Evoluzione del mercato: Materiale ferroviario e segnalazione (CN 86) — 2015–2025
Introduzione
Il presente report analizza l'evoluzione del commercio dell'Unione Europea con i paesi terzi per la voce doganale CN 86, che comprende una gamma ampia di prodotti: locomotive, automotrici, vetture passeggeri, carri merci, parti di rotabili, materiale fisso, apparecchiature di segnalazione e contenitori per trasporto intermodale. Il periodo considerato va dal 2015 al 2025 e consente di osservare dinamiche decennali significative, influenzate da investimenti infrastrutturali globali, dalla transizione verde nel trasporto ferroviario e da shock geopolitici recenti.
Nel complesso, l'UE mantiene una posizione di netto esportatore nel settore, con un avanzo commerciale che nel 2025 si attesta a circa 2,7 miliardi di euro. Tuttavia, il dato più rilevante del decennio è la crescita esponenziale delle importazioni (+144,6% in valore), che ha eroso significativamente il surplus commerciale (-24,2%), segnando un cambio di traiettoria nella struttura degli scambi.
1. La crescita impetuosa delle importazioni ridefinisce il saldo commerciale
Le importazioni raddoppiano in volume e crescono del 145% in valore
Tra il 2015 e il 2025, le importazioni dell'UE di materiale ferroviario e segnalazione sono passate da 1,44 miliardi di euro a 3,53 miliardi, con un incremento del 144,6%. In termini di volume, le importazioni sono cresciute da 448.504 tonnellate a 960.831 tonnellate (+114,2%), segnando un raddoppio dei flussi in ingresso. Il prezzo medio importato è cresciuto in modo più contenuto, da 3.219 €/t a 3.675 €/t (+14,2%), il che indica che l'espansione è stata trainata principalmente dall'aumento dei volumi e non da dinamiche inflattive.
L'avanzo commerciale si restringe pur restando positivo
Il saldo commerciale dell'UE è passato da +3,54 miliardi di euro nel 2015 a +2,69 miliardi nel 2025, con una contrazione del 24,2%. Il punto più basso è stato raggiunto nel 2022, quando l'avanzo si è ridotto a soli 1,62 miliardi di euro, probabilmente in concomitanza con le perturbazioni della catena di approvvigionamento post-COVID e gli effetti della guerra in Ucraina. Nonostante la ripresa del 2023-2025, l'UE non ha recuperato i livelli di surplus pre-crisi.
| Indicatore | 2015 | 2022 | 2025 | Var. % 2015–2025 |
|---|---|---|---|---|
| Esportazioni (Mrd €) | 4,99 | 5,56 | 6,22 | +24,7% |
| Importazioni (Mrd €) | 1,44 | 2,59 | 3,53 | +144,6% |
| Saldo (Mrd €) | +3,54 | +1,62 | +2,69 | −24,2% |
Le esportazioni crescono, ma più lentamente delle importazioni
Le esportazioni dell'UE sono cresciute da 4,99 miliardi di euro a 6,22 miliardi (+24,7%), con un picco nel 2021-2022 a 6,86 miliardi. Il volume è aumentato da 587.224 tonnellate a 655.223 tonnellate (+11,6%), mentre il prezzo medio è salito da 8.489 €/t a 9.489 €/t (+11,8%). La crescita moderata delle esportazioni, combinata con l'esplosione delle importazioni, ha compresso il rapporto di copertura.
2. Turchia, Serbia e Cina: i nuovi protagonisti dell'ascesa importatrice
Cina, Turchia e Serbia trainano la crescita delle importazioni
L'analisi dei principali partner per le importazioni rivela una trasformazione profonda della geografia degli approvvigionamenti. La Turchia ha registrato la crescita più impressionante, passando da 28 milioni di euro nel 2015 a 306 milioni nel 2025 (+1.009%), divenendo il quinto fornitore dell'UE. La Serbia ha seguito un percorso simile, da 36 milioni a 322 milioni (+789%), riflettendo l'integrazione produttiva dei Balcani occidentali nella catena del valore ferroviaria europea.
| Partner | Importazioni 2015 (M€) | Importazioni 2025 (M€) | Var. % |
|---|---|---|---|
| Svizzera | 649 | 952 | +46,6% |
| Cina | 261 | 1.033 | +295,0% |
| Turchia | 28 | 306 | +1.008,5% |
| Serbia | 36 | 322 | +788,5% |
| Ucraina | 46 | 169 | +268,7% |
| Stati Uniti | 88 | 141 | +61,0% |
| Russia | 43 | 7 | −83,2% |
La Cina diventa il primo fornitore extra-europeo
La Cina è passata da secondo a primo fornitore dell'UE in questa voce, con importazioni salite da 261 milioni a oltre 1 miliardo di euro. Questo riflette la posizione dominante della Cina nella produzione di contenitori intermodali (voce 8609), che rappresenta la voce più rilevante in volume per le importazioni: i contenitori hanno visto un aumento da 280.289 a 640.633 tonnellate (+129%) e da 238 milioni a 742 milioni di euro in valore (+212%).
La Russia esce dalla mappa commerciale
Le importazioni dalla Russia sono crollate da 43 milioni a 7 milioni di euro (-83,2%), con il minimo storico raggiunto nel 2025. Questo riflette chiaramente l'impatto delle sanzioni imposte dopo l'invasione dell'Ucraina nel 2022, che ha interrotto quasi completamente gli scambi bilaterali in questo settore.
La Svizzera resta il partner commerciale più bilaterale
La Svizzera emerge come il partner più significativo per l'interscambio totale: è il terzo fornitore dell'UE (952 milioni di euro in importazioni) e il primo mercato di sbocco (1.389 milioni di euro in esportazioni). Il flusso bilaterale totale supera i 2,3 miliardi di euro, riflettendo l'integrazione profonda delle catene del valore ferroviarie tra UE e Svizzera (si pensi ai grandi progetti alpini come il Gottardo e al ruolo di aziende come Stadler Rail).
3. Specializzazione produttiva, concentrazione e volatilità nel settore
La produzione dell'UE cresce del 155% in valore
La produzione europea di materiale ferroviario ha registrato una crescita eccezionale, passando da 12,2 miliardi di euro nel 2015 a 31,1 miliardi nel 2025 (+155,4%). Il volume prodotto è cresciuto da 4,5 milioni a 6,4 milioni di pezzi (+42,5%). Il forte aumento del valore unitario suggerisce una progressiva scalata verso prodotti a maggiore contenuto tecnologico, come locomotive elettriche e automotrici ad alta velocità.
L'Europa centro-orientale è il cuore della specializzazione ferroviaria
L'analisi della specializzazione rivela che Croazia (RSCA: 0,74), Austria (0,54), Slovacchia (0,48), Bulgaria (0,48) e Repubblica Ceca (0,42) sono i paesi più specializzati nella produzione e nell'esportazione di materiale ferroviario. Si tratta di paesi con una lunga tradizione nella costruzione di rotabili (ad esempio Škoda in Repubblica Ceca, Siemens Mobility in Austria). Al contrario, Portogallo, Grecia e Irlanda mostrano i livelli più bassi di specializzazione.
La concentrazione delle importazioni si riduce, quella delle esportazioni aumenta leggermente
L'indice HHI delle importazioni è sceso da 2.540 a 1.848 (-27,3%), indicando una diversificazione dei fornitori. Per le esportazioni, l'HHI è salito da 794 a 931 (+17,3%), suggerendo una lieve concentrazione verso i principali mercati di destinazione.
I principali esportatori intra-UE: Germania, Spagna e Austria
Germania (2,07 miliardi di euro), Spagna (1,35 miliardi) e Austria (799 milioni) sono i principali esportatori dell'UE verso i paesi terzi nel 2025. La Spagna ha registrato la crescita più forte (+98%), trainata dal successo internazionale di CAF e Talgo. La Francia ha visto invece una contrazione del 47%, passando da 629 milioni a 333 milioni di euro, un segnale di potenziale perdita di competitività nel settore.
Shock di prezzo significativi nel biennio 2021-2022
L'analisi degli shock ha rilevato tre eventi anomali principali: un picco di prezzo nelle esportazioni verso lo Sri Lanka nel 2021 (+4.143%, ma con peso commerciale trascurabile), una forte flessione dei prezzi all'esportazione verso la Svizzera nel 2022 (-27,9%) e un aumento dei prezzi di importazione dalla Svizzera nel 2022 (+46,5%). Questi movimenti riflettono le tensioni sulle catene di approvvigionamento e le distorsioni nei flussi commerciali causate dalla pandemia e dalla crisi energetica.
L'autonomia strategica dell'UE nel settore resta forte ma si indebolisce
Il tasso di dipendenza netta dalle importazioni è migliorato da -17,2% a -8,0% (valori negativi indicano posizione esportatrice netta), ma la tendenza è verso una minore autonomia. L'intensità commerciale è scesa da 28,8% a 23,6%, mentre la propensione all'esportazione è diminuita da 22,9% a 16,6%, suggerendo che la domanda interna assorbe una quota crescente della produzione europea.
La composizione merceologica riflette un settore eterogeneo
Le voci doganali più rilevanti mostrano dinamiche differenziate:
| Voce | Descrizione | Imp. 2025 (M€) | Esp. 2025 (M€) |
|---|---|---|---|
| 8607 | Parti di veicoli ferroviari | 1.396 | 2.418 |
| 8603 | Automotrici ed elettromotrici | 792 | 1.208 |
| 8609 | Contenitori intermodali | 742 | 638 |
| 8605 | Vetture passeggeri | — | 832 |
| 8608 | Materiale fisso e segnalazione | 85 | 295 |
| 8606 | Carri merci | 234 | 71 |
| 8604 | Veicoli di manutenzione | 122 | 360 |
Le parti di veicoli (8607) rappresentano la voce più significativa in entrambi i flussi, riflettendo l'integrazione delle catene del valore. Le automotrici (8603) e le vetture passeggeri (8605) mostrano un chiaro vantaggio competitivo dell'UE. I contenitori (8609) sono l'unica voce dove le importazioni superano le esportazioni, a conferma della dipendenza dalla produzione asiatica.
Conclusione
Il settore del materiale ferroviario e della segnalazione (CN 86) ha attraversato una trasformazione significativa nel decennio 2015-2025. L'UE conserva una solida posizione di esportatore netto, sostenuta da una base produttiva che vale oltre 31 miliardi di euro e da un avanzo commerciale ancora prossimo ai 3 miliardi. Tuttavia, tre tendenze meritano attenzione.
In primo luogo, la crescita esponenziale delle importazioni, trainata da Cina, Turchia e Serbia, sta ridisegnando la geografia degli approvvigionamenti e comprimendo il surplus commerciale. In secondo luogo, la forte diversificazione dei fornitori (come evidenziato dal calo dell'HHI) è un fattore positivo per la resilienza, ma espone l'UE a una maggiore concorrenza nei segmenti a minor valore aggiunto. In terzo luogo, la dinamica interna all'UE mostra una crescente asimmetria: mentre Germania, Spagna e Austria consolidano la loro leadership esportatrice, altri membri come la Francia registrano arretramenti significativi.
Il settore resta strategico per l'Unione Europea, sia per le implicazioni in termini di politica industriale che per il ruolo del trasporto ferroviario nella transizione climatica. La sfida per il prossimo decennio sarà mantenere la competitività nella produzione ad alto valore aggiunto, contrastando al contempo la pressione importatrice nei segmenti di massa.