Evoluzione del mercato: Lavori diversi (CN 96) — 2015–2025
Introduzione
La voce doganale CN 96 — "Lavori diversi" — raggruppa un ampio ventaglio di prodotti di uso quotidiano e industriale: scope, spazzole e pennelli (9603), penne e matite (9608–9609), accendini (9613), bottiglie isolanti (9617), prodotti igienici (9619) e numerosi altri articoli. Nel decennio 2015–2025, il commercio extra-UE di questa categoria ha attraversato fasi significative: la crescita pre-pandemica, lo shock del COVID-19, la ripresa post-2020 e le tensioni geopolitiche recenti. Il presente rapporto descrive e interpreta le principali dinamiche osservate, evidenziando l'evoluzione dei flussi commerciali, la trasformazione della struttura geografica e dei segmenti merceologici, nonché le implicazioni per l'autonomia strategica dell'Unione Europea.
1. Un surplus commerciale in erosione: il progressivo restringimento del vantaggio dell'UE
1.1 Le importazioni crescono molto più rapidamente delle esportazioni
Tra il 2015 e il 2025, il valore delle importazioni extra-UE è passato da 3,76 miliardi di euro a 5,43 miliardi, con un aumento complessivo del +44,5% (vedi panoramica generale). Le esportazioni, pur essendo partite da livelli più elevati (5,23 miliardi di euro nel 2015), hanno registrato una crescita assai più contenuta, fermandosi a 5,73 miliardi nel 2025 (+9,5%). In termini di quantità, la divergenza è ancora più netta: le importazioni sono cresciute del +35,1% (da 462.031 a 624.285 tonnellate), mentre le esportazioni hanno addirittura perso l'8,2% (da 738.251 a 677.956 tonnellate).
| Indicatore | 2015 | 2025 | Variazione |
|---|---|---|---|
| Valore esportazioni (mld €) | 5,23 | 5,73 | +9,5% |
| Quantità esportazioni (mila t) | 738,3 | 678,0 | −8,2% |
| Prezzo medio esportazioni (€/t) | 7.088 | 8.453 | +19,3% |
| Valore importazioni (mld €) | 3,76 | 5,43 | +44,5% |
| Quantità importazioni (mila t) | 462,0 | 624,3 | +35,1% |
| Prezzo medio importazioni (€/t) | 8.128 | 8.694 | +7,0% |
1.2 Il surplus si è ridotto di quasi il 40% del suo valore iniziale
La conseguenza diretta di questa divergenza è un drammatico restringimento del saldo commerciale. Il saldo positivo dell'UE è passato da 1,48 miliardi di euro nel 2015 a appena 303,5 milioni nel 2025, una contrazione del −79,5%. Pur rimanendo un esportatore netto (dipendenza netta dalle importazioni passata da −8,1% a −4,4%), l'Unione ha progressivamente perso terreno. Il picco negativo del surplus è stato raggiunto nel 2022, quando la forte ripresa delle importazioni post-COVID e l'inflazione dei costi energetici hanno comprimono i margini.
1.3 L'aumento dei prezzi unitari maschila un deterioramento strutturale
Il prezzo medio delle esportazioni è cresciuto del 19,3% (da 7.088 a 8.453 €/t), superando l'aumento del prezzo medio delle importazioni (+7,0%, da 8.128 a 8.694 €/t). Tuttavia, poiché le quantità esportate sono diminuite mentre quelle importate sono cresciute fortemente, l'aumento dei prezzi delle esportazioni riflette in parte una perdita di competitività di prezzo — o, alternativamente, un passaggio verso prodotti a più alto valore aggiunto. In ogni caso, l'incremento del prezzo medio unitario non è bastato a compensare il calo dei volumi esportati, e il surplus si è eroso.
2. La crescente dipendenza dalla Cina e la riconfigurazione dei flussi dopo Brexit e le sanzioni alla Russia
2.1 La Cina raddoppia le sue forniture all'UE e diventa il partner dominante
La trasformazione più significativa del decennio riguarda il ruolo della Cina nelle importazioni. Il valore importato dalla Cina è passato da 1,86 miliardi di euro a 3,64 miliardi, un aumento del +95,8%, che equivale quasi a un raddoppio. La Cina è oggi di gran lunga il principale fornitore dell'UE per questa categoria, rappresentando circa i due terzi del valore totale delle importazioni. Questa crescita esplosiva ha alimentato un forte aumento della concentrazione delle importazioni: l'indice HHI (Herfindahl-Hirschman) è salito da 2.799 a 4.687, un incremento del +67,5%, segnale di una crescente dipendenza da un singolo fornitore.
| Partner (importazioni) | 2015 (mln €) | 2025 (mln €) | Variazione |
|---|---|---|---|
| Cina | 1.861 | 3.643 | +95,8% |
| Regno Unito | 471 | 201 | −57,4% |
| Svizzera | 274 | 332 | +20,9% |
| Giappone | 267 | 254 | −4,6% |
| Stati Uniti | 183 | 182 | −0,6% |
| Turchia | 77 | 119 | +55,0% |
| Vietnam | 61 | 80 | +32,2% |
2.2 Il Regno Unito perde rilevanza come fornitore ma resta il primo mercato di sbocco
L'uscita del Regno Unito dal mercato unico ha avuto effetti asimmetrici sul commercio in CN 96. Le importazioni dall'UK sono crollate del −57,4%, da 471 a 201 milioni di euro, verosimilmente a causa dell'introduzione di barriere doganali e regolatorie. Al contrario, le esportazioni verso l'UK sono cresciute del +20,4%, da 1,11 a 1,34 miliardi di euro, consolidando il Regno Unito come principale mercato di destinazione per i "Lavori diversi" europei. Ciò suggerisce che, nonostante la Brexit, la prossimità geografica e la consolidata rete distributiva hanno mantenuto l'UK un mercato irrinunciabile per l'industria europea.
2.3 L'effetto delle sanzioni sulla Russia e la crescita di mercati alternativi
Le esportazioni verso la Russia sono diminuite del −46,2%, da 499 a 269 milioni di euro, riflettendo l'impatto delle sanzioni successive al 2022. Il coefficiente di volatilità per questo partner (0,609) è il più elevato tra tutti i principali partner di importazione, segnale di flussi instabili e soggetti a shock esogeni (vedi volatilità). Parallelamente, altri mercati hanno guadagnato terreno: l'Australia (+37,4%, da 134 a 185 mln €), l'Ucraina (+27,3%) e la Svizzera (+28,7%) hanno registrato incrementi significativi nelle esportazioni, suggerendo una parziale diversificazione degli sbocchi commerciali.
3. Dinamiche dei segmenti merceologici: prodotti igienici e bottiglie isolanti trainano la crescita
3.1 I prodotti igienici (9619) dominano le esportazioni europee
Analizzando i segmenti merceologici, emerge che gli assorbenti, tamponi igienici e pannolini (CN 9619) rappresentano il segmento di gran lunga più importante per le esportazioni dell'UE, con un valore nel 2025 pari a 2,45 miliardi di euro — circa il 42,7% del totale delle esportazioni in CN 96. Le quantità esportate (531.742 tonnellate) costituiscono il 78,4% del volume totale. Il prezzo medio relativamente contenuto (4.601 €/t) rispetto ad altri segmenti conferma la natura di prodotto di massa, ma il volume elevato ne fa il principale pilastro dell'export europeo.
3.2 Le bottiglie isolanti (9617): la crescita più dinamica
Il segmento delle bottiglie isolanti e recipienti isotermici (CN 9617) ha registrato la crescita più impressionante del decennio. Le importazioni sono passate da 125 milioni di euro (2015) a 525 milioni (2025), un incremento del +319% in valore; le quantità sono cresciute del +235% (da 16.123 a 54.162 tonnellate). Il prezzo medio è salito da 7.762 a 9.695 €/t (+24,9%). Questa esplosione riflette verosimilmente la crescente domanda di contenitori termici per bevande, alimentata da tendenze nel consumo fuori casa e nel fitness, nonché da un sempre maggiore orientamento alla sostenibilità (riduzione dell'uso di plastiche monouso). La Cina è probabilmente il principale fornitore di questo segmento, contribuendo all'aumento complessivo della dipendenza dalle importazioni.
3.3 Scope e spazzole (9603): il segmento di importazione più grande e in crescita
Le scope e spazzole (CN 9603) costituiscono il principale segmento di importazione per valore (1,63 miliardi di euro nel 2025), con una crescita del +54,1% rispetto al 2015. Le quantità importate sono passate da 138.401 a 207.590 tonnellate (+50,0%). Sul fronte delle esportazioni, lo stesso segmento vale 1,04 miliardi di euro, con un prezzo medio nettamente superiore (20.273 €/t contro 7.855 €/t nelle importazioni), segno che l'UE esporta prodotti a più alto valore aggiunto (spazzole industriali, pennelli professionali) mentre importa articoli di massa.
3.4 Penne e articoli da scrivere (9608): un export in declino
Le penne, matite a sfera e articoli simili (CN 9608) mostrano un andamento divergente. Le importazioni sono cresciute del +25,6% (da 662 a 835 mln €), mentre le esportazioni sono diminuite del −15,6% (da 690 a 583 mln €). Il prezzo medio delle esportazioni è aumentato (da 29.150 a 31.405 €/t), suggerendo un arretramento verso una nicchia di prodotti di fascia alta, ma con volumi in calo (da 23.668 a 18.551 tonnellate, −21,6%). Questa dinamica potrebbe riflettere la concorrenza dei dispositivi digitali e la perdita di quote di mercato a favore di produttori asiatici, in particolare cinesi.
3.5 Gli accendini (9613): un settore in contrazione strutturale
Il segmento degli accendini e accenditori (CN 9613) mostra una flessione sia nelle importazioni (−4,7% in valore, da 191 a 181 mln €) sia nelle esportazioni (−5,6%, da 287 a 271 mln €). Le quantità esportate sono scese da 19.804 a 16.636 tonnellate (−16,0%). Questo calo è coerente con la diminuzione del consumo di tabacco tradizionale in Europa e la crescita delle alternative elettroniche. L'UE rimane tuttavia un esportatore netto in questo segmento, con un prezzo medio all'export (16.269 €/t) significativamente superiore a quello delle importazioni (6.947 €/t), a testimonianza della specializzazione in prodotti di qualità.
3.6 Tavola riassuntiva dei principali segmenti (2025)
| Segmento | Importazioni (mln €) | Esportazioni (mln €) | Saldo (mln €) |
|---|---|---|---|
| 9619 – Prodotti igienici | 402 | 2.447 | +2.045 |
| 9603 – Scope e spazzole | 1.631 | 1.040 | −591 |
| 9608 – Penne e articoli da scrivere | 835 | 583 | −252 |
| 9617 – Bottiglie isolanti | 525 | — | negativo |
| 9609 – Matite e pastelli | 178 | 108 | −70 |
| 9613 – Accendini | 181 | 271 | +90 |
| 9610 – Lavagne e ardesie | 70 | 35 | −35 |
Conclusione
Il commercio extra-UE di "Lavori diversi" (CN 96) nel periodo 2015–2025 è stato segnato da tre tendenze fondamentali. In primo luogo, una crescita sbilanciata delle importazioni rispetto alle esportazioni, che ha eroso il surplus commerciale dell'UE di quasi l'80%, riducendolo da 1,48 miliardi a poco più di 300 milioni di euro. In secondo luogo, una concentrazione crescente dell'approvvigionamento verso la Cina, il cui peso è quasi raddoppiato, comportando un aumento significativo della vulnerabilità strategica, come testimoniato dal salto dell'indice HHI da 2.799 a 4.687. In terzo luogo, una ristrutturazione dei flussi geografici, con il Regno Unito che perde rilevanza come fornitore (−57,4%) ma resta il primo mercato di sbocco, e la Russia che arretra vistosamente come destinazione (−46,2%) a causa delle sanzioni, lasciando spazio a una parziale diversificazione verso Australia, Svizzera e Ucraina.
Sul piano dei segmenti, i prodotti igienici (9619) restano la spina dorsale dell'export europeo per volume e valore, mentre le bottiglie isolanti (9617) rappresentano il segmento in più rapida crescita, trainato da tendenze di consumo e sostenibilità. Al contrario, settori tradizionali come gli accendini e gli articoli da scrivere mostrano segni di declino strutturale.
Per l'UE, la sfida principale nel prossimo futuro sarà quella di riequilibrare la bilancia commerciale di questa categoria, diversificando le fonti di approvvigionamento per ridurre la dipendenza dalla Cina e rafforzando la competitività dei segmenti ad alto valore aggiunto in cui l'Unione conserva un vantaggio — dalle spazzole professionali ai prodotti igienici di qualità.