miglioramento della qualità dei materiali trattati (Suddivisione per segmento di prodotto).

L'argento greggio e semilavorato (CN 7106): un'impennata legata ai prezzi delle commodity

Le esportazioni di argento (CN 7106) sono triplicate, passando da 1,6 a 5,0 miliardi di euro, con un aumento del prezzo medio di esportazione da 308.000 €/t a 921.000 €/t. Questa evoluzione riflette in larga misura la rivalutazione dei prezzi dell'argento sui mercati internazionali, ma anche una crescente integrazione europea nelle catene di valore dei metalli preziosi industriali, dove l'argento trova applicazione nell'elettronica e nell'energia rinnovabile (Suddivisione per segmento di prodotto).

La produzione intra-europea cresce in modo robusto

La produzione del settore CN 71 nell'UE è cresciuta in modo spettacolare: il valore è aumentato da 8,6 miliardi a 35,9 miliardi di euro (+319,1%), mentre il volume è passato da 112.902 tonnellate a 566.400 tonnellate (+401,7%). Questi dati suggeriscono un rafforzamento significativo della base produttiva europea, trainato dalla domanda sia interna sia internazionale di gioielleria, metalli preziosi lavorati e articoli di lusso (Volumi di produzione).


Conclusione

Nel decennio 2015–2025, il settore CN 71 dell'Unione Europea ha attraversato una trasformazione strutturale profonda. Tre tendenze emergono con chiarezza dai dati.

In primo luogo, l'UE ha consolidato la propria posizione di esportatore netto, con un surplus commerciale che è passato da valori marginali a quasi 17 miliardi di euro. Questo risultato è tanto più significativo se si considera che le quantità esportate sono diminuite del 67%, a testimonianza di una "premiumizzazione" dell'offerta europea verso prodotti ad alto valore aggiunto.

In secondo luogo, la geografia commerciale si è concentrata attorno a un numero ristretto di partner strategici — Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti in primis — con una crescente polarizzazione evidenziata dall'aumento dell'HHI. Parallelamente, l'emergere di mercati come Giappone, Canada e Corea del Sud come destinazioni di esportazione suggerisce una progressiva diversificazione geografica dell'offerta europea.

In terzo luogo, la struttura produttiva dell'UE nel settore si è rafforzata in modo sostanziale, con una crescita della produzione del 319% in valore. La gioielleria (CN 7113) rimane il segmento dominante, ma l'espansione dei cascami di metalli preziosi (CN 7112) e dell'argento (CN 7106) indica una crescente integrazione dell'economia europea nelle catene del valore circolari e industriali dei metalli preziosi.

In sintesi, il settore CN 71 si configura come uno dei comparti di maggiore competitività del commercio estero europeo, caratterizzato da un vantaggio comparato consolidato nella trasformazione ad alto valore aggiunto e da una resilienza dimostrata anche durante lo shock pandemico del 2020.

Generato il 2026-08-07. Le cifre riflettono i dati Eurostat al momento della generazione e non includono revisioni successive.

Generato automaticamente: questo report vuole accelerare, non sostituire, l'analisi umana.

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