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Evoluzione del mercato: Calzature (CN 64) — 2015–2025

Introduzione

Il settore delle calzature (voce doganale CN 64 — "Calzature, ghette ed oggetti simili; parti di questi oggetti") rappresenta uno dei comparti tradizionalmente più rilevanti del commercio estero dell'Unione Europea. Il periodo 2015–2025 è stato segnato da profonde trasformazioni strutturali: dalla pandemia di COVID-19 al post-Brexit, dalle sanzioni contro la Russia alla riconfigurazione delle catene di approvvigionamento globali verso il Sud-Est asiatico. Questo rapporto analizza l'evoluzione degli scambi extra-UE per il comparto CN 64, evidenziando le dinamiche di valore, volumi, geografia commerciale, segmenti di prodotto e vulnerabilità strutturale del sistema europeo.

Dati relativi agli scambi extra-UE per la voce CN 64 (Panoramica generale).


1. Il paradosso del valore: crescita del fatturato con contrazione dei volumi

1.1 Le esportazioni crescono di valore ma perdono volume

Nel periodo considerato, le esportazioni extra-UE di calzature sono passate da €11,1 miliardi (2015) a €15,1 miliardi (2025), con un incremento del +35,5%. Tuttavia, nello stesso periodo i volumi esportati sono scesi da 293.432 tonnellate a 237.400 tonnellate (-19,1%). Il prezzo unitario medio delle esportazioni è quindi salito da €37.947/t a €63.535/t (+67,4%), segnando una chiara strategia di risalita verso segmenti di mercato a maggiore valore aggiunto.

1.2 Le importazioni crescono sia in valore sia in volume

Le importazioni sono aumentate da €18,3 miliardi a €23,6 miliardi (+29,1%), con volumi saliti da 1,198 milioni di tonnellate a 1,502 milioni di tonnellate (+25,4%). Il prezzo medio delle importazioni è rimasto sostanzialmente stabile, passando da €15.265/t a €15.715/t (+2,9%), a conferma del fatto che la domanda europea è stata alimentata soprattutto dall'aumento delle quantità importate a prezzi competitivi.

1.3 Un deficit commerciale strutturale in lieve peggioramento

Il saldo commerciale è rimasto negativo per tutto il periodo, passando da -€7,1 miliardi (2015) a -€8,5 miliardi (2025), con un peggioramento del -19,2%. Il punto di minimo (massimo deficit) si è registrato nel 2022, con circa -€10,9 miliardi, in un contesto di forte ripresa delle importazioni post-COVID.

Indicatore 2015 2020 2025 Var. % (2015→2025)
Esportazioni (€ mld) 11,1 12,8¹ 15,1 +35,5%
Importazioni (€ mld) 18,3 18,1¹ 23,6 +29,1%
Saldo (€ mld) -7,1 -5,3¹ -8,5 -19,2%
Prezzo medio export (€/t) 37.947 — 63.535 +67,4%
Prezzo medio import (€/t) 15.265 — 15.715 +2,9%

¹ Valori calcolati dalla somma dei segmenti di prodotto disponibili.

Panoramica generale

1.4 L'impatto della pandemia nel 2020

La crisi COVID-19 ha provocato un brusco calo sia delle importazioni sia delle esportazioni nel 2020. Le importazioni di calzature in pelle (CN 6403) sono scese a €6,5 miliardi (da €7,8 miliardi nel 2019), mentre le importazioni di calzature con tomaia tessile (CN 6404) sono scese da €6,7 a €5,7 miliardi. La ripresa è stata tuttavia rapida, con un picco di importazioni già nel 2022 (€26,9 miliardi), trainato da un forte effetto di rimbalzo della domanda e da dinamiche di riassortimento scorte.


2. Riorientamenti geografici: Brexit, sanzioni e il pivot verso l'Asia emergente

2.1 Il crollo degli scambi con il Regno Unito dopo la Brexit

Il Regno Unito ha registrato il declino più marcato sia come partner di importazione sia come destinazione delle esportazioni UE. Le importazioni dall'UK sono crollate da €1,4 miliardi (2015) a €392 milioni (2025), una contrazione del -72,7%. Parallelamente, le esportazioni verso l'UK sono scese da €2,9 miliardi a €2,0 miliardi (-32,1%), con un picco di volatilità (coefficiente di variazione di 1,02 per le importazioni, il più alto tra tutti i partner) che riflette l'impatto strutturale dell'uscita dal mercato unico.

2.2 Il Sud-Est asiatico come nuova officina del mondo per le calzature

La riconfigurazione delle catene del valore ha premiato in modo evidente i Paesi del Sud-Est asiatico:

Partner (importazioni UE) 2015 (€ mld) 2025 (€ mld) Var. %
Cina 7,6 8,5 +12,8%
Vietnam 3,1 6,7 +112,4%
Indonesia 1,4 1,7 +20,6%
Cambogia 0,3 0,7 +125,5%
Bangladesh 0,3 0,5 +56,0%
India 1,0 1,1 +4,1%

Il Vietnam è il caso più eclatante: è raddoppiato il proprio valore di esportazioni verso l'UE in dieci anni, superando ampiamente la soglia dei €6,6 miliardi. Il trend suggerisce una strategia di diversificazione delle fonti (China+1) da parte delle grandi catene di distribuzione e dei marchi globali, accelerata anche dalle tensioni commerciali tra USA e Cina.

2.3 Il ruolo crescente di Stati Uniti e Turchia come mercati di sbocco

Sul fronte delle esportazioni UE, gli Stati Uniti sono diventati il secondo mercato di destinazione, crescendo da €1,7 miliardi a €3,0 miliardi (+81,0%). La Turchia ha registrato la crescita più forte tra i principali partner, passando da €351 milioni a €784 milioni (+123,3%), probabilmente legata sia alla rilocalizzazione produttiva sia alla domanda interna turca. La Svizzera, mercato tradizionalmente premium, è cresciuta del +56,4%, attestandosi a €2,1 miliardi.

Partner (esportazioni UE) 2015 (€ mld) 2025 (€ mld) Var. %
Regno Unito 2,9 2,0 -32,1%
Stati Uniti 1,7 3,0 +81,0%
Svizzera 1,3 2,1 +56,4%
Turchia 0,4 0,8 +123,3%
Russia 0,7 0,4 -37,1%

2.4 La contrazione delle esportazioni verso la Russia

Le esportazioni verso la Federazione Russa sono scese da €685 milioni a €431 milioni (-37,1%), con un minimo storico nel 2025. Questa flessione, accentuata a partire dal 2022, riflette chiaramente l'impatto delle sanzioni commerciali imposte dall'UE dopo l'invasione dell'Ucraina.

Principali partner per importazioni · Principali partner per esportazioni


3. La trasformazione produttiva europea e la crescente dipendenza strutturale

3.1 La produzione UE: meno paia, ma valore stabile

La produzione di calzature nell'Unione Europea ha registrato una contrazione significativa in termini di volumi, scendendo da 882 milioni di paia (2015) a 707 milioni di paia nel 2025 (-19,8%). Tuttavia, il valore della produzione è rimasto pressoché stabile, passando da €16,7 miliardi a €16,5 miliardi (-1,1%). Ciò indica un forte incremento del prezzo medio unitario della produzione europea, coerente con il posizionamento della manifattura UE verso segmenti premium e di lusso.

3.2 L'Italia al centro dell'export europeo

L'Italia conferma il proprio ruolo di principale esportatore UE di calzature, con esportazioni extra-UE pari a €5,7 miliardi nel 2025 (in crescita del +13,0% rispetto al 2015). La specializzazione italiana nel segmento del lusso è confermata da un indice RSCA di 0,262 e da un RCA di 1,71, collocandola tra i Paesi più specializzati dell'UE nel settore. La Germania, pur partendo da una base più bassa, ha più che raddoppiato le proprie esportazioni (da €1,2 a €2,9 miliardi, +151,3%), così come la Francia (da €1,1 a €2,3 miliardi, +107,9%), suggerendo un rafforzamento della capacità esportativa anche in Paesi tradizionalmente più orientati al mercato interno.

Reporter UE (esportazioni) 2015 (€ mld) 2025 (€ mld) Var. %
Italia 5,1 5,7 +13,0%
Germania 1,2 2,9 +151,3%
Francia 1,1 2,3 +107,9%
Spagna 0,9 0,9 -8,0%
Polonia 0,2 0,7 +221,3%

La Polonia merita una menzione particolare: con un incremento del +221,3% nelle esportazioni, riflette il ruolo crescente dei Paesi dell'Europa centro-orientale nella catena del valore calzaturiera europea.

Principali esportatori UE

3.3 L'esplosione del prezzo medio per paia delle calzature esportate

L'analisi per singolo segmento di prodotto rivela una dinamica di prezzo particolarmente intensa sul fronte delle esportazioni:

Segmento Prezzo medio export 2015 (€/paia) Prezzo medio export 2025 (€/paia) Var. %
6403 — Tomaie di pelle 51,77 71,13 +37,4%
6404 — Tomaie tessili 23,99 55,33 +130,6%
6402 — Gomma/plastica 15,65 25,83 +65,1%
6406 — Parti di calzature — — —
6401 — Impermeabili 12,36 20,45 +65,4%
6405 — Altri materiali 14,80 23,43 +58,3%

Il segmento CN 6404 (calzature con tomaie di materie tessili) ha registrato l'incremento più straordinario: il prezzo medio è più che raddoppiato in dieci anni. Sul fronte importazioni, il trend è molto più contenuto, con il prezzo medio delle calzature in pelle importate (CN 6403) salito da €16,94 a €19,45/paia (+14,8%) e quello delle calzature tessili (CN 6404) da €7,06 a €10,11/paia (+43,1%).

3.4 La crescente dipendenza strutturale dalle importazioni

L'indicatore di dipendenza netta dalle importazioni è passato dal 6,3% (2015) al 28,4% (2025), con un incremento del +352,1%. Parallelamente, l'intensità commerciale è salita dal 57,3% al 97,1%, e la propensione all'esportazione dal 38,2% al 93,3%.

Indicatore di vulnerabilità 2015 2025 Var. %
Dipendenza netta importazioni 6,3% 28,4% +352,1%
Intensità commerciale 57,3% 97,1% +69,4%
Propensione all'esportazione 38,2% 93,3% +144,4%

Questa triplice crescita indica che il settore calzaturiero UE è diventato molto più aperto e interconnesso con i mercati globali, ma anche più esposto a shock di approvvigionamento esterni. La quasi triplicazione della dipendenza netta dalle importazioni è il dato più critico: l'UE produce meno paia e contemporaneamente ne importa volumi crescenti, soprattutto dall'Asia.

3.5 Concentrazione e volatilità degli scambi

L'indice di concentrazione HHI sulle importazioni per valore è rimasto relativamente stabile (da 2.200 a 2.248, +2,2%), indicando che la Cina continua a dominare come fornitore principale, nonostante la diversificazione verso il Sud-Est asiatico. Sul fronte esportazioni, l'HHI è sceso da 1.174 a 953 (-18,8%), segnalando una maggiore diversificazione dei mercati di destinazione.

La volatilità degli scambi è risultata molto elevata con il Regno Unito (CV = 1,02 sulle importazioni), coerente con le turbolenze post-Brexit. Tra i fornitori asiatici, Cambogia (CV = 0,25) e Vietnam (CV = 0,21) mostrano volatilità significative, ma comunque inferiori, riflettendo una crescita più stabile e strutturale. Sul fronte esportazioni, la Cina mostra il CV più alto tra i partner extra-UE (0,40), legato alla forte competizione e alla volatilità delle tariffe.

Volatilità degli scambi · Concentrazione HHI


Conclusione

Il mercato delle calzature nell'Unione Europea ha attraversato, nel decennio 2015–2025, una profonda metamorfosi strutturale. Da un lato, il settore ha consolidato il proprio posizionamento verso l'alto della catena del valore: i volumi prodotti ed esportati si sono contratti, ma i prezzi unitari sono cresciuti in modo robusto, riflettendo la vocazione dell'industria europea — e in primo luogo italiana — verso il segmento premium e di lusso. Dall'altro lato, la domanda interna è stata sempre più soddisfatta da importazioni asiatiche a basso costo, con il Vietnam e la Cambogia che si sono affermati come alternative crescenti alla Cina.

La Brexit ha provocato un ridisegno significativo dei flussi commerciali con il Regno Unito, mentre le sanzioni verso la Russia hanno ulteriormente ristretto uno storico mercato di sbocco. Al contempo, gli Stati Uniti e la Svizzera sono diventati i principali motori di crescita delle esportazioni europee.

Il dato più preoccupante è la triplicazione della dipendenza netta dalle importazioni, salita al 28,4% nel 2025: l'UE è diventata strutturalmente più esposta a shock esterni nella fornitura di calzature. In un contesto di crescenti tensioni geopolitiche e di possibili misure tariffarie, la resilienza della catena del valore calzaturiera europea richiederà attenzione crescente da parte delle politiche industriali e commerciali dell'Unione.

Generato il 2026-08-07. Le cifre riflettono i dati Eurostat al momento della generazione e non includono revisioni successive.

Generato automaticamente: questo report vuole accelerare, non sostituire, l'analisi umana.

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