Evoluzione del mercato: Armi e munizioni (CN 93) — 2015–2025
Introduzione
La voce doganale CN 93 — Armi, munizioni e loro parti ed accessori copre un ampio ventaglio di prodotti: dalle armi da guerra (9301) alle munizioni e missili (9306), dalle armi da fuoco sportive (9303) alle pistole e rivoltelle (9302), fino alle armi bianche (9307). Il periodo 2015–2025 ha registrato una trasformazione radicale di questo settore nell'Unione Europea, sia per i volumi scambiati sia per la geografia dei partner commerciali. Il commercio totale dell'UE con i paesi extra-UE è passato da circa 3,9 miliardi di euro a quasi 13,6 miliardi, trainato da dinamiche geopolitiche senza precedenti — in particolare il conflitto russo-ucraino e la conseguente ondata di riarmo europeo. Il presente report analizza l'evoluzione delle esportazioni, delle importazioni, dei prezzi, dei partner e della struttura produttiva del settore nel corso del decennio.
1. Una crescita a due velocità: esportazioni in forte espansione, importazioni in esplosione
1.1. Il valore complessivo del commercio si avvicina ai 14 miliardi di euro
Tra il 2015 e il 2025, sia le esportazioni sia le importazioni dell'UE nel settore CN 93 hanno registrato una crescita significativa. Le esportazioni sono passate da 3,07 miliardi a 7,54 miliardi di euro (+145,7%), mentre le importazioni sono cresciute da 850 milioni a 6,04 miliardi (+610,7%). In termini di volume, le esportazioni sono aumentate del 30,0% (da 98.731 a 128.365 tonnellate), le importazioni del 93,7% (da 54.178 a 104.943 tonnellate). Il settore nel suo complesmo è dunque quasi quadruplicato di valore, con un'intensificazione particolarmente marcata a partire dal 2022.
| Indicatore | 2015 | 2025 | Var. % |
|---|---|---|---|
| Esportazioni (valore, mld €) | 3,07 | 7,54 | +145,7% |
| Importazioni (valore, mld €) | 0,85 | 6,04 | +610,7% |
| Esportazioni (volume, t) | 98.731 | 128.365 | +30,0% |
| Importazioni (volume, t) | 54.178 | 104.943 | +93,7% |
| Saldo commerciale (mld €) | 2,22 | 1,50 | −32,4% |
Fonte: Panoramica generale
1.2. Le importazioni crescono sei volte più velocemente delle esportazioni
L'asimmetria più evidente del decennio risiede nel rapporto di crescita tra importazioni ed esportazioni. Mentre le esportazioni hanno più che raddoppiato il loro valore, le importazioni lo hanno moltiplicato di sette volte. In termini di prezzo unitario medio, il divario è ancora più pronunciato: il prezzo medio delle importazioni è salito da 15.668 €/t a 57.571 €/t (+267,4%), mentre quello delle esportazioni è passato da 31.034 €/t a 58.751 €/t (+89,3%). Ciò indica che l'UE ha progressivamente importato non solo più volumi, ma anche beni a maggior valore unitario — segno di un cambiamento qualitativo nella composizione delle importazioni, orientate verso armamenti più sofisticati e costosi.
1.3. Il surplus commerciale si restringe, ma l'UE resta esportatore netto
Nonostante l'esplosione delle importazioni, l'UE ha mantenuto un saldo commerciale positivo per tutto il periodo. Tuttavia, il surplus è sceso da 2,22 miliardi a 1,50 miliardi di euro, con un minimo storico proprio nel 2025. L'indicatore di dipendenza netta dalle importazioni è passato da −11,6% a −28,0% (valori negativi indicano posizione di esportatore netto), con un minimo di −69,1% in un anno intermedio. Parallelamente, l'intensità commerciale è cresciuta dal 23,0% al 56,2% e la propensione all'esportazione dal 17,5% al 45,7%, segnali inequivocabili di un settore sempre più integrato nei mercati internazionali e sempre meno autosufficiente.
2. La geopolitica ridisegna la mappa: dall'Ucraina alla Corea del Sud, nuove rotte per le armi europee
2.1. L'Ucraina: da partner marginale a prima destinazione delle esportazioni UE
La trasformazione più drammatica riguarda le esportazioni verso l'Ucraina. Nel 2015, l'Ucraina riceveva appena 5 milioni di euro in armi e munizioni dall'UE. Nel 2025, il valore ha raggiunto 2,34 miliardi di euro, con una variazione del +46.039%. L'Ucraina è diventata così la prima destinazione assoluta delle esportazioni UE nel settore, superando anche la categoria dei "paesi e territori non specificati per ragioni commerciali o militari" (2,53 miliardi). Quest'ultima categoria, che è la seconda destinazione per valore, riflette l'opacità intrinseca degli scambi militari e raggruppa flussi classificati o non attribuibili a paesi specifici.
| Destinazione principale | 2015 (mln €) | 2025 (mln €) | Var. % |
|---|---|---|---|
| Ucraina | 5 | 2.341 | +46.039% |
| Paesi non specificati | 727 | 2.533 | +249% |
| Stati Uniti | 928 | 1.210 | +30% |
| Regno Unito | 132 | 180 | +36% |
| Turchia | 27 | 138 | +416% |
| Svizzera | 40 | 70 | +77% |
| Arabia Saudita | 162 | 48 | −70% |
Fonte: Principali partner per le esportazioni
Il caso dell'Arabia Saudita segna una tendenza opposta: le esportazioni verso Riyad sono crollate del 70,4% (da 162 a 48 milioni di euro), con un picco intermedio di 351 milioni, probabilmente legato a forniture puntuali poi non rinnovate.
2.2. La Corea del Sud emerge come fornitore chiave nelle importazioni UE
Il lato delle importazioni ha visto un cambiamento altrettanto radicale. La Corea del Sud è passata da 14 milioni di euro nel 2015 a 1,82 miliardi nel 2025 (+12.822%), diventando il primo fornitore extra-UE dell'Unione. Questo incremento fenomenale è verosimilmente legato a grandi contratti di approvvigionamento militare conclusi da Stati membri dell'UE — in primo luogo la Polonia — per sistemi d'arma coreani come carri armati e obici. L'India (+3.567%, da 6 a 232 milioni) e la Turchia (+1.171%, da 48 a 608 milioni) seguono la stessa traiettoria di forte crescita come fornitori.
| Fornitore principale | 2015 (mln €) | 2025 (mln €) | Var. % |
|---|---|---|---|
| Corea del Sud | 14 | 1.821 | +12.822% |
| Paesi non specificati | 171 | 1.095 | +542% |
| Stati Uniti | 190 | 974 | +413% |
| Turchia | 48 | 608 | +1.171% |
| India | 6 | 232 | +3.567% |
| Regno Unito | 41 | 158 | +284% |
| Cina | 46 | 84 | +82% |
Fonte: Principali partner per le importazioni
La Cina, pur crescendo dell'82% in valore, è rimasta un fornitore relativamente modesto (84 milioni), a conferma del fatto che il commercio di armi nel contesto UE segue logiche geopolitiche e di alleanza, non meramente economiche.
2.3. I paesi dell'Europa centro-orientale emergono come protagonisti
All'interno dell'UE, la trasformazione più rilevante riguarda i paesi dell'Europa centro-orientale. La Polonia è diventata il maggiore importatore UE di armi e munizioni (2,34 miliardi di euro nel 2025, +2.712% rispetto al 2015), e al contempo il secondo esportatore dell'UE (1,28 miliardi, +1.638%). Repubblica Ceca (+3.152% nelle importazioni, fino a 718 milioni), Romania (+4.235%, fino a 234 milioni) e Bulgaria (+487%, fino a 334 milioni) hanno registrato incrementi analoghi. Questi dati riflettono la corsa al riarmo nei paesi NATO dell'Est, accelerata dopo febbraio 2022.
| Stato membro | Importazioni 2015 | Importazioni 2025 | Var. % |
|---|---|---|---|
| Polonia | 83 | 2.343 | +2.712% |
| Rep. Ceca | 22 | 718 | +3.152% |
| Svezia | 83 | 340 | +308% |
| Bulgaria | 57 | 334 | +487% |
| Romania | 5 | 234 | +4.235% |
| Italia | 150 | 289 | +93% |
| Germania | 97 | 174 | +80% |
Fonte: Principali Stati membri per le importazioni
L'Italia resta il maggiore esportatore UE con 1,52 miliardi di euro (+89%), seguita da Polonia (1,28 mld), Bulgaria (954 mln) e Svezia (618 mln, +262%). L'Austria è l'unico grande esportatore a registrare un calo (−9,5%, da 291 a 264 milioni).
2.4. L'opacità dei dati militari e il crescente peso degli scambi non dichiarati
Un elemento trasversale che merita attenzione è il peso della categoria "paesi e territori non specificati per ragioni commerciali o militari". Si tratta del secondo partner per importazioni (1,10 miliardi) e del secondo per esportazioni (2,53 miliardi). La sua dimensione suggerisce che una quota significativa degli scambi avviene nell'ambito di programmi di difesa classificati o di operazioni la cui attribuzione geografica è volontariamente omessa. Parallelamente, l'indice di concentrazione HHI sulle importazioni è salito da 1.345 a 2.070 (+54%), a indicare una crescente dipendenza da un numero ristretto di fornitori — trend coerente con la concentrazione dei grandi ordini verso Corea del Sud, Stati Uniti e Turchia.
3. Prezzi in impennata, segmenti in trasformazione: il settore si maturizza
3.1. Un'inflazione dei prezzi unitari senza precedenti
Il dato macroscopico del decennio è la crescita eccezionale dei prezzi unitari. Il prezzo medio delle importazioni è passato da 15.668 €/t a 57.571 €/t (+267,4%), quello delle esportazioni da 31.034 €/t a 58.751 €/t (+89,3%). L'aumento riflette in parte l'inflazione generale dei costi nel settore della difesa, ma soprattutto un cambio nella composizione merceologica: le importazioni si sono spostate verso categorie ad alto valore unitario come le armi da guerra e le munizioni avanzate.
A livello di sotto-voce, l'evoluzione dei prezzi è istruttiva. Per le importazioni di armi da guerra (9301), il prezzo per tonnellata è salito da 59.151 a 219.127 euro (+270%), mentre il prezzo per pezzo (unità supplementare) è passato da circa 2.201 a 47.122 euro. Per le munizioni (9306), il prezzo per tonnellata è cresciuto da 9.244 a 40.565 euro (+339%).
3.2. Munizioni e armi da guerra trainano la crescita su entrambi i fronti
L'analisi per segmento merceologico rivela uno spostamento netto della domanda verso le categorie militari.
Importazioni per sotto-voce (valore, milioni di euro):
| Voce | 2015 | 2025 | Var. % |
|---|---|---|---|
| 9306 — Munizioni, bombe, missili | 262 | 2.403 | +817% |
| 9301 — Armi da guerra | 15 | 1.150 | +7.413% |
| 9304 — Armi non da fuoco | 80 | 904 | +1.025% |
| 9305 — Parti e accessori | 134 | 334 | +150% |
| 9303 — Armi da fuoco sportive | 52 | 85 | +63% |
| 9302 — Rivoltelle e pistole | 9 | 22 | +144% |
| 9307 — Armi bianche | 9 | 18 | +94% |
Fonte: Confronto segmenti
Esportazioni per sotto-voce (valore, milioni di euro):
| Voce | 2015 | 2025 | Var. % |
|---|---|---|---|
| 9306 — Munizioni, bombe, missili | 491 | 2.756 | +461% |
| 9303 — Armi da fuoco sportive | 387 | 509 | +31% |
| 9305 — Parti e accessori | 214 | 440 | +105% |
| 9302 — Rivoltelle e pistole | 213 | 363 | +71% |
| 9301 — Armi da guerra | 66 | 391 | +489% |
| 9304 — Armi non da fuoco | 77 | 292 | +278% |
| 9307 — Armi bianche | 10 | 11 | +10% |
Fonte: Confronto segmenti
Le munizioni (9306) dominano sia le importazioni (2,40 miliardi, il 40% del totale) sia le esportazioni (2,76 miliardi, il 37%). Le armi da guerra (9301) sono il segmento in più rapida crescita nelle importazioni: da 15 milioni a 1,15 miliardi (+7.413%), con un volume passato da 259 a 5.248 tonnellate. Le armi da fuoco sportive (9303), tradizionale punto di forza dell'industria europea, mostrano una crescita più contenuta (+31% nelle esportazioni), suggerendo uno spostamento dell'asse produttivo verso i prodotti militari.
3.3. Concentrazione crescente e volatilità dei flussi commerciali
La concentrazione del commercio è aumentata su entrambi i fronti. L'indice HHI sulle importazioni (per valore) è passato da 1.345 a 2.070 (+54%), quello sulle esportazioni da 2.444 a 2.852 (+17%). Ciò indica che i flussi si concentrano su un numero minore di partner, fenomeno coerente con la crescita di pochi grandi fornitori (Corea del Sud, Stati Uniti, Turchia) e di poche grandi destinazioni (Ucraina, paesi non specificati).
La volatilità è particolarmente elevata per le importazioni da India (coefficiente di variazione 1,99) e Corea del Sud (1,31), e per le esportazioni verso Svizzera (1,90) e Ucraina (1,33). Alcuni eventi di shock sono stati identificati nel 2017, in particolare per le esportazioni verso Turchia (anomalia 192,1, variazione +160,2% del prezzo) e Stati Uniti (anomalia 26,1), probabilmente legati a contratti di fornitura puntuale o a cambiamenti normativi.
3.4. La produzione UE: stabilità nel valore, espansione nei volumi contati
La produzione dell'UE nel settore CN 93 è cresciuta in modo più contenuto rispetto al commercio: il valore è passato da 3,90 miliardi a 4,42 miliardi di euro (+13,5%), con un minimo intermedio di 1,84 miliardi. Il volume in pezzi (unità Prodcom) ha registrato una crescita apparentemente straordinaria (da 1,46 milioni a 1,21 miliardi di pezzi), ma questa cifra riflette prevalentemente la contabilizzazione dei singoli proiettili e cartucce nel segmento munizioni, e non una crescita reale comparabile. In termini di specializzazione, nel 2025 la Slovacchia (RSCA 0,90, RCA 19,63) e la Repubblica Ceca (RSCA 0,57, RCA 3,65) risultano i paesi UE più specializzati nel settore armi, seguiti da Finlandia e Croazia.
Conclusione
Il decennio 2015–2025 ha trasformato radicalmente il mercato europeo delle armi e munizioni. L'UE resta un esportatore netto, ma il suo vantaggio si è eroso: le importazioni sono cresciute sei volte più velocemente delle esportazioni, alimentate dall'approvvigionamento di sistemi d'arma avanzati dalla Corea del Sud, dagli Stati Uniti e dalla Turchia. La guerra in Ucraina ha fatto esplodere la domanda di munizioni e armamenti, rendendo l'Ucraina il primo mercato di destinazione e i paesi dell'Europa centro-orientale — Polonia in testa — i principali motori della crescita. L'aumento dei prezzi unitari (+267% sulle importazioni) e la crescente concentrazione dei flussi segnalano un settore sempre più strategico e sempre meno concorrenziale. La quota significativa di scambi non attribuibili a paesi specifici ricorda inoltre la natura parzialmente opaca di questo mercato. In sintesi, il settore CN 93 è passato da un'industria matura e orientata al commercio civile a un comparto fortemente geopolitico, il cui futuro dipenderà dall'evoluzione del conflitto in Ucraina, dalla capacità produttiva europea e dalle scelte di approvvigionamento dei singoli Stati membri.