Evoluzione del mercato: Carta e cartone (CN 48) — 2015–2025
Introduzione
Il presente report analizza l'evoluzione degli scambi commerciali dell'Unione Europea con il resto del mondo per il capitolo doganale CN 48 — Carta e cartone; lavori di pasta di cellulosa, di carta o di cartone — nel periodo 2015–2025. Si tratta di un comparto vasto, che comprende oltre 20 sotto-voci dalla carta da giornale (4801) agli imballaggi (4819), dalla carta patinata (4810) alla carta kraft (4804). L'UE si conferma nel decennio un esportatore netto strutturale, con un avanzo commerciale che nel 2025 ammonta a circa 14,9 miliardi di euro. Tuttavia, il periodo è stato segnato da trasformazioni profonde: l'impennata dei prezzi nel biennio 2021–2022, il crollo degli scambi con la Russia, la progressiva contrazione dei volumi cartari tradizionali e la crescita del segmento degli imballaggi. I dati sono consultabili nella pagina di panoramica del Trade Dashboard.
1. La divergenza tra valore e volume: crescita in euro, contrazione in tonnellate
Una delle dinamiche più rilevanti del decennio è lo scollamento tra l'andamento del valore commerciale e quello dei volumi fisici. Le esportazioni dell'UE in valore sono cresciute del 3,5% (da 24,6 a 25,5 miliardi di EUR), ma in volume sono diminuite del 19,8% (da 24,6 a 19,7 milioni di tonnellate). Un fenomeno analogo, ancor più marcato, si osserva sul fronte delle importazioni, cresciute del 36,6% in valore (da 7,7 a 10,6 miliardi di EUR) ma solo dell'1,9% in volume.
1.1 L'impennata dei prezzi unitari come fattore trainante
Il prezzo medio unitario delle esportazioni è passato da 1.000 a 1.291 EUR/t (+29,1%), mentre quello delle importazioni è salito da 1.157 a 1.551 EUR/t (+34,0%). Il picco è stato raggiunto nel 2022, quando i prezzi medi delle esportazioni hanno toccato 1.446 EUR/t e quelli delle importazioni 1.775 EUR/t. Questa dinamica riflette la crisi energetica globale del 2021–2022, che ha colpito duramente un settore energivoro come quello cartario, e l'aumento dei costi delle materie prime cellulosiche. L'effetto combinato è stato una significativa traslazione dei costi lungo tutta la catena del valore.
| Indicatore | 2015 | 2020 | 2022 (picco) | 2025 | Var. 2015→2025 |
|---|---|---|---|---|---|
| Esportazioni valore (mld EUR) | 24,6 | 22,96 | 31,35 | 25,47 | +3,5% |
| Esportazioni volume (mln t) | 24,6 | 18,97 | 23,22 | 19,73 | −19,8% |
| Esportazioni prezzo (EUR/t) | 1.000 | 963 | 1.446 | 1.291 | +29,1% |
| Importazioni valore (mld EUR) | 7,74 | 8,27 | 12,49 | 10,57 | +36,6% |
| Importazioni volume (mln t) | 6,69 | 5,88 | 7,26 | 6,81 | +1,9% |
| Importazioni prezzo (EUR/t) | 1.157 | 1.112 | 1.775 | 1.551 | +34,0% |
1.2 Un avanzo commerciale resiliente ma in erosione
L'UE mantiene un surplus strutturale nel settore cartario: l'avanzo commerciale netto è sceso da 16,9 a 14,9 miliardi di EUR (−11,6%). La quota di dipendenza netta dalle importazioni resta negativa (circa −10,8% nel 2025), confermando che l'UE esporta più di quanto importi. Tuttavia, la crescita delle importazioni in valore è stata molto più rapida (+36,6%) rispetto a quella delle esportazioni (+3,5%), segnalando una pressione competitiva crescente sui fornitori extra-UE.
1.3 L'intensità commerciale e la propensione all'esportazione sono aumentate
L'intensità commerciale (rapporto scambi/produzione) è cresciuta dal 17,9% al 22,2% (+24,2%), e la propensione all'esportazione dal 13,8% al 16,8% (+21,4%). Ciò indica che il settore cartario europeo si è progressivamente internazionalizzato, con una quota crescente della produzione destinata ai mercati esteri. La produzione interna è cresciuta del 43,2% in volume e del 55,3% in valore (volumi di produzione).
2. Rottura con la Russia, ascesa di Cina e Turchia: la riconfigurazione dei partner commerciali
Il decennio 2015–2025 ha visto una profonda ristrutturazione delle relazioni commerciali dell'UE nel settore cartario, con il conflitto in Ucraina come evento spartiacque.
2.1 Il collasso degli scambi con la Russia
La Russia è passata da partner commerciale significativo a livello quasi irrilevante. Le importazioni UE dalla Russia sono crollate del 99,2% (da 356 milioni a 2,9 milioni di EUR), e le esportazioni verso la Russia si sono contratte del 90,8% (da 1.420 milioni a 131 milioni di EUR). Il coefficiente di variazione delle importazioni dalla Russia è il più alto tra tutti i partner (0,66), a testimonianza della discontinuità introdotta dalle sanzioni. Le esportazioni russe verso l'UE e gli scambi in uscita hanno subito una brusca interruzione a partire dal 2022.
2.2 L'ascesa della Cina e della Turchia come fornitori
La Cina è emersa come il principale partner di approvvigionamento dell'UE nel settore. Le importazioni dalla Cina sono cresciute del 139,8% in valore (da 1.402 milioni a 3.362 milioni di EUR), rendendola di gran lunga il primo fornitore extra-UE. Anche la Turchia ha registrato una crescita straordinaria: +183,9% in valore delle importazioni (da 306 milioni a 868 milioni di EUR). Questi dati suggeriscono un parziale reindirizzamento delle catene di approvvigionamento europee, probabilmente accelerato sia dalla crescita della capacità produttiva asiatica/turca sia dalla sostituzione delle forniture russe.
| Partner | Importazioni 2015 (mln EUR) | Importazioni 2025 (mln EUR) | Var. (%) |
|---|---|---|---|
| Cina | 1.402 | 3.362 | +139,8% |
| Turchia | 306 | 868 | +183,9% |
| Regno Unito | 1.938 | 1.640 | −15,4% |
| Stati Uniti | 1.086 | 932 | −14,2% |
| Svizzera | 881 | 737 | −16,3% |
| Russia | 356 | 3 | −99,2% |
| Norvegia | 300 | 381 | +26,8% |
2.3 Il Regno Unito resta il primo mercato di sbocco, ma perde quota
Le esportazioni dell'UE verso il Regno Unito — il principale partner in uscita — sono diminuite del 12,0% (da 5.605 milioni a 4.935 milioni di EUR). Al contrario, le esportazioni verso gli Stati Uniti sono cresciute del 42,1% (da 2.312 milioni a 3.286 milioni di EUR), consolidando la posizione degli USA come secondo mercato. L'indice di concentrazione HHI delle esportazioni è diminuito da 808 a 737 (−8,8%), indicando una maggiore diversificazione dei mercati di destinazione. Viceversa, l'HHI delle importazioni è aumentato da 1.366 a 1.525 (+11,6%), segnalando una crescente concentrazione delle forniture su pochi partner (primi fra tutti Cina e Regno Unito).
2.4 Shock di prezzo nel 2022
L'analisi degli shock rivela tre eventi anomali concentrati nel 2022: un picco di prezzo nelle esportazioni verso l'Ucraina (abnormalità 106,7, variazione +30,2%), un picco nelle importazioni dalla Norvegia (abnormalità 34,5, variazione +39,9%) e un picco nelle esportazioni verso gli Stati Uniti (abnormalità 32,4, variazione +38,7%). Questi episodi riflettono le distorsioni di mercato legate alla crisi energetica e al conflitto russo-ucraino, che hanno provocato rialzi eccezionali dei prezzi in determinate rotte commerciali.
3. L'ascesa dell'imballaggio e il declino della carta grafica: la trasformazione dei segmenti prodotti
La composizione merceologica degli scambi è cambiata in modo significativo nel decennio, con una chiara rotazione dalla carta grafica e da giornale verso l'imballaggio e i prodotti trasformati.
3.1 Il crollo della carta da giornale (4801)
La voce 4801 (carta da giornale) ha registrato un declino strutturale. Le importazioni sono scese da 913.000 a 753.000 t in volume (−17,5%), mentre le esportazioni si sono quasi azzerate: da 1.301.000 a 267.000 t (−79,5% in volume). Il valore delle esportazioni è passato da 574 milioni a 144 milioni di EUR (−75,0%). Questo riflette la progressiva digitalizzazione dei media e la contrazione della stampa periodica tradizionale in tutta Europa, un trend già in atto prima del 2015 ma accelerato dalla pandemia.
3.2 Il segmento degli imballaggi (4819) diventa il primo voce in importazione
La voce 4819 (scatole, sacchi, sacchetti e altri imballaggi di carta) è diventata il segmento più rilevante nelle importazioni dell'UE per valore: da 1.392 milioni a 2.247 milioni di EUR (+61,5%). In volume, le importazioni sono cresciute da 571.000 a 790.000 t (+38,3%). Le esportazioni verso l'estero di 4819 sono rimaste stabili intorno a 1,1–1,3 milioni di t, con un valore che ha raggiunto un picco di 3.317 milioni di EUR nel 2022 prima di attestarsi a 2.879 milioni nel 2025. La crescita delle importazioni di imballaggi riflette l'aumento della domanda legata all'e-commerce e alle catene logistiche globali, nonché la concorrenza di fornitori extra-UE a costi più contenuti.
3.3 La carta patinata (4810) e la carta kraft (4804): i pilastri delle esportazioni
La voce 4810 (carta e cartone patinati al caolino) resta il segmento dominante nelle esportazioni per valore: da 6.095 milioni a 5.070 milioni di EUR (−16,8%), con volumi scesi da 8,2 a 4,9 milioni di t (−40,8%). Il prezzo unitario è cresciuto da 742 a 1.042 EUR/t (+40,4%), compensando in parte la contrazione dei volumi.
La carta kraft (4804) mostra un andamento interessante: le importazioni si sono quasi dimezzate in volume (da 1,27 a 0,67 milioni di t), mentre le esportazioni sono cresciute (da 2,39 a 3,06 milioni di t, +27,5%), consolidando la posizione dell'UE come esportatore netto in questo segmento.
3.4 La carta per la scrittura e stampa (4802) in calo strutturale
La voce 4802 (carta per scrittura, stampa e scopi grafici) ha visto una contrazione sia nelle importazioni (da 773.000 a 680.000 t, −12,1%) sia nelle esportazioni (da 3.766.000 a 2.313.000 t, −38,6%). Anche questo segmento risente della digitalizzazione, sebbene il prezzo unitario medio sia aumentato (da 850 a 1.120 EUR/t sulle esportazioni), grazie allo spostamento verso prodotti a più alto valore aggiunto.
| Segmento | Esportazioni vol. 2015 (kt) | Esportazioni vol. 2025 (kt) | Var. (%) | Esportazioni val. 2015 (mln EUR) | Esportazioni val. 2025 (mln EUR) | Var. (%) |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 4810 — Carta patinata | 8.217 | 4.866 | −40,8% | 6.095 | 5.070 | −16,8% |
| 4805 — Altra carta non patinata | 3.214 | 4.588 | +42,7% | 1.704 | 2.428 | +42,5% |
| 4802 — Carta per scrittura/stampa | 3.766 | 2.313 | −38,6% | 3.201 | 2.591 | −19,1% |
| 4804 — Carta kraft | 2.395 | 3.056 | +27,5% | 1.701 | 2.579 | +51,6% |
| 4811 — Carta spalmata/impregnata | 1.680 | 1.418 | −15,6% | 3.521 | 3.747 | +6,4% |
| 4819 — Imballaggi | 1.128 | 1.077 | −4,5% | 2.196 | 2.879 | +31,1% |
| 4801 — Carta da giornale | 1.301 | 267 | −79,5% | 574 | 144 | −75,0% |
3.5 Specializzazione e struttura produttiva dell'UE
L'analisi della specializzazione rivela che Finlandia (RSCA 0,71, RCA 5,91) e Svezia (RSCA 0,55, RCA 3,48) sono i Paesi più specializzati nel settore cartario, coerentemente con la loro dotazione forestale e la tradizione nell'industria della cellulosa. Paesi come Malta (RSCA −0,95), Irlanda (RSCA −0,89) e Cipro (RSCA −0,73) sono i meno specializzati. Germania e Italia sono i principali produttori in termini assoluti, sia nelle importazioni sia nelle esportazioni, anche se la Finlandia sta registrando una contrazione significativa delle esportazioni (−23,5% nel periodo).
Conclusione
Il mercato europeo della carta e del cartone ha attraversato nel decennio 2015–2025 una trasformazione profonda sotto molteplici dimensioni. La più evidente è la divergenza tra volumi in contrazione e valori in crescita, trainata dall'impennata dei prezzi del 2021–2022 legata alla crisi energetica. Sul piano geografico, il conflitto in Ucraina ha provocato l'uscita della Russia dai flussi commerciali, mentre Cina e Turchia si sono affermate come fornitori crescenti, contribuendo a una maggiore concentrazione delle importazioni dell'UE. Sul versante merceologico, il declino della carta grafica e da giornale prosegue inesorabile, mentre il segmento degli imballaggi consolida la propria centralità, sostenuto dall'e-commerce e dalle esigenze logistiche. L'UE resta un esportatore netto con un avanzo di quasi 15 miliardi di euro, ma l'erosione del surplus e la crescente dipendenza da fornitori extra-UE per alcune tipologie merceologiche sollevano questioni di resilienza della catena di approvvigionamento. La produzione interna è cresciuta sia in volume sia in valore, ma non sufficientemente da compensare l'aumento delle importazioni, segnale che la competitività del settore cartario europeo dovrà essere rafforzata per mantenere il proprio posizionamento nei mercati globali.