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Evoluzione del mercato: Perle e pietre preziose (CN 71) — 2015–2025

Introduzione

Il capitolo 71 del sistema armonizzato comprende perle, pietre preziose, metalli preziosi, gioielli, bigiotteria e monete. Il presente rapporto analizza l’evoluzione del commercio extra‑UE di questo aggregato tra il 2015 e il 2025, utilizzando dati annuali in valore (EUR) e volume (tonnellate). L’obiettivo è descrivere e interpretare le dinamiche principali, dall’esplosione del valore delle esportazioni alla crescente concentrazione geografica, fino agli shock di prezzo che hanno caratterizzato il periodo.

1. Una crescita del valore senza precedenti spinta dall’impennata dei prezzi

1.1. Le esportazioni esplodono in valore mentre i volumi crollano

Tra il 2015 e il 2025 il valore delle esportazioni extra‑UE del capitolo 71 è passato da 38,94 miliardi a 69,47 miliardi di euro (+78,4%). Nello stesso arco di tempo, i volumi sono scesi da circa 145.000 tonnellate a poco più di 47.600 tonnellate (-67,1%). Il prezzo medio unitario è quindi più che quintuplicato, da 265.847 a 1.454.856 euro per tonnellata (+447,3%).

Principali indicatori dell’export UE – capitolo 71

Indicatore 2015 2025 Variazione %
Valore (mld EUR) 38,94 69,47 +78,4
Quantità (tonnellate) 144.953 47.646 –67,1
Prezzo medio (EUR/t) 265.847 1.454.856 +447,3

Fonte: Andamento del commercio.

L’aumento del valore è quindi quasi interamente attribuibile a un effetto‑prezzo, che riflette sia il rialzo delle quotazioni dei metalli preziosi (oro, argento, platino) sia uno spostamento del paniere verso prodotti ad alto valore aggiunto come gioielli e monete (si veda il capitolo 3). Il calo dei volumi indica verosimilmente una minore movimentazione di semilavorati e cascami a favore di beni finiti a maggior valore unitario.

1.2. Le importazioni crescono più moderatamente, con un aumento contenuto dei prezzi

Le importazioni extra‑UE sono passate da 37,21 a 51,79 miliardi di euro (+39,2%), con un incremento delle quantità del 13,4% (da 105.795 a 119.979 tonnellate). Il prezzo medio all’importazione è salito solo del 23,8%, da 346.795 a 429.332 euro per tonnellata.

Principali indicatori dell’import UE – capitolo 71

Indicatore 2015 2025 Variazione %
Valore (mld EUR) 37,21 51,79 +39,2
Quantità (tonnellate) 105.795 119.979 +13,4
Prezzo medio (EUR/t) 346.795 429.332 +23,8

Fonte: Andamento del commercio.

La crescita più moderata del prezzo medio delle importazioni suggerisce che l’UE acquista dall’esterno, in misura prevalente, materie prime e semilavorati a valore unitario inferiore rispetto ai prodotti che esporta.

1.3. L’avanzo commerciale raggiunge livelli record

Il saldo positivo del capitolo 71 è schizzato da 1,73 miliardi di euro (2015) a 17,68 miliardi (2025), con un aumento del 921,9%. L’indicatore di dipendenza netta dalle importazioni (net import reliance) è sceso da –55,6% a –137,8%, confermando il rafforzamento della posizione di esportatore netto dell’UE in questo comparto (Dipendenza netta dalle importazioni).

2. La Svizzera come piattaforma degli scambi e crescente concentrazione geografica

2.1. La Svizzera domina sia le esportazioni sia le importazioni extra‑UE

La Svizzera è di gran lunga il principale partner commerciale. Nel 2025 ha assorbito 27,70 miliardi di euro di esportazioni UE (+161,8% rispetto al 2015) e ha fornito 18,42 miliardi di euro di importazioni (+90,3%). Il Regno Unito e gli Stati Uniti seguono a distanza, mentre l’India ha drasticamente ridotto gli acquisti dall’UE (–68,9%).

Principali partner extra‑UE per l’export del capitolo 71 (valori in miliardi di EUR)

Partner 2015 2025 Variazione %
Svizzera 10,58 27,70 +161,8
Regno Unito 5,21 12,86 +146,8
Stati Uniti 3,58 6,80 +90,1
India 6,27 1,95 –68,9
Emirati Arabi Uniti 3,46 4,04 +16,9

Fonte: Principali partner commerciali.

Il ruolo dominante della Svizzera è legato al suo status di hub mondiale per l’oro e gli altri metalli preziosi, che fa da ponte tra i mercati asiatici e l’Europa.

2.2. La concentrazione dei flussi aumenta

L’indice di Herfindahl‑Hirschman (HHI) per le esportazioni è salito da 1.435 a 2.130 (+48,5%), quello per le importazioni da 1.050 a 1.630 (+55,2%) (Concentrazione di mercato). Il commercio si è dunque addensato attorno a pochi grandi partner, con la Svizzera che ne ha tratto il massimo beneficio.

2.3. Stati membri specializzati trainano l’offerta

Nel 2025 i paesi dell’UE più specializzati nell’export del capitolo 71 sono Estonia (RSCA +0,54), Italia (+0,41), Austria (+0,40) e Francia (+0,32) (Specializzazione produttiva). Tra i maggiori esportatori, la Germania è passata da 6,33 a 18,82 miliardi di euro (+197,4%) e l’Italia da 8,25 a 20,22 miliardi (+145,1%), segnando crescite a tripla cifra anche per Spagna e Polonia (Stati membri principali).

3. Un mercato altamente volatile tra shock dei prezzi e riassetti settoriali

3.1. Forte instabilità delle quantità con molti partner

L’analisi dei coefficienti di variazione delle quantità evidenzia flussi molto discontinui. Sul lato import, spiccano Messico (CV 1,27), Perù (0,96), Giappone (0,95) e Canada (0,86); sull’export, Regno Unito (1,58), Filippine (1,48), Sri Lanka (1,27) e Colombia (1,04) (Volatilità dei flussi). Questa instabilità riflette operazioni occasionali di grande taglia, spesso legate a partite di cascami, monete o gioielli, e modifiche nei regimi fiscali o doganali.

3.2. Shock di prezzo clamorosi in alcuni corridoi

Il sistema rileva eventi di shock di prezzo molto severi. I più rilevanti:

Questi eventi, pur riguardando quote di mercato ridotte (tra lo 0,1% e lo 0,4% del valore totale), testimoniano la sensibilità del capitolo 71 ai cambiamenti di mix merceologico e alle dinamiche dei singoli operatori (Shock di prezzo e offerta).

3.3. L’UE rafforza la propria autonomia commerciale

Nonostante la volatilità, la posizione strutturale dell’UE è solida. La propensione all’export (export in % della produzione) è passata dal 112,5% del 2015 al 162,6% del 2024 (Propensione all’export); l’intensità degli scambi è cresciuta dal 107,1% al 130,6% (Intensità degli scambi). La produzione UE in valore ha superato i 35,7 miliardi di euro nel 2024, con un aumento del 316,8% dal 2015, trainata dall’aumento dei prezzi delle materie prime e dei manufatti di alta gamma (Produzione UE). L’UE si conferma quindi un attore globale sempre più competitivo e resiliente nel settore dei preziosi e dell’oreficeria.

Conclusione

Nel decennio 2015‑2025 il commercio extra‑UE del capitolo 71 ha registrato una trasformazione profonda. Il valore delle esportazioni è cresciuto di quasi l’80%, spinto dall’aumento dei prezzi e dalla ri-orientazione verso prodotti ad alta intensità di valore; il surplus commerciale è diventato strutturalmente ampio. La Svizzera ha rafforzato il suo ruolo di piattaforma cardine, incrementando la concentrazione dei flussi. La volatilità elevata e gli shock di prezzo anomali rivelano la natura episodica di alcune transazioni, ma la solidità della base produttiva europea e la crescente propensione all’export delineano un quadro di resilienza e competitività per l’intero settore.